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lunedì, Giugno 21, 2021

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I MANESKIN DEMOLISCONO IL POP EUROPEO

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Parliamoci chiaro. Se la musica italiana corrisponde al pop di Laura Pausini, onore ai Maneskin che all’Eurovision Song Contest hanno seppellito il pop nostrano ed europeo eseguito dalle nipotine di Madonna e dalle figlie di Lady Gaga, con orribili canzonette dance e balletti da provincia.

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Mai visto niente di più banale. E’ bastato il loro rock eseguito e interpretato alla grande, senza fronzoli e coreografie, per riportare la musica italiana all’attenzione generale. La loro vittoria ribadisce però un fatto incontestabile. Il rock è ormai tradizione.

Nato negli anni cinquanta ha superato i settant’anni. In qualsiasi festa della birra di provincia suona una band rock e tra il pubblico c’è sempre qualche sessantenne che arriva con la sua Harley e oltre al boccale alza le tre dita al grido “Rock never die”, ma nel contesto attuale dove il pop e l’hip hop nelle sue varie declinazioni imperano, il rock dei Maneskin suonato con basso, batteria e chitarra rappresenta una vantata di ossigeno puro.

maneskin

Durante la conferenza stampa hanno risposto ai giornalisti parlando un buon inglese senza strafare e con estrema sicurezza. A un giornalista idiota, che ha accusato Damiano di aver fatto uso di cocaina, il frontman ha risposto: “I don’t use drug, please” e il giornalista si è seduto imbarazzato consapevole di aver fatto una figura di merda.

Pochi istanti prima della loro vittoria, ho visto Piero Pelù cantare lo spot di Sky Q , e ho pensato: “Largo ai giovani” e sul serio. Ora dopo 31 anni, toccherà alla Rai produrre la prossima edizione dell’Eurovision Song Contest. Mi auguro che non chiamino alla conduzione Malgioglio, ma almeno una coppia di conduttori giovani che sappiano parlare un buon inglese, come ad esempio Alessandro Cattelan e Daniela Collu. E vorrei sperare anche in una regia all’altezza, magari con Luigi Antonini al timone che meglio di tutti sa raccontare la musica attraverso le immagini. Potrebbe essere una buona occasione per ringiovanire la RAI dato che ha un pubblico over settanta.

maneskin

Tornando ai Maneskin, la loro vittoria è stata commentata con la solita litanìa da Guelfi e Ghibellini. Gli alpini del rock puro hanno storto il naso esattamente come facevano certi genitori nella seconda metà degli anni sessanta quando ascoltavano i Beatles e i Rolling Stones. L’altra metà ha gioito come se fossero nati i nuovi Led Zeppelin.

Cosa aspettarsi di diverso ? Del resto siamo nati e moriremo duopolisti. La terza via purtroppo non la percorre più nessuno. Auguro ai Maneskin di rimanere come sono ora. Sono un buon esempio per tutti.

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