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lunedì, Gennaio 30, 2023

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Coldplay e la Musica dei Pianeti – RECENSIONE concerti di Berlino

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Abbiamo assistito a due concerti all’Olympia Stadium di Berlino del tour Music of the Spheres World Tour dei Coldplay, una prima visione dal primo anello dello stadio e la seconda da sotto il palco centrale.

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Una festa a cielo aperto tra grandi messaggi universali ed ecosostenibilità quello a cui abbiamo assistito all’Olympia Stadium di Berlino.

E’ in corso un grande disegno, progettato per la condivisione planetaria. Finalmente non siamo davanti a una guerra nonostante gli interessi del mondo vogliano ancora prolungarla. Ci facciamo strada verso una delle tante postazioni scelte per assistere a uno dei concerti più significativi del mondo.

Music of the Spheres” dei Coldplay è più di quanto si possa immaginare. E’ un esperienza che ti porta a riflettere su quanto questi quattro ragazzi, Chris, Johnny, Guy e Will abbiano messo insieme dagli anni ’90 ad oggi, per arrivare a un repertorio tale da essere condiviso in gioia assoluta da tutte le etnie del mondo. E poi, un palco costruito e gestito con le migliori regole ambientali a livello di smaltimento rifiuti, una gestione per il riciclo della plastica impeccabile, delle pedane sul prato in grado di generare energia pulita grazie ai salti adrenalinici del pubblico, una campagna di merchandising mirata alla condivisione social e parte degli incassi sulle vendite destinata a rinvigorire le parti boschive del pianeta piantando nuovi alberi. Questo significa voler bene al proprio pubblico, voler bene al pianeta, questi sono fatti e non solo splendidi testi di musica, questi sono i Coldplay.

coldplay
Crediti Foto Adrien Viglierchio

I CONCERTI ALL’OLYMPIA STADIUM DI BERLINO

Abbiamo assistito a due concerti al meraviglioso Olympia Stadium di Berlino, una prima visione dal primo anello e la seconda da sotto il palco centrale. La prima serata è stata aperta da una delle Band più interessanti e contemporanee del momento, i London Grammar con una Hannah Reid straordinaria, che con il suo colore vocale  emoziona tutte le 100.000 persone presenti. Impeccabili come i loro 3 dischi in carriera. Si parte coi singoli di “Californian Soil”, album prodotto da Adele, sulle note di “Lord’s it’s a Feeling” e “How Does it Feel” per proseguire con “Hell to the Liars” dal loro secondo album; ed è emozione allo stato puro con Dan Rothman alla chitarra e un Dot Major in stato di grazia nel gestire l’elettronica e la ritmica. Si chiude con “Hey Now” e “Westing my young years” dal loro primo album d’esordio.

Nella seconda serata invece apre il live H.E.R., cantautrice statunitense provveniente dal panorama contemporaneo R&B, vincitrice di cinque Grammy Award e premio oscar come miglior canzone con “Fight for you”. L’artista con la sua band incendia il palco. Musicisti notevoli, specie i suoi due coristi e il batterista, grandi supporter nel presentare l’ultimo album “Back of my mind”. Belli gli assoli di chitarra elettrica.

In entrambe le serate Hannah ed H.E.R hanno dato il countdown per l’arrivo sul palco dei Coldplay e in men che non si dica, con la luce del cielo sopra Berlino, si accendono sui polsi della gente i braccialetti riciclati a Led a tempo di musica… e salgono sul palco i protagonisti.

Crediti Foto Adrien Viglierchio

Chris, come da tradizione, bacia la terra sotto i suoi piedi e in pochissimi secondi cambia tutto, la stanchezza nello stare in piedi ad aspettarli si cancella totalmente e si inizia a saltare sulle note di “Higher Power”. Partono nuvole di coriandoli sulla passerella e fuochi d’artificio sul tetto dello stadio, i bracciali lampeggiano multicolor. Così gente da tutto il mondo, tutti insieme cantano a memoria le canzoni, come in una festa a cielo aperto. Chris è una molla che non molla mai,  corre lungo la passerella un centinaiao di volte.

Intanto, come da scaletta, si passa ad “Adventure of a lifetime” e da sotto i teli in diverse parti del parterre salgono gli ormai famosi palloni colorati da 1 metro di diametro: l’effetto visivo è da vero carnevale di Rio, con scimmie che ballano sui monitor a Led, noi che spingiamo i palloni di gomma. E’ tutto così spettacolare, si torna bambini a qualsiasi età. La festa con le Pluriballs continua con “Paradise” e sbuca ogni tanto qualcuno travestito col costume da elefante del videoclip. Con Charlie Brown si mette in pausa l’adrenalina per lasciare il posto a un brano simbolo “The Scientist” con Chris al pianoforte e i braccialetti a colori tenui.

Giusto il tempo di prendere un po’ di respiro e aspettare che i 4 ragazzi raggiungano lo stage del palco centrale e parte il refrain di violino di Davide Rossi più famoso degli ultimi decenni, “Viva la Vida”, col coro più riuscito di sempre sul DO – MIb – SOL# – SOL – FA – MIb / DO – MIb – SOL# – SOL – MIb – DO, un vero Mantra che si ripercuoterà per l’intera serata anche a concerto finito. Il Vero Inno Coldplayano con Will che tiene il tempo a colpi di campana. Prossimo brano “Hymn for the Weekend” che sugli urli di “Ah – oh – Ah – oh – Ah” ci regala delle fiammate verticali a tempo di musica fino a infiammare i cuori del pubblico con l’ultima ballad dei Coldplay, “Let Somebady Go”, che durante le due serate verrà eseguita duettando con le due voci ospiti in apertura di concerto, Hannah Raid ed H.E.R. Seguono “In My Place”, “Yellow” e “Sunrise”, con lo stadio completamente illuminato di giallo si arriva verso la terza parte del concerto.

Crediti Foto Adrien Viglierchio

Si lascia posto al cuore con “Human Heart” e solo in alcune parti degli spalti si accendono i bracciali per formare degli enormi cuori rossi. Si riparte a ballare con uno dei loro ultimi pezzi rock, “Peaple of the Pride”, dando poi sfogo alla parte più psichedelica del concerto con “Clocks” e lo stadio in total green. In “Politik” e “Midnight remix” la band è vestita con delle bellissime maschere aliene, mentre l’arpa elettronica a led illumina lo stadio e la voce di Chris riecheggia al vocoder in un contesto cosmico.

In questo preciso momento del live arriva un momento magico per le 100.000 persone presenti in ognuna delle tre serate berlinesi, ovvero due perfomance incredibili: “My Universe” coi BTS e “The Sky Full the Stars”. Lo stadio viene letteralmente giù. Ma nel bel mezzo della prima esecuzione un ambulanza entra tra la folla per soccorrere una persona presa da un malore e Chris ferma tutto in un secondo (incredibile), parla coi soccorritori e si accerta che questa persona stia bene. Solo dopo riparte da capo tutta la festa. Un gesto nobile da parte di una grande band che porta messaggi universali, di gioia, speranza, amore, condivisione, giustizia, fede e spiritualità. Intanto tornano i fuochi che ci accompagneranno fino al finale di questo viaggio musicale planetario.

Dovete sapere che questi ragazzi, durante i live, hanno un segreto: fanno posizionare un terzo stage sulla platea per avvicinarsi il più possibile al pubblico degli spalti più distanti, un gesto generoso che appaga qualsiasi tipo di biglietto o posizione concertistica nei grandi spazi. E proprio da questo stage inaspettato che intonano “Sparks”, regalandoci una stupenda interpretazione di “Magic” in versione acustica, ma anche tradotta in tedesco. In questi giorni sil tour ha fatto tappa a Parigi e la stessa canzone è stata eseguita in francese. Chissà se durante le date italiane, ancora non annunciate, avremo una versione italiana!?

GRAN FINALE

Ed eccoli che rientrano sul palco originario per il Finale dei Finali che riparte con “Hamankind” e nuovamente fuochi artificiali con un tappeto di colori a 360 gradi. Chris cammina fino al centro dello stadio e si mette in ginocchio con appesa sulla cintura la bandiera Ucraina. I bracciali si accendono di un arancio caldo come il sole ed inizia “FIX YOU”, uno dei brani più iconici della Band. Le persone attorno a noi sono in lacrime, perché i brani più rappresentativi dei Coldplay sono indiscutibilmente nei primissimi dischi. Gli ultimi fuochi del cielo sopra Berlino sono lanciati, si lascia il posto a “Biutyful” col pupazzo femminile, leader della band dei Weridos, pupazzi realizzati dai creatori dei “Muppet’s Show”; Chris duetta con lei mano nella mano prima di riunirsi col resto della band e avvicinarsi per i saluti finali.

Ci aspettavamo ancora un ultimo brano “Coloratura”, messo in scaletta come finale nei concerti statunitensi. Peccato non sia stato inserito nella scaletta tedesca, sarebbe stato straordinario, specie per l’assolo di chitarra di “Johnny” in perfetto stile Pink Floyd.

Il pubblico pian piano esce dallo stadio e mentre lo fa, sa di aver appena assistito a qualcosa di unico, mentre intona l’inno di “Viva la Vida”:

DO – MIb – SOL# – SOL – FA – MIb / DO – MIb – SOL# – SOL – MIb – DO

 

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