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NANNI RICORDI, L’UOMO CHE INVENTO’ I DISCHI

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Nel 1958 Nanni Ricordi registrò il primo disco assoluto della dischi Ricordi. Era l’opera Medea di Cherubini interpretata da Maria Callas e registrata alla Scala di Milano.

Dall’America arrivò a Milano l’equipe della Mercury e in tre giorni l’opera fu registrata dal vivo. Da lì in poi iniziò l’avventura discografica della dischi Ricordi che fino ad allora stampava solo gli spartiti e i libretti delle opere liriche e sinfoniche. Da casa editrice la dinastia Ricordi si trasformò in discografia. I dischi c’erano anche prima del 1958, alcuni erano persino di cioccolata con le favole per i bambini, ma dopo l’iniziativa di Nanni Ricordi il disco diventò un autentico prodotto culturale. Dopo la Medea di Cherubini, uscito in una confezione speciale con tre album e un prezioso booklet con fotografie e immagini, Nanni Ricordi cercò qualcosa di nuovo e dal melodramma inventò il cantautorato. In Ricordi portò Gino Paoli, Umberto Bindi, Luigi Tenco, Sergio Endrigo, Enzo Jannacci e tanti altri ma dovette combattere contro le perplessità dei dirigenti Ricordi che non credevano abbastanza al suo progetto.

“Quando facevo ascoltare i brani dei cantautori quelli della Ricordi mi dicevano che cazzo vuole questo qui ? Io non volevo niente, volevo solo che considerassero un altro tipo di musica, perché per me la musica era musica a 360 gradi, non solo il melodramma”.

Così grazie a Nanni Ricordi e a Mogol fu fatto il primo contratto a un certo Lucio Battisti. Poi Nanni passò alla RCA portandosi dietro Sergio Endrigo, Luigi Tenco, Gino Paoli e Enzo Jannacci. Ennio Melis direttore della RCA credette in lui e Nanni Ricordi contrattualizzò anche un certo Lucio Dalla continuando a collaborare con Gianfranco Reverberi che lo aveva seguito dopo la Ricordi. Quest’anno si celebra il decennale della scomparsa di Nanni, deceduto nel gennaio del 2012 a Sala Monferrato. Come da sue ultime volontà il suo corpo fu cremato e le sue ceneri furono sparse nelle acque del lago Maggiore a Stresa dove Nanni aveva una casa.  Sono previsti quattro eventi importanti: a produzione di un docufilm di 90 minuti: “Nanni Ricordi, l’uomo che inventò i dischi” prodotto dalla Società Redshift Art and Culture Publishing di Stefano Piantini, con la collaborazione esecutiva e associata di Camillo Ricordi e Francesco Chiari, con la regia di Roberto Manfredi che con Nanni Ricordi lavorò per due anni negli anni 70, co-producendo anche l’album “Un gelato al limon” di Paolo Conte. Il docufilm sarà presentato in anteprima a Milano il prossimo 8 giugno, grazie alla   Fondazione AEM di Piazzo Po 3 che lo ha sostenuto.

Per l’occasione sarà allestita anche una mostra con la collaborazione dell’Archivio Storico Ricordi e di Avi (Associazione vinile italiana). Saranno presenti numerosi artisti presenti nel docufilm, tra i quali Roberto Vecchioni, Ornella Vanoni, Ricky Gianco, Gino Paoli, Morgan, Maurizio Vandelli ed ex discografici come Mara Maionchi e Lucio Salvini.

Il 25 giugno a Sala Monferrato dove Nanni Ricordi morì, si terrà un Nanni Ricordi Day, con visita al Museo Nanni Ricordi, la proiezione del docufilm e un concerto che vedrà tra i protagonisti Ricky Gianco e Ivan Cattaneo, artisti prodotti da Nanni negli anni settanta. Saranno importanti eventi per celebrare la memoria del più importante discografico italiano, uomo di cultura a 360 gradi che nella sua intensissima attività, fu anche direttore artistico del Festival di Spoleto, braccio destro di Dario Fo alla Palazzina Liberty, amico e collaboratore di Earl Mcgrath produttore dei Rolling Stones e in passato fu ricordato persino a New York alla prima del film “Casa Ricordi” dove assistette alla proiezione seduto accanto a Marilyn Monroe. Nanni Ricordi era diplomato al Conservatorio di Milano, aveva studiato lirica, era laureato in giurisprudenza e offriva gratuitamente la sua consulenza a tantissimi artisti italiani, anche a chi non era nella scuderia della Ricordi e della RCA. Un discografico unico che merita di essere ricordato. Tra i tanti omaggi e alle testimonianze degli artisti presenti nel docufilm, ci sono anche Andrea Bocelli, Antonello Venditti, Ornella Vanoni, Eugenio Finardi, Gino Paoli e Roberto Vecchioni che lo ha ricordato così:

“Se vedi un tappeto rovesciato e guardi i nodi intrecciati non riesci a immaginare il tappeto finito sull’altro lato. Nanni riusciva a vederlo, Lui capiva attraverso quei nodi che il tappeto sarebbe stato bellissimo. Nanni aveva questo dono, la capacità, di vedere oltre”

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