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sabato, Novembre 28, 2020

SFERA EBBASTA: “FAMOSO” È IL NUOVO ALBUM – Film, Mostra Fotografica, Tour

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Pubblico si, pubblico no – Polemica per il pubblico ad X Factor e a Maurizio Costanzo Show

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Strombazza sui social la polemica per il pubblico in tv permesso al Maurizio Costanzo Show e a X Factor e il pubblico non ammesso nei teatri pubblici.

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Premetto che non lavoro né per Costanzo né per X Factor e di aver già espresso nei miei articoli accorate critiche sull’ultimo dpcm (leggi articolo) e che sono favorevole all’apertura dei teatri e dei cinema secondo le norme di qualche mese fa, quindi mi esprimo solo per conoscenza del mondo della tv e senza partigianerie di parte.

Innanzitutto l’accostamento è infelice, dato che il Maurizio Costanzo Show si svolge in un teatro e non in uno studio tv e le modalità e le capienze degli spazi sono diversissime tra loro. Chi ha visto i due programmi ha notato le differenze evidenti. Il pubblico di Costanzo non era distanziato, quello di X Factor si.

pubblico

Parlo di quest’ultimo in particolare.

Lo studio di X Factor ha una capienza molto grande. Potrebbe contenere 2000 persone almeno e invece ce n’erano 200 come da norma, peraltro figuranti e tamponati, tutti molto distanziati e disposti nella parte superiore del teatro, quindi ben lontani dallo stage, dallo staff, dai concorrenti e dai tutor. So per certo che il protocollo attuato dalla produzione è rigidissimo. Tutti quelli che lavorano nel programma fanno tamponi continui. Pertanto l’accostamento, ripeto, è infelice e sbagliato perché si mettono i due programmi nello stesso calderone.

Il calderone social poi riguarda anche l’accostamento ai teatri pubblici perché ai soliti criticoni da tastiera sembra che sia Freemantle (la casa di produzione di X Factor ) che scrive i dpcm e Cattelan sia il presidente del Consiglio e non Conte. A costoro può venire in mente che se quei duecento figuranti sono lì è perché la vigilanza e le istituzioni lo hanno permesso? Macchè.

Terzo calderone da social.

Qualcuno domanda: “Perché i lavoratori dello Spettacolo di X Factor lavorano e gli altri no? O tutti o nessuno” Fantastico. E qui si mette in atto la guerra tra i lavoratori dello Spettacolo come se quelli di X Factor si debbano sentire in colpa perché lavorano e gli altri no. Sublime demenza. Costoro quindi spostano le giuste rivendicazioni all’interno e non all’esterno. Mica sono contenti se un centinaio tra tecnici, musicisti, fonici, costumisti, truccatori, scenografi, direttori della fotografia, registi, autori, operatori di ripresa e aiuto registi e addetti alla produzione, sale prove e studi di registrazione lavorano in tempi di crisi storica. Pare di no. O tutti a casa o tutti sul set.

Addirittura si inveisce contro quei poveri 200 figuranti che magari si portano a casa un po’ di soldini anziché stare a casa spendendo soldi per guardare lo show in tv. Alla base di tutto c’ è una profonda ignoranza sulla produzione televisiva. Nessuno o pochi sanno come funziona, le procedure, i contratti, i permessi, le norme, le leggi che tutelano i minori e tutto ciò che fa parte del lavoro nel settore.

Questo può essere comprensibile dato che è un settore industriale esclusivo e molto particolare, ma non giustifica le polemiche pretestuose da parte di chi non ci lavora e non lo conosce affatto. Anche perché fare la guerra tra poveri, onestamente, non aiuta nessuno.

Aggiungo una considerazione che potrebbe anche apparire come una provocazione ma non lo è affatto. Nella situazione di merda in cui versa la musica e lo spettacolo, vedere un musicista che suona su un palco è un atto importante, indipendentemente da cosa suoni o canti. Essere uniti è l’incipit. Diversamente possiamo votare Tafazzi di Giacomo alle prossime elezioni, tanto è come se l’avessimo già eletto.

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