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Grateful Dead – Fare Thee Well

Il 4 luglio i Greateful Dead hanno tenuto il loro ultimo concerto della loro carriera al Soldier Field di Chicago.

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di Athos Enrile
Ho letto da qualche parte che gli Stati Uniti possono essere considerati come un grande piano inclinato, che favorisce la discesa di ogni cosa, inevitabilmente verso ovest.

Immagine suggestiva, che afferro senza indugio per regalare l’immagine di un flusso continuo verso la California, e tra i tanti elementi in movimento inserisco la musica, che in un particolare momento della sua storia ha provocato, o forse solo accompagnato, ma sicuramente contraddistinto, un cambio culturale di cui sono stati protagonisti indiscussi alcuni gruppi, artisti, scrittori, filosofi e… iconoclasti.

Lo spunto per questa piccola riflessione mi arriva dalla notizia che il 4 luglio, settanta mila fan presenti al Soldier Field di Chicago hanno assistito al probabile ultimo atto dei Grateful Dead, prorpio in quello stadio in cui si esibì per l’ultima volta prima di morire Jerry Garcia, nel 1995. A distanza di 50 anni dalla nascita, i Dead propongono il tour d’addio, il Fare Thee Well.

Vale quindi la pena raccontare in estrema sintesi chi siano stati i Grateful Dead, che razza di vita abbiano condotto e che traccia abbiano lasciato nella storia.

Nascono ufficialmente nel 1965 quando, dopo un concerto degli Stones, iniziano il rito quasi scientifico dello sballo lisergico collettivo, che diventerà tipico di ogni loro performance per almeno un anno, cioè sino a quando l’LSD diventerà sostanza proibita.

Grateful Dead Fare Thee Well - Chicago Day 4 - ShowLa primissima line up è formata da Jerry Garcia – chitarra solista, voce -, Bob “Weir” Hall – chitarra ritmica, voce -, Ron “Pigpen” McKernan –tastiere, armonica, percussioni, voce-, Phil “Lesh” Chapman –basso, voce– e Bill Kreutzmann alla batteria.

Ben presto la band si evolve in “movimento” all’interno del contenitore hippies che, seppur breve, lascerà il segno nella storia, evidenziando un proposito base pregevole contrapposto all’utopia degli ideali di quei giorni.

La grande comune è composta dai musicisti, tecnici, roadie, amici e parenti, e tutti trovano spazio in un intero stabile, nel cuore di San Francisco.

Ad ogni band storica possiamo solitamente unire brani indimenticabili, delle hits dei masterpieces, eppure nel caso di questi mostri sacri del rock tale regola è attenuata, perché il marchio di fabbrica sono le lunghissime jam sessions, la sperimentazione da palco, i concerti di 5 ore che paiono senza fine, dove il pubblico diventa parte attiva e dove il collante è appunto il rito, l’alterazione dello stato mentale frutto dell’uso di LSD che provoca l’ispirazione musicale e coinvolge l’audience.

La casa dei G.D. è aperta a tutti e c’è da rabbrividire nel leggere i nomi dei frequentatori, ma la band non conosce sedentarietà, e di stato in stato la fama diventa mito, con fan disposti a seguirli ovunque per non perdere opportunità di “apparente” benessere.

11731464_10205940480264545_1993747087_oL’America cambia, gli uomini modificano il proprio pensiero, gli stili musicali si rinnovano, ma il brand dei Grateful Dead non viene intaccato e l’identità artistica mantiene un’alta dignità.

Ma la vita vissuta intensamente, con incoscienza, sempre al limite, porta ad una resa dei conti che inizia con la morte di Ron McKerman e prosegue con quelle di Keith Godchaux e Brent Mydland, tutti più o meno colpiti dall’abuso di alcool e droghe.

La vera tragedia arriva con la scomparsa di Capitan Trip, la guida spirituale, il guru, l’uomo capace di essere un punto di riferimento per milioni di giovani: è il 1994 e le condizioni di Jerry Garcia si aggravano, tanto da impedirgli il proseguimento del tour in corso; morirà in una clinica vicino a San Francisco, per attacco cardiaco, il 9 agosto del 1995.

Ed ora arriva ufficialmente la parola stop, e se anche fosse vero, esiste la certezza che dopo il passaggio di certe vite il solco da loro tracciato non potrà più essere riempito dalla normalità, dalla superficialità dalla banalità.

Un vero peccato che i fan italiani non abbiano mai potuto vedere all’opera il Capitano e i suoi fidi compagni di viaggio!

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Fonte Foto:Jay Blakesberg/Invision for the Grateful Dead/AP Images AP Photo/Chicago Tribune, Jose Osorio

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