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SULLE TRACCE DI MERY

È uscito il libro “Tutti Quanti Mery”, seconda parte del progetto partito con l’omonimo album di Matteo Becucci.

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Sono trascorsi alcuni mesi dall’uscita del più recente lavoro discografico di Matteo Becucci, dal titolo “TuttiQuantiMery, pubblicato nel dicembre 2014  subito dopo la conclusione della sua partecipazione alla scorsa edizione di Tale E Quale Show su Rai1.

Matteo ha giorni fa annunciato sulla sua pagina Facebook l’imminente pubblicazione di un libro strettamente legato a quest’album, scritto in collaborazione con Antonio Frecentese, disponibile sul sito edizioniacar.com e presto in tutte le librerie. Per questo cogliamo l’occasione per farvi strada in un piccolo viaggio all’interno delle tracce che lo compongono.

Già subito dopo la pubblicazione del disco Matteo aveva infatti dichiarato:
Tre canzoni le avevo scritte un anno fa. Però l’idea di dare un tema comune alle canzoni, riunendole in un filone, che poi è una storia, è arrivata dopo. Alla base della storia di Mery – che unisce tutte le canzoni del disco – c’è un racconto che io ho scritto insieme ad un autore fiorentino, il libro uscirà in un futuro prossimo.”

L’album è stato registrato e suonato dal vivo con la produzione artistica di Matteo Ganassi, (già musicista e collaboratore per molti nomi importanti come Cesare Cremonini, Fabio Concato, Luca Carboni, Tullio de Piscopo e tanti altri), che ha anche suonato nel disco.

Iniziamo dalla copertina :  è una foto che ritrae lo stesso Matteo all’età di otto anni. La scelta di questa particolare immagine è motivata da Matteo con l’osservazione che molto probabilmente dietro quello sguardo c’erano molte più certezze di quante ne abbia adesso.
Riguardo al titolo del disco, “TuttiQuantiMery”, è per prima cosa una parte del ritornello della canzone che apre l’album, ed è in particolare un’esortazione a comportarci tutti come la protagonista della canzone.
Il titolo viene scritto in un’unica parola, in quanto Matteo aveva aperto su Twitter l’hashtag #tuttiquantimery per comunicare l’uscita del disco.

Il booklet, con i testi e i ringraziamenti, è arricchito dalle particolari illustrazioni di Luca Masi, artista romano, che ha destinato ad ogni traccia la sua visione della storia in formato disegno.

La prima traccia si intitola  “Mery”. Matteo ha scelto proprio questa canzone come apertura del disco e come primo singolo poiché a suo dire “Una storia non può che cominciare dalla prima pagina” e questo disco è costruito su sette tracce che si concatenano formando un’unica storia. Il testo racconta di una donna che si dedica nel tempo libero, in particolare in estate, a salvare i gatti abbandonati in strada. Lo spunto narrativo è arrivato a Matteo da una persona di sua conoscenza che realmente salva i gatti e dedica il suo tempo ad una causa utile a livello civile. Nel suo immaginario di cantautore, Mery salva soprattutto i gatti neri. È una metafora del prendersi cura del prossimo, soprattutto degli emarginati, un’esortazione a non far finta che certe cose non esistano, a non isolare le persone. E a cercare di aiutarle. Mery è per questo un esempio di amore incondizionato, un esempio da seguire.

Nel video della canzone, girato tra l’altro presso la sede della WOS Academy di Livorno in cui Matteo insegna stile e repertorio, c’è infatti un esercizio che si chiama maternage che consiste nel tenere tra le braccia una persona, carezzandole la spalla. Questa è la sintesi fisica del messaggio che vuole dare questa canzone: “Prendiamoci cura di tutto ciò che ci circonda. Prendiamoci la responsabilità di essere Esseri Umani”.
Musicalmente si tratta di una canzone pop con sonorità anni 70 riviste in chiave attuale.  Anche nei brani con più elettronica facenti parte del disco è stata mantenuta una base ritmica vera partendo dal groove di “Mery”.

Con la seconda traccia, “Stare Bene”, Matteo ha avuto l’opportunità di presentarsi al prestigioso Premio Bindi 2015 arrivando tra gli otto finalisti di una selezione di duecentocinquanta brani presentati.

La canzone è imperniata, sempre nell’ottica della concezione d’insieme del disco, sulla storia del “nemico” di Mery cui lei, quasi per renderlo ulteriormente debole, attribuisce impotenza sessuale, solitudine, difficoltà a rapportarsi col prossimo.

La terza traccia, “La vita che vorrei” è un testo di una poetessa fiorentina, Francesca Monami.  Lei stessa, in una intervista, racconta di questo incontro artistico nato dal fatto che Matteo aveva letto il suo primo libro ed era rimasto colpito dai versi di quella che poi è diventata una poesia in musica.

E’ la storia di un conflitto tra il desiderio di una nuova vita e qualcosa che ci tiene legati e ci impedisce di ottenerla. Il legame è composto però da “manette di cartone” che rappresentano l’utopia di un vincolo sentimentale, d’amore o di amicizia, che però non faccia male. “Il cartone e’ leggero. Non è un mezzo di contenzione. Se indossi manette di cartone sei tu che scegli di legarti e questa per me è libertà.” dice la poetessa parlando del senso di questa immagine.

La quarta traccia, “Le cose che non sopporto”, ha una caratteristica molto particolare poiché nel ritornello si evince che il soggetto “narrante” è al femminile. Matteo ha infatti inteso che quello fosse il canto dell’anima libera e incondizionabile, che si stacca per “correre oltre ogni limite…” per liberarsi appunto dalle cose che non sopporta.

La quinta traccia del disco è “ L’elefante”, di cui abbiamo precedentemente parlato in maniera approfondita qui in occasione dell’uscita del singolo e del video. Anche questa canzone vede come protagonista il “nemico” di Mery .

Riguardo la sesta traccia, “Non chiedo di più”, Matteo scrive: “Il testo l’ho scritto insieme a Kaballa‘ (nome d’arte di Pippo Rinaldi, compositore siciliano; ndr). In particolare lui in quell’occasione ha trovato un sostantivo (“nutrimento”; ndr) nel ritornello da farmi andare fuori di testa in senso buono. Pippo è un grande autore che riesce ad adattare la sua creatività alla personalità di ogni artista con cui collabora in maniera pazzesca, e’ un camaleonte della scrittura ed un grande amico.”

La settima traccia, “Tutto questo amare inutile”, racchiude il desiderio di trasformazione e di libertà che prendono forma e si concretizzano nella ferma decisione di cambiare vita e affrontare una nuova realtà senza rimpianti verso un passato che non ha più nulla da offrire.

L’album, pur ruotando intorno a queste sette tracce che, ripetiamo, si sviluppano ulteriormente nel libro, comprende anche due bonus track.

La prima, “Fare A Meno Di Te”, è la versione della stessa canzone presente nel precedente disco “Matteo Becucci”, ma priva di quell’arrangiamento che era stato creato, e lasciata invece così come era stata composta in origine, ovvero con la sola voce accompagnata dal piano, in questo caso suonato da Luca Chiaravalli.

Seconda bonus track nonchè ciliegina finale è la cover “Vorrei incontrarti fra cent’anni”, presentata da Matteo in duetto con la vincitrice di Tale E Quale Show, Serena Rossi, e arrangiata e suonata da Antonio Masoni.

Su questa cover Matteo ha scritto: “Ho chiesto espressamente ad Antonio di trovare delle soluzioni armoniche che si distaccassero non troppo dall’originale e che in qualche maniera potessero ricordare “You Got A Friend” di Carol King. Come al solito Antonio è’ riuscito grazie alla sua straordinaria sensibilità a ricamare note di classe senza strafare, lo stesso si deve dire di Serena diretta da Maria Grazia Fontana. Personalità nel rispetto dell’originale.

In attesa, dunque, di leggere il libro e di scoprire come queste canzoni si sviluppano nella narrazione di Mery , vi invitiamo ad ascoltare anche il disco “TuttiQuantiMery” disponibile in tutti i digital store e servizi di streaming audio.

 

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