Home "Il Tasso del Miele" di Michele Monina Musica con nomi difficili

Musica con nomi difficili

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di Michele Monina

Oklyn87. Segnatevi questo nome. Difficile, lo so. Quindi segnatevi questo nome e, ne avete facoltà, mandate mentalmente a quel paese chi ha deciso di usare questo nome per una band.

Ma dopo che lo avete fatto, cioè che vi siete segnati questo nome e li avete mandati a quel paese, cercate il loro album d’esordio, e vedrete che ne vale la pena. L’album in questione, quello degli Oklyn87, maledetti, si intitola Il movimento delle nuvole sospese. Difficile anche questo, volendo, ma decisamente azzeccato. E Il movimento delle nuvole sospese è un cesto delle meraviglie, basta solo ficcarci dentro le mani, nello specifico le orecchie, e non potrete che restare incantati.

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Cos’è un cesto delle meraviglie? Ma cazzo, non sapete proprio niente… Il cesto delle meraviglie è il cesto delle meraviglie, quel posto dove, negli asili nido, vengono messi oggetti di uso quotidiano, dai tappi delle bottiglie ai cartoncini che si trovano dentro i rotoli dello Scottex e le maestre ne fanno poi, appunto, le parole sono importanti, meraviglie.

Stavolta a rivestire il ruolo delle maestre maghette, quelle che fanno meraviglie, ci sono loro, gli Oklyn87, band di un genere che non saprei bene definire e che fanno meraviglie. Le voci sono tre, una femminile, emozionante e avvolgente, e due maschili, una vagamente simile a quella dell’ex cantante dei Nomadi, l’altra più orientata all’urban. Ma loro, gli Oklyn87, fanno tutto fuorché Urban. Fanno folk. Forse. E pop. Sicuramente. E musica d’autore. Pure.

Usano strumenti acustici, e ritmiche etniche, e melodie nordiche, e rap, e un violino, e armonizzazioni antiche, e testi poetici. Mescolano il tutto, e lo servono caldo, e saporito, e ti fanno viaggiare con la mente, potendo anche col cuore. Ecco. Musica per viaggiare. Non musica per aeroporti. Ma per carrettere central, o per trenini delle Ande, o per Valli di Adriano, o per Highlands, o quel che sia, lontano da qui, dove per qui si intende qui, ora, adesso, ovunque sia questo qui.

La voce di Valentina, anche autrice, ti entra sottopelle come una spina, di quelle che poi ti ritrovi a accarezzare come con certe cicatrici, dolorosamente piacevole. Ecco, di questo viaggio la sua voce, con le altre due, di Fabrizio e Emidio, ma di più la sua, sono la guida spirituale di questo viaggio meraviglioso.

Resta il nome difficile da segnare, ma abbiamo imparato Lynyrd Skynyrd, potremo pure imparare Oklyn87 e Il movimento delle nuvole sospese.

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Michele Monina
Sono nato in Ancona nel 1969 e vivo mio malgrado a Milano ormai da diciassette anni. Diciassette anni nei quali ho pubblicato sessantasei libri, prevalentemente biografie di cantanti, ma anche romanzi, reportage e libri su sport e cultura popolare. Ho lavorato a MTV, scritto per radio e teatro e da qualche tempo sono passato dall’altra parte della barricata, producendo dischi e scrivendo canzoni conto terzi. Ora scrivo anche sul Fatto Quotidiano. Ho una moglie e quattro figli, motivo fondamentale per cui negli ultimi anni ho fatto così tante cose.

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