A sorpresa, Ghali questa notte ha pubblicato “BASTA”, uno dei brani spoilerati lo scorso settembre al Gran Teatro a Fiera Milano Live.
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L’ha fatto usando la sua cifra più riconoscibile: l’urgenza. Un pezzo costruito come un flusso continuo, in cui la ripetizione ossessiva del titolo diventa mantra e insieme grido di saturazione: “BASTA”.
“BASTA” è molto più di una parola: è reazione, punto di rottura, il segnale che il linguaggio non basta più a contenere quello che succede.
L’assenza della copertina di “BASTA” riflette un’uscita maturata all’ultimo e senza preavviso, lasciando spazio solo al messaggio e all’impatto immediato della musica.

Inoltre, a ridosso della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina in cui Ghali si esibirà, dopo le giuste polemiche a seguito delle censura preventiva imposte all’artista, il rapper ha diffuso uno scritto (in italiano, inglese e arabo), un testo breve indirizzato «a tutti» che riportiamo qui integralmente e che è accompagnato dall’appuntamento «a domani»:
Lo so.
So quando una voce viene accettata.
So quando viene corretta.
So quando diventa di troppo.
So perché vogliono uno come ne.
So anche perché non mi vorrebbero.
So perché mi hanno invitato.
So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia.
So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace.
So che poteva contenere più di una lingua.
So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo.
So che un mio pensiero non può essere espresso.
So anche che un mio silenzio fa rumore.
So che è tutto un Gran Teatro.

Com’è noto, Ghali è l’artista italiano che si è più esposto per la causa dei palestinesi, anche grazie alla canzone presentata a Sanremo 2024 Casa mia e al fatto di essere stato tra i primi a parlare di genocidio.
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