E’ morto, nella sua abitazione di Fiesole, Enrico Greppi, in arte Erriquez, volto e anima della Bandabardò.
Cresciuto prima in Toscana, e poi a Bruxelles e in Lussemburgo, aveva da subito imparato a mescolarsi con gente di tutto il mondo. Era figlio d’arte e aveva imparato a suonare il violino in conservatorio, per poi avvinarsi al rock.
L’artista, che aveva solo 60 anni, è scomparso a causa di una lunga malattia che non aveva però intaccato la sua voglia di continuare a suonare, cantare e ballare in una esplosione di vitalità e gioia che lo caratterizzava, unito al suo impegno sociale che lo portava a lanciare messaggi di solidarietà e di unione tra le persone, incitamenti passionali a superare tutte le barriere etniche e culturali tra la gente.
Convinto antifascista, aveva cantato la libertà in molte manifestazioni del 25 aprile e 1 maggio.
Nel suo ultimo messaggio sui social aveva scritto:
«Non ho rimorsi, non ho rimpianti, la mia vita è stata tutta un’avventura»
https://www.facebook.com/bandabardoofficial/posts/270361664455479
Importante è stata l’avventura di Erriquez con i Bandabardò, che all’origine della loro nascita, si ispirarono ai Pink Floyd, Jethro Tull e De Andrè.
Il gruppo nacque nel 1993 dall’incontro tra Erriquez e Finaz, virtuoso della chitarra prima elettrica, poi acustica. Alla band fu dato il nome Bandabardò in onore di Brigitte Bardot.

La band ha prodotto una decina di album dall’esordio con “Il circo mangione” fino a “Iniziali Bì-Bì”, “Mojito Football Club” e “Bondo! Bondo!” che nel 2002 porta al successo la band. Nel 2018 i Bandabardò festeggiarono i loro 25 anni di carriera con un bellissimo concerto-evento al Nelson Mandela Forum con tanti amici e colleghi, tra cui Max Gazzè, Carmen Consoli, Piero Pelù e tanti altri.
Riposa in pace grande Erriquez e «Attenzione, concentrazione, ritmo e vitalità»… perchè «Se mi rilasso collasso».
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