diย Alberto Salerno
Prima dell’avvento di Gianni Ravera, il Festival di Sanremo aveva una commissione formata da nomi autorevoli del giornalismo e dello spettacolo.
La scelta avveniva solo sulla bontร delle canzoni che venivano iscritte al Concorsoย dagli Editori. I cantanti non contavano nulla, si sceglievano dopo, quando le canzoni partecipanti erano state selezionate. Ecco perchรฉ si chiamava “Il festival della canzone italiana“, perchรฉ erano le canzoni il perno di tutta la faccenda.
Anche se giร si vendevano parecchi dischi, i discografici contavano poco o niente. Se avete visto la bella storia di Modugno, interpretato dal grande Beppe Fiorello, vi ricorderete che il proprietario della Curci Edizioni Musicaliย fu quello che lo presentรฒ, perchรฉ presentรฒ la canzone, ovvero “Nel blu dipinto di blu“. Modugno infatti incideva per la Fonit Cetra, che non fece nulla per portarlo al Festival, proprio perchรจ a quei tempi erano gli Editori a guidare il ballo, e a guardare i risultati lo guidavano molto bene.
Da tanto tempo il festival non รจ piรน quello della canzone, ma dei cantanti, e dei discografici. Finchรฉ ci sono stati Ravera e Baudo, due veri numeri uno, le cose andavano ancora bene. Probabilmente perchรฉ il “mercato” faceva grandi numeri.
Vorrei comunque ricordare a tutti che Sanremo, nelle vendite globali annuali, non incideva nemmeno allora oltre al 3 o 4 % e forse anche meno.
Oggi poi…
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