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L’Inventore della supercazzola

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di  Alberto Salerno
Lo spunto per fare questa pillola, mi è venuto ieri sera quando ho fatto un post su FB, parlando proprio di lui, di Corrado Lojacono, e allora ho pensato che meritasse uno spazio maggiore.


Corrado Lojacono era palermitano, ma nel suo modo di parlare e di cantare questo proprio non lo si poteva immaginare.
I suoi esordi, nel mondo dello spettacolo, risalgono ai primi anni cinquanta con partecipazioni a riviste come “Attanasio cavallo vanesio” di Garinei e Giovannini.

Fu intorno agli anni sessanta, però, che lui fece centro inanellando una serie di successi anche a livello internazionale come “Carina”, “Giuggiola” e “Boccuccia di rosa”. Poi, quando decise di ritirarsi, Alfredo Rossi, factotum dell’Ariston Records, lo assunse come direttore artistico di una delle sue etichette, e grazie allo suo spirito davvero unico, Corrado s’inventò tutto un modo di parlare che divenne in poco tempo molto popolare nell’ambiente degli addetti lavori musicali.

Le sue telefonate, i suoi scherzi, per chi vi ha assistito, rimangono mitici. Sì, come ho già scritto in un post su FB, fu lui ha inventare “come se fosse antani”, “lo scappellamento a destra”, “la supercazzola”, insomma tutto il linguaggio poi utilizzato nella trilogia di “Amici miei”.

Mi sembrava giusto, dunque, non rendergli merito solo come artista, ma anche come una persona dolce e simpatica che io, da ragazzino, andavo spesso a trovare nel suo ufficio soltanto per vederlo all’opera con le sue telefonate.

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