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venerdì, Marzo 5, 2021

MARCO MENGONI: SPECIALE RAI1 “L’ANNO CHE VERRÀ” DA PIAZZA VECCHIA A BERGAMO

Dopo un anno di Covid, la Rai ha invitato Marco Mengoni a cantare "L'anno che verrà" da Piazza Vecchia a Bergamo

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Sanremo: Per Franceschini niente figuranti – Amadeus minaccia di lasciare il Festival

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In tempi difficili, con una grandissima crisi pandemica ed economica, sembra davvero inverosimile che ci si accanisca a voler far svolgere una kermesse canora come Sanremo a tutti i costi, in piena emergenza sanitaria, in un dramma che conta 500 morti al giorno.

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Eppure in Italia succede anche questo, succede che la televisione di stato non è disposta a rinunciare a degli introiti pubblicitari e che si impunti, insieme al direttore artistico della manifestazione, a voler dar vita al Festival agli inizi di marzo, senza nemmeno prendere in considerazione almeno l’idea di spostare il tutto di qualche mese, magari in estate, quando la pandemia si presuppone possa placarsi, così come è successo l’estate scorsa.

A costo di mettere in scena il proscenio sanremese nella data stabilita, e con la gente nel teatro, che per l’occasione e per aggirare i decreti ministeriali, chiameranno “figuranti”, la direzione Rai le sta pensando tutte, assecondando un direttore artistico, Amadeus, che sembra vivere in una realtà parallela. Si è preso spunto da un passaggio del decreto ministeriale che recita: “Alle trasmissioni televisive non si applica il divieto previsto per gli spettacoli, perché la presenza di pubblico in studio rappresenta soltanto un elemento coreografico e comunque strettamente funzionale alla trasmissione”

Dopo l’annuncio di voler far passare il Festival come un semplice programma televisivo pur di accendere i riflettori dell’Ariston, molti addetti ai lavori del mondo dello spettacolo hanno sollevato vibranti proteste gridando equità di trattamento per tutti e minacciando di riaprire teatri e cinema se il Festival andrà in scena.

A questo punto sono intervenuti prima il ministro Speranza e poi il ministro Franceschini per spegnere gli entusiasmi di Viale Mazzini e di Amadeus:

Il Teatro Ariston di Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito ieri il ministro Roberto Speranza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile“.

Dopo le parole del ministro, Amadeus ha addirittura minacciato di lasciare la direzione e la conduzione del Festival, cosa che ha portato di nuovo il ministro Franceschini a dichiarare:

Io sono il primo a sperare che l’andamento dei contagi consenta di riaprire al più presto i teatri con le misure di sicurezza necessarie e sto lavorando per questo. Ma le regole vigenti valgono per tutti, dallo spettacolo più grande al teatro più piccolo“.

Amadeus, in una riunione a Viale Mazzini con l’ad Fabrizio Salini, ha ribadito che non intende condurre il festival davanti a una platea vuota. Il direttore artistico del festival ha quindi comunicato di voler attendere le decisioni del Cts e del governo per trarre le sue decisioni.

Il vice capogruppo Pd alla Camera dei Deputati e membro della commissione di vigilanza Rai Michele Bordo intanto ha dichiarato che: “L’Ariston di Sanremo non gode di trattamenti speciali. Se ci saranno nelle prossime settimane le condizioni sanitarie per riaprire i teatri, le nuove regole varranno per tutti. Si metta l’anima in pace Amadeus. Le sue minacce di lasciare la conduzione del festival sono davvero fuori luogo. In questi mesi abbiamo visto spettacoli televisivi senza pubblico di grande qualità e interesse, come a esempio La musica che gira intorno di Fiorella Mannoia. Ma potrei citarne tanti altri. Non sarebbe dunque un problema se anche il festival di Sanremo si svolgesse nel rispetto delle norme di contenimento della pandemia. Sono certo, anzi, che il pubblico da casa apprezzerebbe ancora di più l’evento“.

Molti sono gli attori e registi, fermi da mesi per rispettare il Dpcm, che hanno protestato.
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Alessandro Borghi, sui social, posta: “Se si fa Sanremo col pubblico, allora teatri aperti. Il pubblico ‘coreografico’ non esiste. Se esiste, non dovrebbe esistere. Non in questo momento”.

Anche Stefano Massini è sulla stessa linea: “le regole vanno per tutti. Tutti facciamo i conti da mesi con una pandemia che ha barbaramente scannato, umiliato il mondo dello spettacolo, proibendoci di esistere. Ci è stato tolto il pubblico, ci è  stato tolto l’applauso, ci è stato tolto tutto ciò che implica la partecipazione umana di persone in carne e ossa davanti ad altre, in carne e ossa, che si esibiscono. Qualcuno mi spieghi per quale ragione tutto questo non dovrebbe invece riguardare lo spettacolo simbolo della canzone italiana, qualcuno mi spieghi per quale ragione dovremmo accettare in silenzio che Sanremo, spettacolo dal vivo, rimanga intatto come era. E soprattutto qualcuno mi spieghi come sarebbe possibile spiegare questo a tutti i tecnici gli operatori e le maestranze che da mesi non fanno un concerto, non allestiscono un palco, non vedono un solo spettatore vivo entrare in sala. Ho fatto 4 serate di #ricominciodaRai3 al Teatro Sistina con la platea deserta, desolata e desolante. Vale per tutti o vale per nessuno“.

Al coro di protesta si aggiunge anche Carlo Fuortes, il sovrintendente del Teatro dell’ Opera di Roma: “Tutti speriamo di aprire presto le nostre sale e appena sarà possibile dovrà essere concesso a tutti gli operatori del settore, senza nessuna distinzione. Tutto il mondo dello spettacolo, tutti noi stiamo facendo oramai da un anno grandi sacrifici nel rispetto delle regole anti Covid. Anche rischiando e sperimentando nuove forme artistiche e di comunicazione con il nostro pubblico che non può entrare in teatro“.

Intanto la Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana) ha adottato il protocollo anti Covid con le linee guida che saranno seguite dalle case discografiche al Festival di Sanremo. Questo quanto scritto in un comunicato:

Il protocollo sarà diffuso a tutti i media, operatori, istituzioni e albergatori nei prossimi giorni consentendo a tutti i soggetti coinvolti di adeguare le misure di sicurezza agli standard più elevati in occasione dei rapporti con l’industria discografica durante la manifestazione. Il protocollo potrà essere integrato e modificato a seguito dei provvedimenti adottati da Cts e Rai con i quali le associazioni avranno un’interlocuzione“.

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