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martedì, Novembre 24, 2020

MAX PEZZALI: uscito il nuovo album “Qualcosa di nuovo”

E' uscito “Qualcosa di nuovo”, il nuovo album di Max Pezzali. Questa sera l'artista terrà un evento speciale per presentare l'album

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Il Boss è tornato. “LETTER TO YOU“ è il nuovo album in studio di BRUCE SPRINGSTEEN, realizzato insieme alla storica The E Street Band.

Amo l’essenza quasi commovente di Letter To You”, dichiara Bruce Springsteen, “E amo il sound della E Street Band che suona completamente live in studio, in un modo che non avevamo quasi mai fatto prima, senza nessuna sovraincisione. Abbiamo realizzato l’album in soli cinque giorni, e quella che ne è venuta fuori è una delle più belle esperienze di registrazione che io abbia mai vissuto”.

Letter To You” è il ventesimo album in studio dell’artista, un disco rock, caratterizzato dall’inconfondibile sound de The E Street Band, e registrato nella casa di Bruce Springsteen in New Jersey. L’album è anche la prima performance di Bruce Springsteen insieme a The E Street Band dal tour di “The River” del 2016, nominato tour mondiale dell’anno da Billboard e Pollstar.

Sintetizzo il progetto appropriandomi di una frase scritta da altri: “utilizzando il conforto della famiglia, rappresentato dalla presenza della ‘sua’ E Street Band, Springsteen si confronta con le complessità della nostalgia, e nasce una tensione che anima la sua scrittura e si manifesta nel suono della musica stessa”.

Faccio un passo indietro.

Quando il mondo ha incontrato per la prima volta Bruce Springsteen, a metà degli anni ’70, la sua figura poteva tranquillamente essere abbinata alla voglia di rimanere ancorati ad un passato apparentemente sereno. Le sue canzoni raccontavano di primi amori e di fughe adolescenziali, e il suo aspetto poteva riportare ai greaser, quelli che eravamo abituati a vedere nei film americani, con i capelli lunghi, la motocicletta, gli abiti di pelle nera, spesso membri di una banda, magari posizionati davanti al jukebox e protagonisti delle notti d’estatate sul lungomare.

Molte delle sue influenze artistiche si rifacevano a musicisti temporalmente superati – ma mai dimenticati -, ed era difficile pensare al futuro Boss come al nuovo che avanza.

Springsteen ha trascorso gran parte della sua carriera lottando con questo suo lato nostalgico.

Alcuni artisti si evolvono guardandosi attorno e cercando con forza le possibili novità, mentre altri provano a spingere sul perfezionamento personale; ciò che ha realizzato Bruce è la rivisitazione dei temi a lui cari, che restano attuali quando a loro viene attribuita dinamicità, freschezza, continuo movimento, e a quel punto anche l’elemento antico potrà diventare moderno, se si riuscirà ad osservare con nuovi occhi.

Springsteen

Springsteen ha da poco compiuto 71 anni, e il suo nuovo album in studio, “Letter to You”, indulge nel suo passato come mai prima d’ora.

Seguendo il filo autobiografico del suo libro di memorie sembra che lo stesso Springsteen sia il narratore, mentre osserva i possibili modi in cui la musica può sostenerci, con un tono compreso tra la profonda riverenza e il rimpianto: il potere semplice ma sfuggente della Musica costituisce il concept del disco, e tutto ciò lo si può afferrare traducendo le liriche o, molto semplicemente, lasciandosi avvolgere dalle trame musicali.

Come si è arrivati al nuovo progetto?

Lo scorso autunno il Boss ha coinvolto i suoi compagni di lunga data della E Street Band per registrare il disco dal vivo in studio, durante una settimana nevosa passata nella sua casa nel New Jersey. L’album è quindi anche la sua prima performance insieme a The E Street Band dopo il tour di “The River”, nel 2016.

L’obiettivo era quello di ricreare in studio, per approssimazione, l’energia inarrestabile dei loro concerti, già intrappolata in un album classico come “Darkness on the Edge of Town”, il quarto di Bruce Springsteen, uscito nel 1978.

Anche il ritorno alla collaborazione col produttore Ron Aniello potrebbe andare nel senso dell’evitare ogni tipo di distrazione per restare sui binari tradizionali, quelli che lo hanno portato per anni a scrivere canzoni serie e dirette, evitandogli di imboccare sentieri “comodi”, a lui poco adatti.

Ricco di organo e sassofono, pianoforte e glockenspiel, fraseggi di chitarra surf e ritmo trascinante, “Letter to You” è audace e autoreferenziale, e presenta tutto il catalogo sonoro per cui Bruce è diventato famoso, entrando di diritto nella storia del rock.

Alcuni brani sono davvero superbi – “Ghosts” e “Burnin’ Train “, in particolare -, anche se è possibile che sul giudizio super positivo incida la vicinanza allo splendore di un tempo, un confronto con sé stessi che tocca a tutti i grandi.

Ironia della sorte, alcuni dei momenti migliori arrivano dall’estremo passato, perché nel disco viene proposto un trio di canzoni originali – finora rimaste inedite – scritte all’inizio degli anni ’70 – quando Springsteen era ancora un menestrello solista semisconosciuto -, con arrangiamenti della band che portano ogni singolo pezzo a superare i 6 minuti: segnalo “Janey Needs a Shooter”, con l’accompagnamento di Little Steven e una maestosa “coda” finale che dà il senso della folla e della partecipazione live.  Le altre due canzoni – “If I Was the Priest” e “Song for Orphans” – sono meno fluide, ma è rinfrancante sentire la presenza attiva della band, a cui ogni brano è dedicato, così come accade per la musica rock, dato il ruolo che quest’ultima ha avuto nella vita dell’artista.

I testi di queste canzoni “antiche” sono pieni di scetticismo verso la salvezza e il sentimentalismo (“Dimentica i vecchi amici e i vecchi tempi“, grida in “If I Was the Priest.”), ma nel disco non mancano momenti di denuncia e monito, come in “Rainmaker”, una riflessione focalizzata sulle persone disperate, vittime di questi tempi terribili che, arrivate al limite, ripongono la loro fede in falsi profeti: “A volte la gente ha bisogno di credere in qualcosa …”, canta Bruce, con una voce molto toccante. E si pone una domanda: “Cosa succede se le persone a cui ci rivolgiamo per ottenere risposte non hanno nulla da offrire? Cosa succede quando lo spettacolo è finito?”.

Questa oscurità e insicurezza sono l’altro versante della sua storia: il leader della band in “Last Man Standing” lascia il palco da solo, con “solo il ronzio nelle [sue] orecchie“.

In generale si può affermare che le liriche realistiche e malinconiche sono compensate dagli aspetti meramente musicali e gioiosi, quelli in cui più incide la E Street Band.

Springsteen

Qualche indizio…

L’album inizia in sordina, con “One Minute You’re Here”, un meraviglioso frammento con Springsteen alla chitarra acustica, che canta con tono intimistico, accompagnato da piano e synth. Si passa poi alla title track, e l’impressione è quella di avere davanti un uomo che trattiene le lacrime prima di esplodere in un abbraccio di gruppo.

In un documentario in bianco e nero che accompagna l’album, l’home studio di Springsteen appare come una sorta di museo interattivo, pieno di vecchie chitarre e immagini sbiadite di collaboratori del passato, inclusi i Castiles, la sua band rock adolescente. La morte nel 2018 di George Theiss, il frontman dei Castiles, ha ispirato Springsteen a iniziare a scrivere queste canzoni.

In “Ghosts”, viene descritta un’accoglienza improvvisata: vecchi amici che arrivano di sorpresa e arricchiscono un mondo che, senza di loro, potrebbe essere triste e vuoto: ecco, i momenti migliori dell’album hanno un effetto simile.

La traccia di chiusura si chiama “I’ll See You in My Dreams”, e la melodia del verso condivide una sorprendente somiglianza con il riff di chitarra di “Born to Run”: “Ci incontreremo, vivremo e rideremo di nuovo“, canta speranzoso, “Perché la morte non è la fine.”

Il futuro non è mai stato più incerto; il passato non è mai sembrato più lontano. Ma finché la band suona, il sogno è vivo.

Insieme a Springsteen, hanno lavorato a questo progetto Roy Bittan, Nils Lofgren, Patti Scialfa, Garry Tallent, Stevie Van Zandt, Max Weinberg, Charlie Giordano e Jake Clemons. L’album è stato prodotto da Ron Aniello insieme allo stesso Bruce Springsteen, Bob Clearmountain ha realizzato il mixaggio, mentre Bob Ludwig si è occupato del mastering.

Springsteen

Tracklist “Letter To You”

  1. One Minute You’re Here
  2. Letter To You
  3. Burnin’ Train
  4. Janey Needs A Shooter
  5. Last Man Standing
  6. The Power Of Prayer
  7. House Of A Thousand Guitars
  8. Rainmaker
  9. If I Was The Priest
  10. Ghosts
  11. Song For Orphans
  12. I’ll See You In My Dreams

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