Emozione e applausi per l’esibizione dei ragazzi del Teatro Patologico durante la terza serata del Festival di Sanremo.
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Si tratta di un progetto fondato e diretto dall’attore e regista Dario D’Ambrosi per far incontrare il teatro con un ambiente dove si lavora sulla malattia mentale. Al termine della performance l’Ariston ha tributato un sentito applauso al progetto.
Ospiti d’eccezione 16 allievi del Teatro Patologico che hanno portato all’Ariston un estratto dallo spettacolo ‘Il sogno di Simon Boccanegra‘ e la disabilità.
“Aiutiamo e diamo speranza a milioni di famiglie con disabili. È da qui che dobbiamo migliorare la nostra società perché loro sono il sale della vita, senza di loro la vita sarebbe una noia mortale“, dice D’ambrosi che a giugno sarà all’Onu per chiedere il riconoscimento della teatroterapia.
C’è pure un messaggio di pace: “In Siria e in Libia buttano bombe perché lì non hanno la forza di guardarsi negli occhi. Noi siamo più forti di una bomba atomica“, dice uno degli allievi mentre tutto l’Ariston si alza in piedi.
Cos’è il Teatro Patologico
La compagnia del Teatro Patologico, dal 1992 promuove l’incontro tra il teatro e la malattia mentale, fa alzare in piedi l’Ariston e semina un messaggio di pace.
L’Associazione Teatro Patologico diretta dal fondatore e ideatore Dario D’Ambrosi dal 1992 si occupa di un lavoro unico ed universale, quello di trovare un contatto tra il teatro e un ambiente dove si lavora sulla malattia mentale, dove girano ragazzi con gravi problemi psichici.
Per anni l’Associazione svolge le sue attività didattiche, pedagogiche e teatrali a Roma. Questa scuola rappresenta la realizzazione di un sogno: far incontrare il teatro e la malattia mentale in un percorso che, arricchendo entrambe le realtà, trovi un nuovo modo di fare teatro e aiuti migliaia di famiglie coinvolte con malati di mente.
Dario D’Ambrosi. “Diamo speranza a milioni di famiglie, perché quando sta bene un ragazzo disabile, stanno bene milioni di persone – ha spiegato D’Ambrosi -. È da qui che dobbiamo migliorare la nostra società. Perché loro sono il sale della vita, senza di loro la vita sarebbe una noia mortale”. Tutti in piedi all’Ariston per l’esibizione emozionante dei ragazzi sul palco.
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