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venerdì, Maggio 14, 2021

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Nek e gli altri

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di  Alberto Salerno
Quello che mi sta stupendo di questo festival, sono diverse cose.

Ma quello che mi ha stupito più di tutto, a differenza dei precedenti, e’ la concentrazione di servizi e trasmissioni dedicate, come se fossimo ancora negli anni ottanta o novanta, senza considerare il record di ascolti, grazie anche alla totale mancanza di contro programmazione di Mediaset (La 7 conta come il due di picche).

Solo Sky se ne è sbattuta altamente, e ha mandato in onda il suo Masterchef, sapendo che può contare sui suoi abbonati. In ogni modo è proprio questa faccenda che mi lascia perplesso, il comportamento dei media, di tutti quelli coinvolti, fanno pensare che si stia vivendo in un periodo d’oro della musica. La sensazione più netta è che quelli che sono a Sanremo, ed è capitato anche a me in tempi passati, si sentono al centro del mondo, come se tutto quello che accade lì fosse davvero un riflesso del paese reale, ma non è così, solo che la droga-festival si mangia anche i cervelli. In realtà, quando capitava a me, i dischi si vendevano davvero, e andare o non andare in finale era decisivo, per lo meno per chi aveva dei pezzi “forti”. In ogni modo, la vita continuerà anche dopo questo Sanremo, come sempre, ma cosa ci resterà tra le mani? Io spero caldamente in qualche successo “vero”, che riporti la gente nei negozi (una chimera lo so) o comunque su i tunes… ah, già dimenticavo c’e spotify che con pochi euro ci offre tutta la musica che vogliamo… allora forse, sperare nei concerti di questi martiri? Forse. Magari. Comunque, Nek resta quello che mi ha convinto di più. Non solo per la sue performances, ma anche perché avendolo conosciuto di persona, avendoci scambiato qualche parola, so che è un ragazzo con le palle, uno che non ha grilli per la testa, che fa onestamente il suo lavoro, e non molla. Anche la sua canzone, pur non essendo un capolavoro, mi ha convinto più di altre. Insomma, non credo che vincerà, ma per questo festival resterà nella mia memoria solo grazie a lui.

Per quanto riguarda la sezione Nuove Proposte ieri sera si é consumata un’altra ingiustizia, la vittoria di Caccamo sui KuTso, il cui leader è secondo me formidabile sia per come canta, sia per come sta sul palco. Ancora una volta l’effetto Caselli ha colpito, sia il pubblico delle giurie (Mah!), sia la Sala Stampa. Sembra che Caterina Caselli, con tutto il rispetto possibile immaginabile, sia l’unica depositaria in Italia della musica di un certo tipo, chiamiamola cantautorale. Comunque non mi meraviglio del premio della critica, come è noto i giornalisti specializzati raramente centrano il bersaglio, la prova più clamorosa risale al 1983 quando gridarono allo scandalo sentendo “Vita spericolata”, senza percepire minimamente la potenza della canzone.

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