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mercoledì, Marzo 11, 2026

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Super Bowl: Bad Bunny infiamma l’Halftime Show – Uno show storico e di “resistenza”

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L’halftime show di questa notte di Benito Antonio Martínez Ocasio, (in arte Bad Bunny) al Super Bowl è stato il più iconico, memorabile, spettacolare, politicamente e socialmente rappresentativo in tutta la storia dell’evento, con un record assoluto di ascolto (più di 135 milioni di persone  collegate).

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Così si “resiste” alla brutalità razzista, fascistoide, piena di odio e bulla che sta devastando l’America…. e il mondo intero.

Bad Bunny, in tredici minuti, cantati tutti in spagnolo, non ha pronunciato nessuna parola d’odio, ha semplicemente trasformato in spettacolo una fortissima lettera d’amore politica all’America intera, non solo agli Stati Uniti, all’America intera. L’artista ha dato voce all’America dei migranti, dei latini, degli ultimi, dei marginalizzati, come pochi giorni fa, dal palco dei Grammy, aveva dato voce alla Minneapolis.

L’esibizione inizia in un campo di canna da zucchero tra venditori ambulanti, gente che giocano a domino, balli e canti, una intera comunità di America latina ricostruita  sul palco. Si fa strada in questa immensa e fantastica scenografia Bad Bunny, origini portoricane, artista che parla di diritti e che più di tutti ha protestato contro le suqadracce del terrore dell’ICE.

I messaggi politici sono tanti, dall’immagine che sottolinea che l’America non è quella di Wall Street, è un insieme di vite normali, al bambino che guarda il discorso di Bad Bunny ai Grammy e lui che gli consegna il premio,  un chiaro messaggi in cui si incita le nuove generazioni bistrattate dall’odio dell’attuale governo Statunitense di credere in se stessi, di resistere, combattere, di non farsi ghettizzare.

Bad Bunny

Assieme a lui c’era Lady Gaga a Ricky Martin, Pedro Pascal, Jessica Alba, assieme ai veri protagonisti di questo “racconto popolare”, la gente comune.

E poi il blackout scenico: un riferimento preciso ai blackout continui a Porto Rico, soprattutto dopo l’uragano, alle infrastrutture fragili, agli aiuti che dagli USA arrivano con il contagocce e a mo’ di “ricatto”.

Bad Bunny

Nel finale arriva l’unica frase in inglese dello suo show, ossia la frase con cui i presidenti chiudono i loro discorsi: “Dio benedica l’America”. Ma non l’America intesa come “Stati Uniti e basta”. L’America continente. L’America di Nord, Sud e Centro. E da qui l’artista comincia a nominare  tutti i paesi del continente Americano, da nord a sud, nessuno escluso, mentre le bandiere di tutti i paesi elencati sventolano attorno a lui: Brasile, Colombia, Venezuela, Messico, Cuba, Stati Uniti, Canada e così via, perché l’America non è un recinto, è un insieme, è una storia comune, è migrazione, è mescolanza, è gente che attraversa confini, è lingue diverse, è radici diverse.

E mentre succede tutto questo, lsul tabellone compare la frase più forte di tutti e di tutto: “L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore”.

Nell’ultima parte dello show Bad Bunny fa il touchdown con un pallone da football, su cui c’è scritto “Together We Are America”, insieme siamo l’America.

Questo show rimarrà davvero nella Storia tutta perchè ha rappresentato l’atto più alto di resistenza culturale all’America di Trump.

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