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Arisa in “Ero romantica” difende la propria indipendenza di donna e di artista – RECENSIONE

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Nuova fatica per Arisa, l’eclettica ed estrosa cantante lucana ha infatti recentemente dato alle stampe un CD dal titolo “Ero romantica”, contenente undici tracce.

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Sempre sorprendente, non solo musicalmente ma anche dal punto di vista dell’immagine, Rosalba esprime in questo suo lavoro una sorta di dichiarazione d’intenti, ovvero afferma e difende la propria indipendenza di donna e di artista nella scrittura, nei sentimenti, nel look, nelle scelte artistiche e di vita.

Ben quattro produttori, Giuseppe Barbera, Jason Rooney, Danusk e il maestro Adriano Pennino, per una serie di canzoni che si avvalgono di tanti autori, tra cui la stessa Arisa in vari testi, Gigi D’Alessio con il brano presentato allo scorso Sanremo e Giuseppe Anastasi, di rientro dopo qualche anno.

La title track parte sparata con delle sonorità dance anni ’80 ed un testo che conferma in pieno le intenzioni, poche parole ma chiare, come del resto la successiva “Psyco”.

Il disco suona deciso, le sonorità sono essenziali ed efficaci, le melodie e le armonie semplici ed energiche.

arisa

Brani molto brevi, come anche “Agua de coco”, nessuna pretesa di cambiare la storia della musica ma di cambiare quella di Arisa sì: in ogni brano c’è un riferimento testuale all’evoluzione in corso, o forse alla nuova forza di affermare la vera sé stessa.

La voce e la personalità ci sono sempre, ben valorizzate, pare abbastanza evidente che Rosalba agisca anche in veste di discografica, è sua infatti l’etichetta “Pipshow” di cui nei credits dell’album; “Altalena” e “Maddalena” proseguono efficacemente su questa scia molto godibile tra il technopop e la dance, con frequenti audaci scintille erotiche che spuntano tra le parole.

“Licantropo” chiude in bellezza questa prima parte, cellula melodica e armonica molto classica ma efficace, ben cantata e con un testo molto musicale.

Cambio di registro a partire da “Cuore”, finalmente un lentone, con qualche concessione a sonorità acustiche e caldi tappeti armonici.

Arisa ha dalla sua una timbrica ed una capacità interpretativa particolari che la allontanano dal rischio dell’omologazione con la miriade di giovani che affollano le proposte musicali attuali: è una cantante vera, con dei colori e dei sapori che la rendono comunque riconoscibile e particolare e che le consentono di esprimersi sempre in modo significativo, sia attraverso il “change of mood” realizzatosi in questa seconda parte del disco che del resto in tutte le oramai tante evoluzioni artistiche succedutesi dall’inizio della sua carriera.

Ancora più intimista è “La casa dell’amore possibile”, tappeto di tastiere di calore analogico, melodia ariosa in armonie spaziose, bel testo e bella voce in grande evidenza, veramente un buon pezzo.

Il disco prosegue con “Ortica” (bella strofa in napoletano-lucano) e con la ben nota “Potevi fare di più” di D’Alessio, indi si chiude in bellezza con “L’arca di Noè”.

In questo ultimo brano Giuseppe Anastasi suggella il suo ritorno con una ballata acustica di scrittura molto equilibrata, valorizzata da una bella chitarra e da una orchestra d’archi che lasciano una buona sensazione, là al momento in cui si solleva virtualmente la puntina del giradischi.

Arisa si dibatte in un brutto mondo, nel pop il concetto di meritocrazia è abbastanza aleatorio e lei vende cara la pelle; ha talento, musicalità, timbrica e capacità sia tecniche che interpretative ma evidentemente avverte a ben ragione che questo non basta.

Nella musica classica o nel jazz si deve saper suonare-cantare-comporre-dirigere-arrangiare-punto, nella musica cosiddetta pop per ritagliarti uno spazio ma soprattutto per rimanere a galla devi fronteggiare ogni serie di ostacoli che nella stragrande maggioranza dei casi non hanno niente a che vedere con la qualità, ma tant’è: a fronte di guadagni superiori per via della maggiore ampiezza di pubblico, questo stesso grande pubblico costituisce l’incognita, di gusto molto spesso non esattamente educato o comunque abbastanza ondivago e molto influenzabile da fattori estranei allo spessore artistico.

Un bel lavoro, in bocca al lupo alla nostra Rosalba, ulteriore ennesima conferma che in meridione si dorme molto meno di quanto si creda.

arisa

Tracklist di Ero Romantica

1. Ero Romantica

2. Psycho

3. Agua de Coco

4. Altalene

5. Maddalena

6. Licantropo

7. Cuore

8. La casa dell’amore possibile

9. Ortica

10. Potevi fare di più

11. L’Arca di Noè

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