Home Le pillole di A. Salerno Una serata per Gianni Bella

Una serata per Gianni Bella

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di  Alberto Salerno
Ieri sera, dopo parecchi anni, ho abbracciato Gianni Bella. 
Era una serata tutta in suo onore, veramente meritata, ma al di là dell’incidente che lo ha in parte menomato.
Da quello che la sua splendida moglie mi ha raccontato, Gianni ha fatto notevoli miglioramenti, insomma Gianni c’è, e c’è al punto che durante la “standing ovation” si è commosso, ha anche detto qualche parola, insomma molto molto meglio di come me lo aspettavo.
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Il Dal Verme è sold-out, ci sono le telecamere per la ripresa dello spettacolo che non so quando né su che rete andrà, e in prima fila sono seduti Cristiano Malgioglio, Alba Parietti, Mara Venier con il marito Nicola Carraro, Gianni Bella seduto accanto a sua moglie e naturalmente Giulio Mogol.

I presentatori sono Signorini e Rosita Celentano, che se la cavano discretamente, senza picchi né vistose cadute.
La regina è Marcella che ha il compito di cantare quasi tutte le canzoni scritte per lei da Gianni e di duettare con gli ospiti.

Marcella si rivela all’altezza della situazione anche se, non si sa il perché, non si è ancora tolta quelle benedette vocali chiuse così fastidiose al giorno d’oggi.

Deborah Iurato si è esibita in modo corretto, ma senza suscitarmi alcuna emozione, lo stesso vale per Umberto Tozzi e per Annalisa, se non ci fossero stati era uguale.
Buona invece l’esibizione di Mario Lavezzi, che non sarà un gran cantante, ma sul palco ci sa stare molto meglio di tanti altri.

Loredana Bertè? Che dire? Nonostante gli anni, il carattere, e tutto quello che volete, è stata seconda solo a Mario Biondi, il vero mattatore della serata.

Le tre canzoni che ha cantato, tre se non mi sbaglio, le ha fatte tutte sue, come se le avesse scritte lui. Che voce! Che timbro! Che presenza e originalità! E’ stato lui, e lui soltanto, a dare un vero imprinting a tutta la serata.

Divertenti i contributi video, specialmente quello di Adriano Celentano, sugli altri… lascerei perdere, erano un po’ voluti e poco sinceri, almeno per come li ho recepiti io.

Con Gianni ho scritto sei o sette brani per un album di Marcella, e ieri sera proprio lei e Loredana hanno reso merito a “Dopo la tempesta” che, a detta di molti, ha ricevuto dal pubblico l’applauso più lungo e più intenso. Mi ha fatto piacere.

Alla fine ho voluto salutare La Manu, che era nel coro, il grande Lele Melotti e l’incommensurabile Paolo Costa. Insomma, una serata che ci ha riportato tutti, ancora una volta, nel passato, ma il presente? E Il futuro?

Commento su Faremusic.it

3 COMMENTS

  1. Sarò di parte, ma la mattatrice è stata Loredana Bertè. Sessantaquattro anni, una vita borderline, l’ostracismo di parte degli addetti ai lavori, enormi dolori privati mai razionalizzati. Nonostante tutto, rimane Loredana Bertè, un’Artista unica nel nostro panorama musicale. La sua versione de “L’arcobaleno”, nonostante qualche inceppo, è stata SUBLIME, raramente ho provato un’emozione così forte in vita mia. La Bertè: un mito vivente (vivissimo).
    Grandiosa anche Marcella. Domenica ho ricordato la qualità del suo repertorio e quella voce ancora fresca, resa inconfondibile dal marcato e romantico accento siciliano.
    Serata Bella. Bellissima.

  2. Tutta l’orchestra era di livello, compreso Adriano Pennino, molto preparato e professionale

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