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giovedì, Dicembre 3, 2020

Diodato: docu serie “Storie di un’altra estate” su RaiPlay – Nuovo singolo “Fino a farci scomparire”

Diodato esce con la docu-serie "Storie di un'altra estate" in onda su RaiPlay dal 29 novembre. Esce anche il singolo "Fino a farci scomparire"

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Riapre la storica etichetta NUMERO UNO che fu di Lucio Battisti e Mogol

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La storica etichetta discografica NUMERO UNO che fu di Lucio Battisti e Mogol ritorna sul mercato discografico con nuove pubblicazioni e nuovi nomi. La presentazione della rinata etichetta si è tenuta nell’ambito della Milano Music Week con ospiti quali Mara Maionchi, Mogol, Franz Di Cioccio e alcuni dei nuovi artisti della Numero Uno.
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Torna, a distanza di cinquanta anni, l’etichetta discografica Numero Uno, che coi suoi artisti ha rivoluzionato le sorti della musica italiana. Nata per disaccordi editoriali con la casa madre Ricordi, ha accolto per spirito di iniziativa rivoluzionaria artisti del calibro di Bruno Lauzi, Mario Tessuto, la Formula 3, Edoardo Bennato, Adriano Pappalardo, Tony Renis, Ivan Graziani e fra tutti Lucio Battisti, artisti che negli anni ’70 hanno rivoluzionato coi loro strumenti, coi loro arrangiamenti, coi loro testi le sorti della musica italiana. Con la loro voce hanno dato spazio ad una nuova era per la musica italiana.

Queste le parole di Alberto Salerno che descrivono la nascita della nuova etichetta discografica:

«Nel 1969 nacque, da una costola della Ricordi, la casa discografica indipendente Numero Uno; fu fondata dal produttore Alessandro Colombini, da Mariano Rapetti e da suo figlio Giulio, il celebre Mogol. Con sede in quella Galleria del Corso tanto amata da mio padre, aveva un logo semplicissimo, ma di grande impatto, disegnato da Guido Crepax. In quegli uffici passarono Ivan Graziani, Edoardo Bennato, la PFM, Adriano Pappalardo, Eugenio Finardi, Tony Renis, Bruno Lauzi, solo per citarne alcuni. E ovviamente lui, l’intramontabile Lucio Battisti».

Queste invece  le parole di Mara Maionchi che – nel libro scritto a quattro mani col marito, “Il primo anno va male, gli altri sempre peggio”, edito per Baldini & Castoldi – usa per descrivere la nascita delle Numero Uno:

«La Numero Uno nacque per l’intraprendenza di Mogol. All’epoca lavorava per la Ricordi, ma la sua audacia creativa non era compresa e apprezzata da tutti in casa discografica. La nuova etichetta, dunque, nacque in modo quasi spontaneo per far spazio al genio creativo di alcuni “fuoriusciti”».

Non potevo citare parole migliori per descrivere la nascita di una casa discografica mitica.

Oggi, a distanza di mezzo secolo, grazie alla Sony Music Italy – che negli anni ha acquisito la RCA, e di conseguenza il catalogo della Numero Uno – si celebra la sua rinascita all’interno della Milano Music Week con grandi ospiti di eccezione: la stessa Maionchi, che ha lavorato per la Numero Uno fin dal suo esordio, il fondatore Mogol e Franz Di Cioccio, assieme a loro alcuni che fanno parte della ritrovata scuderia, da sempre luogo di sperimentazione, la sezione primavera della musica italiana.

I primi artisti a far parte della scuderia sono: il cantautore sardo Iosonouncane, che in questi giorni pubblica il brano Novembre; ci sono gli artisti siciliani Dimartino e Colapesce, che hanno già pubblicato a giugno – nel cantiere in corso per la rinascita della Numero Uno – il disco I Mortali e il gruppo La rappresentante di Lista.

Oggi il mercato discografico è in stallo, non lo è il mondo musicale, fatto di professionisti e artisti che, per vocazione, non sono entrati nel meccanismo, del già logoro treno dei talent, che le tv hanno spremuto fino all’osso, e che forse è arrivato al capolinea. La rinata etichetta ha come obiettivo quello di portare questi artisti al centro dell’attenzione, all’insegna, com’è nella tradizione del marchio, dell’avanguardia, innovazione e ricercatezza.

 

 

 

 

 

 

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