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mercoledì, Febbraio 1, 2023

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X Factor Final Cut

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La finalissima di X Factor ha mostrato che anche i grandi show soffrono di ristrettezze economiche.

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Se una volta alle finali del talent show più famoso in Italia partecipavano I Coldplay e Sting, stavolta si è ricorso ai Pinguini Tattici Nucleari e alle stesse esibizioni dei tutor e della conduttrice Francesca Michielin che, tra duetti e sue canzoni, si è presa un intero blocco della diretta.

ambra

Una finale davvero sottotono con un balletto di Ambra che ricordava gli anni ottanta. Non c’era nemmeno pathos tra i concorrenti dato che tutti erano già gasati per partecipare alla finale e la vittoria dei Santi Francesi era già scontata da un pezzo. Più che un evento televisivo sembrava una convention aziendale di fine anno con tutto il pubblico di invitati eccessivamente plaudente, insomma niente di nuovo.

La notizia più “eclatante” è che è stata annunciata già la prossima edizione, dato che questa sembrava l’ultima definitiva, ma evidentemente la linea editoriale di Sky non cambia. Stessi format da trasmettere con piccole novità integrate, tipo cambi di tutor e nel regolamento interno, ma è ben poca cosa. Ormai la televisione generalista ha contagiato anche i canali in abbonamento.

x factor

Tutto è iniziato con Berlusconi e la Fininvest negli anni ottanta che ha costretto la Rai ad adeguarsi alla tv commerciale madre e, successivamente, tutte le reti digitali e in abbonamento hanno seguito l’esempio. Il generalismo diffuso ha portato grandi risorse economiche alle case di produzione appaltate, vere multinazionali dell’intrattenimento televisivo, che ormai occupano, per decadi, intere porzioni di palinsesto dei broadcast. Ai piccoli e medi produttori esterni vanno le briciole.

E così diventa inevitabile che durante la finale di X Factor vada in onda già il promo di Masterchef e alla fine di questo, già il promo sui nuovi casting di X Factor. In questo contesto le sorprese dentro il piccolo schermo latitano o non arrivano mai. Non basta un cambio alla conduzione per cambiare qualcosa, anche perché alla conduzione puoi metterci anche l’ex Suor Cristina o Mauro Corona, tanto chiunque sia dirà sempre le stesse cose: i numeri dei codici, la successione delle manche, dichiaro aperto o chiuso il televoto, etc…

Una innovazione sarebbe mettere alla conduzione una robot umanoide parlante come Sophie che è pure dotata di un’interfaccia in grado di farla cantare e di assumere espressioni emotive, ma anche lei stancherebbe il pubblico dopo poche puntate. Ma ciò che appare realmente immutabile in X Factor è la musica, che ormai è vittima designata del pop. Puoi anche replicare la distruzione della batteria o lo sfascio di una chitarra elettrica come facevano The Who e Jimi Hendrix, ma su quel palco il rock scompare lo stesso, perché tutto il disegno è e deve essere pop, possibilmente invecchiato di qualche decennio.

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Alla fine in finale vanno sempre concorrenti pop e non è un caso che la seconda classificata sia una come Beatrice Quinta cresciuta a pane e pop, dal karaoke alle feste di piazza, dalla tintura biondo platino ai capelli con la riga in nero in mezzo, dai supertacchi al look fetisch, in una strana commistione tra la Lady Gaga dei poveri e Marina Occhiena dei Ricchi e Poveri.

“Ho tante cose da dire e le voglio fare con le tette al vento”, é una sua dichiarazione riportata da varie testate digitali. Tutti parlano di lei come la vera rivelazione del talent show, ma che rivelazione è se oltre a coverizzare le canzoni lo fa anche con le battute citando la “zia” Madonna: “Mi sono fatta strada nella vita a colpi di tette”?

Intendiamoci, la Quinta è una bella e brava ragazza come tante, si vede che è cresciuta a tv Sorrisi e canzoni, al miraggio delle classifiche, sognando il privè esclusivo in una discoteca di Briatore tra i vip. Come darle torto se crede ancora a queste favole pop? Del resto se è capitato a Elettra Lamborghini perché non possono capitare a lei? Ne ha diritto.

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Il punto è che questi ragazzi quando arrivano alle audition sono ragazzi normali con le loro ingenuità e le loro debolezze. Beatrice Quinta inciampò sul palco alla prima audizione e finì in ballottaggio con una ragazza come lei, allo stesso tempo ingenua e fragile. Poi in poche settimane di “percorso allo showbiz” eccola trasformata in una improbabile pop star.

Uno su mille ce la fa cantava Gianni Morandi, ma qui il numero è cresciuto a dismisura ed è arrivato a centomila a casting. E se poi dopo tanto percorso non accade niente come è successo a tante sue colleghe? Pazienza, avanti un altro. In fondo è un gioco televisivo. La vera pop star è il format e rimane tale, di replica in replica, di edizione in edizione. Ormai il bacino dei concorrenti-talenti è in esaurimento. Quanti ce ne saranno ancora di giovani illusi da pescare nella rete? E quanti nuovi tutor credibili si potranno trovare?

Il tutto mi ricorda un vecchio film di Milos Forman, “Taking Off” (anno 1971), tutto ambientato in un casting canoro in cui una giovane cantante timida, tutt’altro che talentuosa, si innamora di un tutor hippy che in futuro vuole diventare ricco sfondato perché si vuole comprare un razzo per viaggiare nello spazio, un po’ come Elon Musk il boss della Tesla che ha fondato la compagna aerospaziale Spacex con un patrimonio stimato di 182,3 miliardi di dollari. Film gustosissimo e anticipatore che vi invito a scovare sulla rete o su qualche vecchio Dvd.

Ma questa è fiction, la realtà è la lotteria del televoto dove tutto può accadere e tutto non accade, perché la lotteria continua a bruciare su sè stessa. X Factor è destinato a continuare per un pezzo perché aldilà degli ascolti, si è accaparrato varie aziende investitrici e sponsor, per cui è impossibile rinunciarci in una situazione di emergenza economica come questa che dura ormai dal 2008 a oggi.

Probabilmente, quando sarà esaurito il filone italiano, si pescheranno in concorrenti nei Paesi vicini, Albania, Cipro, Malta, Svizzera, Croazia. Magari si troverà una nuova Loredana Bertè o una nuova Marcella Bella, un nuovo Pupo o i nuovi Righeira. Ai tutor l’ardua sentenza.

Chiudo nel ricordare che l’ 8 dicembre, giorno in cui andava in onda la finalissima, ricorreva la morte di John Lennon, ma credo nessuno dei tutor se ne fosse accorto. Del resto cantare la cover di “Cold Turkey” non sarebbe stato un omaggio abbastanza pop.

Consigli per l’uso per i prossimi casting, che sono già partiti: portate canzoni Pop, inventatevi qualche conflitto con mamma o papà, ripassate l’inglese, firmate il contratto se vi prendono e non contestate mai i tutor perché è nel talent show che vi troverete in una vera famiglia, tra lacrime ed emozioni, tra ballottaggi ed esclusioni. Fa tutto parte del percorso.

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