Ieri sera è andata in scena la seconda serata della 75esima edizione del Festival di Sanremo e sul palco sono saliti altri tre co-conduttori, quindici big, quattro nuove proposte, ospiti e tanto altro.
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Sono le 20.42, Maurizio Pagnussat accende le telecamere sulla seconda serata della settantacinquesima edizione del Festival di Sanremo. Carlo Conti forte degli inaspettati ascolti della prima serata scende le scale della sfavillante scenografia disegnata da Riccardo Bocchini, anche quest’anno il palco si è mangiato mezzo Ariston facendo saltare la poltrona su cui sedeva per diritto da decenni Alba Parietti, mi dispiace non metta in risalto l’orchestra, il coro è confinato in un balcone al primo livello. Forte degli ottimi risultati della prima serata entra in scena sorridente, si comincia subito con la sfida delle nuove proposte.
In questa prima parte della serata Carlo Conti è affiancato dall’eterna promessa, per certi versi mai mantenuta, della tv: Alessandro Cattelan. Entrano i quattro artisti che si contendono la vittoria di Sanremo Giovani (di baudiana memoria), sono: Alex Wise; Vale Lp e Lil Jolie; Maria Tomba e Settembre. Di quattro artisti, due passano la sfida e arrivano alla finale di giovedì. Comincia Alex Wise che canta “Rockstars”, il maestro Valeriano Chiaravalle dà il via alla musica, un pop morbido, i violini danzano in un canto sicuro e deciso, cambi di tonalità e di registro, per lui voto 8.
Si continua con il duo Vale Lp e Lil Jolie, cantano “Dimmi tu quando sei pronto per fare l’amore”, copri abiti over size per un rock ‘n roll veloce e dinamico, se fosse possibile lo velocizzerei un altro po’, non vedo l’ora che finisca, bello il messaggio che le due ragazze mostrano alla fine in due cartelloni gialli “Se io non voglio tu non puoi”, il messaggio è stupendo, la canzone no, voto 4.
Si chiude subito il televoto, votano le radio, il televoto e i giornalisti. Il primo finalista è Alex Wise. Le due ragazze possono restituire su Vinted i vestiti e farsi ridare i soldi indietro.
Si continua con Maria Tomba e Settembre, prima a esibirsi è Maria Tomba che canta “Goodby voglio good vibes”, in perfetto stile Elettra Lamborghini la canzone è anticipata, nella melodia, dal nome dell’artista “Maria Tomba”, cosa già sentita che poteva rimanere relegata alla Lamborghini, canta, si dimena, non convince, voto 4. Settembre canta “Vertebre”, anche per lui degli inserti in napoletano, il canto non è preciso, il brano avrebbe saputo cantarlo meglio Michele Bravi, al quale pare si ispiri, il pubblico dimena i braccialetti (braccialetti che rimangono il mistero di questo Festival), voto 5.
Passa il turno Settembre. Domani la finale di Sanremo Giovani tra Alex Wise e Settembre sul, come dice Carlo Conti, finale di puntata.
La gara, come ci ha abituato il ragionier Conti, corre veloce. Chiusa la selezione dei due finalisti si passa al primo ospite: per la prima volta da solo sul palco dell’Ariston arriva Damiano David che torna da solista sul palco che l’ha lanciato prima verso l’Eurosong contest, dopo verso i successi mondiali assieme ai Måneskin nel 2021, per un omaggio al mai dimenticato Lucio Dalla. La poliedricità di Damiano rende questo omaggio intenso e commovente, “Felicità” è il brano scelto, quel palco non è facile ma il buon Damiano lo cavalca alla grande, voto 10. Grande lui, l’orchestra delle Rai e l’Orchestra sinfonica di Sanremo.
Sono le 21.25, si entra nel vivo della gara dei Big, Carlo Conti spiega il funzionamento delle votazioni, stasera tocca alla giuria delle radio e al televoto da casa, con un peso pari al cinquanta per cento, determinare le prime cinque posizioni delle canzoni in gara, cinque posizioni che, ribadisce, sono distribuite in ordine sparso.
Si comincia con Rocco Hunt che canta “Mille vote ancora”, in questo brano l’artista campano porta il suo mondo, la sua strada, il testo in italiano è mescolato al napoletano, come sdoganato da Jeolier nell’ultima edizione del Festival dell’anno scorso, un miscuglio che strizza l’occhio al suo pubblico e a un pubblico più ampio, in lui vedo più il personaggio televisivo che il cantante, voto 5.
Entra una bellissima Bianca Balti vestita di bianco, assieme a Carlo Conti presenta il prossimo artista in gara, lei è uno splendore, sempre sorridente e dinamica, una botta d’energia positiva. Si prosegue con Elodie con “Dimenticarsi alle 7”, Elodie dimentica e mette da parte le sue ultime produzione certamente più commerciali. Non so se questo brano è una canzone della maturità o un ritorno alle origini, resta il fatto che l’artista romana ha il portamento e la voce che le consentono di fare quello che vuole in qualunque veste anche quando, com’è stata più volte criticata, di vestiti, anche se non in questo caso, addosso ne ha pochi. Voto 9.
Cristiano Malgioglio, grande autore e imprevedibile personaggio televisivo, è l’altro co-conduttore di questa edizione, assieme a Carlo Conti presenta il prossimo artista in gara. Lucio Corsi è la vera sorpresa di questa edizione, canta “Volevo essere un duro”, nell’attesa di vederlo nella serata dei duetti assieme con Topo Gigio, questo brano è coerente col suo repertorio, è chiaro che usa questo palco non per snaturarsi, ma per portare il suo mondo in una platea più vasta, voto 8.
Prima di continuare la gara entra in scena il terzo co-conduttore di questa sera: Nino Frassica, una botta di simpatica e sottile e ironia che non guasta.
È la volta dei The kolors, col brano “Tu con chi fai l’amore” puntano al tormentone estivo, uno di quei tormentoni che vedrei bene sul palco del FestivalBar, se fosse ancora in onda, non certamente live con un’orchestra di professionisti. Quando ascolto brani di questo livello non oso immaginare cosa possa passare per la mente ai professori d’orchestra, voto 4.
Serene Brancale non fa la Serena Brancale alla quale siamo abituati, usa questo Festival per strizzare l’occhio al pop, un samba dal sapore anni ’50 ma come solo una professionista come lei sa fare, “Anema e core” è un brano che fa ballare, arriva all’anima, al cuore e alla mente, voto 7.
Sì, sul palco a cantare c’è anche Fedez, entra per forza, sembra che qualcuno lo abbia obbligato, il suo personaggio non rimane dietro a una tastiera per fomentare gossip e far parlare di sé e delle sue vicende amorose. Il suo brano è un “Battito”, non è un battito animale, ma gli dà modo di unire più generi, stavolta non si perde in chiacchiere, voto 6, certamente più alto rispetto alle mie aspettative.
Uscito Fedez, entra Francesca Michielin, l’ultima volta i due hanno partecipato assieme rischiando di vincere il Festival. Oggi l’ex talentuosa di X factor ed ex presentatrice del talent targato Sky canta “Fango in paradiso”. Con questo brano la Michielin canta il pezzo certamente più sanremese del suo repertorio qualche stonatura, ma non importa, sempre meglio dell’autotune, l’imprecisione oggi, nell’era dell’AI, è un valore aggiunto, voto 7.
La gara fa una pausa, torna Damiano David e per la seconda volta ruba tutta la scena.
La gara riprende con Simone Cristicchi col brano più che apprezzato “Quando sarai piccola”, è una storia vera, è vita autentica, come racconta lui stesso in una intervista. Un brano che è entrato vincitore in questo Festival già dal primo ascolto nella sede Rai di Milano di corso Sempione, vediamo se pubblico televotante e radio saranno disposti a supportarlo, di nuovo, anche stasera, tutti in piedi all’Ariston, voto 8.
È la volta di Marcella Bella, l’indiscussa signora della musica italiana, «brava Marcella, sei stupenda» le gridano dalla platea. Si prende la scena con la sua “Pelle diamante”, canta, balla, si diverte, Marcella non ha nulla da dimostrare, nel dna è vulcanica, una professionista straordinaria. Certo, nelle ultime produzioni manca la firma del grande Gianni Bella, “Pelle diamante” non è all’altezza dei gioielli, per rimanere in tema di preziosi, che ci ha regalato il fratello, voto 6.
Si procede spediti con Bresh che porta “La tana del granchio”, un brano pop schietto e sincero che pur non rispecchiando il meglio della sua produzione, appare un brano centrato, voto 7.
Messa in soffitta la tutina d’oro, torna in impeccabile doppio petto bianco gessato nero, Achille Lauro, lui è un uomo di spettacolo, negli anni ha saputo dimostrare di avere il grande dono della scrittura, si prende tutta la scena, nel complesso. “Incoscienti giovani” è un brano che tolto il cantato di Achille Lauro, ha un sound classico e fresco al tempo stesso, nell’attacco sembra strizzi l’occhio a “Notte prima degli esami”, voto 7½.
È la volta di Giorgia, certamente una delle voci più straordinarie del panorama italiano, lei è talmente tanta roba che con la voce può fare quel che vuole, è talmente sublime che però si ha sempre l’impressione che ciò che canta non sia all’altezza delle sue potenzialità. “La cura per me” è certamente un brano che le dà respiro, ha un’apertura cinematografica, rimane la più acclamata della serata, voto 9.
Nell’era dei social e da quando c’è RaiNews24 non capisco il senso del tg1 della notte che interrompe la narrazione del Festival, ma mi fanno sorride le giornaliste che conducono il tg della notte vestite di gran gala con collana di diamanti (di plastica).
Ma andiamo avanti, si continua con Rkomi, Malgioglio che lo presenta si stupisce leggendo la lunga lista degli autori, «quando scrivevo io, eravamo in due!», aggiunge, unica cosa sensata detta dal Malgy. Ad ogni modo, tornando a Rkomi, per quanto il suono metallico, forse legnoso, certamente lagnoso della sua voce non sia il massimo, trovo che “Il ritmo delle cose” abbia ritmo, voto 6½.
Ultimi due artisti in gara, Rose Villain più sicura di sé dopo la sua ultima apparizione nella precedente edizione del Festival, “Fuorilegge” segue la scia di “Click boom” ma senza fare boom, voto 5.
La presentazioni di Nino Frassica sono leggere, intelligenti e divertenti, una boccata d’ossigeno in uno spettacolo veloce, ma senza brio. Chiude questa seconda serata del Festival Willie Peyote che con la sua “Grazie ma no grazie” porta sul palco dell’Ariston un pezzo che non delude, ottima l’esecuzione dal vivo, interessanti le inquadrature di Maurizio Pagnussat che puntano verso il coro. Ho ascoltato il brano alla radio e non mi ha convinto quanto nella versione live, in radio, per quanto il pezzo sembri radiofonico, arriva meno. Voto 7 ½.
Prima di chiudere il televoto si ascolta un estratto delle quindici canzoni ascoltate stasera. Conti rientrato dalla pubblicità dà lo stop al televoto. Breve collegamento con Alessandro Cattelan e si leggono in ordine sparso i primi cinque classificati della serata, la grafica si illumina di verde per: Giorgia; Simone Cristicchi; Fedez; Achille Lauro e Lucio Corsi.
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