Una volta si chiamava cosรฌ, Direttore Artistico, ovvero il ruolo piรน potente all’interno di una casa discografica poichรฉ decideva gli artisti da mettere sotto contratto e quando, come e con chi realizzare i dischi.
La discografia italiana ha avuto tanti eccellenti direttori artistici, a cominciare da quelli che si sono inventati questo mestiere. Non me li ricordo tutti, anzi, probabilmente ne dimenticherรฒ qualcuno.
Tra quelli che, secondo me, hanno lasciato un segno ci sono: Giusta Spotti, deus ex machina dell’Ariston, Giampiero Scussel e Felice Piccaredda alla Durium, Alessandro Colombini alla Ricordi, Vincenzo Micocci alla It, Ennio Melis alla Rca, Bruno Tibaldi, prima Emi e poi Polygram, Nanni Ricordi alla Ricordi e poi alla Rca, Tino Silvestri alla Wea,ย Fabrizio Intra alla CBS,ย Mara Maionchi, prima Fonit Cetra e poi Ricordi, Alfredo Cerutti alla Cgd.
Di quest’ultimo ricordo che entrare nel suo ufficio enorme, mi faceva subito sentire in soggezione. Alfredo รจ una persona fantastica, lo era anche allora, con quella sua parlata napoletana, sempre elegantissimo, con la battuta pronta, bravissimo ad azzeccare grandi successi, anche grazie al prezioso supporto di Gianni e Franco Daldello.
Ma la cosa fantastica era che tutti questi uomini/donne “chiave” potevano essere raggiunti facilmente, per lo meno da quelli che nel giro erano piรน conosciuti, perchรฉ bastava chiamare le segretarie e fissare un appuntamento; gli “altri” erano destinati agli assistenti… e giร , perchรฉ esisteva anche questo tipo di “figura” nella discografia di allora, che aveva anche un certo peso.
Vi sono stati fior di assistenti che hanno “spinto” canzoni che poi sono diventati grandi successi.
Il resto alla prossima puntata. Hasta luego, carissimi
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