Home Parole e Poesia RECENSIONE LIBRO: Il segreto dei Marò, di Toni Capuozzo

RECENSIONE LIBRO: Il segreto dei Marò, di Toni Capuozzo

Per far luce sulla vicenda dei Marò, uno dei più bravi giornalisti italiani, Toni Capuozzo, ne ha scritto un libro, "Il segreto dei Marò", il cui contenuto è frutto di un lavoro certosino fatto dallo stesso giornalista nel ricostruire i fatti tramite ricerche effettuate con perizia.

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di Michele Caccamo

Le strutture per le “Cheena vala” avrebbero dovuto rappresentare un avvertimento. Dalle parti del Porto di Kochi, se ne trovano centinaia di quelle fittissime reti: aperte tra il mare e il cielo e pronte a essere un inganno.
Dalla Enrica Lexie le avevano avvistate e forse qualcuno credeva ci fossero davvero per attrarre buon pesce. L’avvicinamento al porto era sereno. I nostri fucilieri, disarmati. Era sera, quasi ora di cena.

A noi sarebbe rimasta così, non fosse diversamente romantica la vicenda. Ingarbugliata come quasi tutte le nostre vicende di politica estera.

Toni Capuozzo ha scritto un libro che è un riporto preciso intitolandolo non a caso “Il segreto dei Marò”. Ne ha fatto analisi storica politica commerciale. Tre elementi fondamentali per comprendere l’affaire.

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L’India ha da sempre dinamiche poco chiare nel suo ventre, e gli intrighi del potere non aiutano. L’Italia ha una incapacità endemica ad affrontare, con serietà, qualsivoglia impiccio internazionale. I nostri militari stretti in mezzo, apparentemente per una ostinata presa di posizione del Governo Indiano.

La lettura del libro di Capuozzo sa rendere con chiarezza un’immagine ben definita, pur nella sua complessità. Diciannove capitoli, più uno, organizzati per specificare i danni e le attività inconcludenti della nostra diplomazia. Non certo una volontà ad accusare, come sarebbe stato naturale logico e prevedibile, ma una lucida (come è nella maniera di Capuozzo) ricostruzione di un pasticcio che con l’incidente in mare ha quasi poco a che vedere.

Una storia per nulla abbellita, schietta sincera diretta. Capuozzo non ci consegna la figura degli eroi che lottano contro i pirati, ha scelto l’equilibrio narrativo: onesto e chiaro. Puntuale nella ricerca delle discordanze, certo più degli esperti politici e tecnici che di questa disavventura si sono interessati.

E ci spiega: impossibile quel tempo sospeso tra le 16,30 e le 21,20, quegli orari non coincidenti e poi aggiustati nei rapporti; la faciloneria nelle perizie balistiche, tra colpi che impattano in mare e poi centrano il bersaglio o l’abbondanza di fuoco alla cieca; il rapporto tra le miglia consumate e la velocità calcolata in nodi; e ancora l’impossibilità di trovarsi nei limiti delle acque territoriali; le assegnazioni di armi individuali, delle matricole nominali; dei fantasmi greci abilmente dissolti.

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Ci spiega del teorema reggente, incastrato ora in una infinità di omissioni ora nella superficialità; della piena ignoranza dei tanti, troppi, politici che si sono interessati di questa vicenda.

Nella Farnesina risiede il centro fallibile: una serie infinita di errori apparentemente casuali. Ma quanta autonomia di gestione hanno avuto? La Finmeccanica ha l’ombra lunga, e alimenta il timore della ritorsione: vi fosse in qualcuno anche una brillante idea o una vera determinazione.

Ditelo che siamo innocenti”, ripetono i Marò.
È per dar seguito a questa preghiera che Capuozzo ha scritto un’opera di giustizia. Mettendoci ovunque la sapienza e la fine esperienza di grande inviato. La verità se l’è andata a cercare, secondo il suo stile. Svuotando non solo le prove ma anche i sospetti.

“Il segreto dei Marò” è un’opera letteraria che vuole dare un nuovo spessore alla vicenda dei due fucilieri, con un’inchiesta rigorosa e davvero necessaria.

La lettura di questo libro porta un vento dall’India quanto mai sospetto.

 

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