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domenica, Novembre 29, 2020

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IL TROVAROBERTO: SORPRESA, IL POP MILITANTE ESISTE – Banda POPolare dell’Emilia Rossa

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Per la rubrica il TROVAROBErto di Roberto Manfredi, con cui vengono portate alla luce dei lavori discografici interessanti in giro nel sottobosco musicale italiano, oggi si parla della Banda POPolare dell’Emilia Rossa e del loro album “La goccia e la tempesta”.
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banda

L’ultima pop band italiana a che fare con la rivoluzione e la politica risale a 50 anni fa. Arte di mezzo secolo. Si chiamava Area e il leader, Demetrio Stratos cantava canzoni dal titolo: “Gioia e Rivoluzione”. Dopo di loro si è scatenato un diluvio di canzoni usa e getta. Il pop è diventato così un esercizio onanista di puro intrattenimento tra pleonastiche canzonette di “Sanremo” e “Amici” e tormentoni estivi a uso esclusivamente pelvico.

Oggi un gruppo pop può chiamarsi Modà e non citerebbe nei testi un operaio o un disoccupato, neanche con un disco d’oro garantito.  Ma per la serie corsi e ricorsi storici, nulla è perduto.

Il Pop militante esiste. Non ci credete? Ok.

In tempi di fake news vi sfido a credermi. E se vi dicessi che nell’Emila esiste una band Pop formata da operai metalmeccanici delle principali fabbriche di Modena quali Ferrari e Maserati? Una band Pop militante che con il solo brano “La madre del Partigiano” ha ottenuto 300 mila visualizzazioni? Che la suddetta band ha 23mila follower sulla sua pagina facebook?

Nessuna fake news e nemmeno un viaggio a ritroso negli anni settanta. La band esiste veramente e si chiama Banda POPolare dell’Emilia Rossa. Ha all’attivo tre album. L’ultimo, uscito in pieno lockdown si chiama “La goccia e la tempesta”.

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Il loro motto è quello di Andrè Breton:

Indipendenza dell’arte – per la rivoluzione.
La rivoluzione – per la liberazione definitiva dell’arte.

Quando l’ho ascoltato mi sono detto: “Thò… esistono ancora i comunisti, incredibile”. Così mi sono incuriosito e ho voluto vederci chiaro, anche perché una band del genere dev’essere così vintage da apparire, nel contesto di oggi, assolutamente avanti. Direi persino proiettata nel futuro.  La Banda POPolare dell’Emilia Rossa nasce in piazza Grande a Modena il 25 aprile 2011. Non poteva essere diversamente, mica poteva nascere a Varese. Loro stessi infatti, eliminando ogni possibile equivoco, si presentano così:

“Il nostro intento, fin dal primo momento è stato quello di fare politica rivoluzionaria, militante ed anticapitalista attraverso una delle forme di comunicazione più diretta, efficace ed emozionate che esistano ,la musica….senza naturalmente rinunciare alla “balotta” (balotta in dialetto modenese significa “movida”, “fare festa”). Siamo un gruppo proletario composto da delegati Rsu Fiom delle più importanti fabbriche metalmeccaniche di Modena, tra cui Ferrari, Maserati, Terim e Crown, e da musicisti che più precari di così non si può.
Definiamo il nostro genere musicale col termine “internazionalista” perchè vuole essere fuori da qualsiasi schema predefinito che non siano l’unità e solidarietà delle classi subalterne anche in ambito musicale ed artistico oltre ogni frontiera.
Facciamo altresì tesoro di importanti ricerche in materia di canzoni popolari come quelle svolte da Gianni Bosio e dall’istituto De Martino negli anni sessanta. La sillaba “POP” di “POPolare” nel nome della Banda è un chiaro quanto umile riferimento ed omaggio agli “Area” Band rivoluzionaria cui NON ci rifacciamo (non ne saremmo in grado) in termini di stile perchè assolutamente inimitabili e non più riproducibili ma cui ci rifacciamo in quanto a spirito e a carica sovversiva e anticapitalista.

Mai come in questa nostra epoca è necessario alzare la testa e difendere con orgoglio le tradizioni di lotta del movimento operaio anche dal punto di vista culturale e artistico.
Per questo oggi più che mai sono attuali le ragioni e gli ideali della Resistenza.
La Banda POPolare dell’Emilia Rossa si ispira nel costruire la propria produzione artistica ad un principio di fondo ben espresso da Karl Marx “il denaro deve essere solo un mezzo per l’arte che deve essere il fine e non viceversa”.
 

Fin qui tutto chiaro. Presentazione netta, chiara, inequivocabile. Così ti viene in mente una band di sessantenni nostalgici, con il golfino a V sdrucito e i vinili rovinati degli Inti Illimani in cantina. Ma poi pensi che “Bella Ciao” non più tardi di due anni fa, era in versione dance, in testa alla classifica in Francia, che l’ha persino incisa Tom Waits e che in epoca pre covid veniva persino cantata in piazza dalle Sardine. Allora ecco che il vintage risplende di nuova luce. Accade quindi che spinto sempre più dalla curiosità, vado a cercarli su youtube e vedo il loro video “Vi amo tutti”, canzone prog dedicata a Franca Ongaro Basaglia, “compagna di vita e di lotta di Franco Basaglia. Un omaggio a una lotta epocale, quella per la chiusura dei manicomi ed il riconoscimento di diritti e dignità ai “matti”, che pur con tutti i limiti e le contraddizioni del caso ha portato il nostro paese all’avanguardia in termini di patrimonio politico e culturale in materia di diritto alla Salute mentale ben sintetizzata dal motto “La libertà è terapeutica”.

Il titolo della canzone trae ispirazione da una scritta poi divenuta celebre trovata in una cella del manicomio di Sassari quando venne liberato dai pazienti internati. La scritta recitava “Voi mi odiate e io per dispetto vi amo tutti”.

Il video e la canzone sono deliziosi, c’è una punta di sublime ironia che valorizza ancor di più l’interpretazione e il testo. Ma c’è un fatto ancor più importante. Questa band sa suonare! E questo nell’epoca degli autotunes e plug in, risulta ancor più straordinario del fatto che sia formata da comunisti convinti. Copio e incollo la playlist dell’album scritta di loro pugno ( possibilmente chiuso ):

PORTELLA DELLA GINESTRA: canzone dedicata alla prima strage di stato del dopoguerra quella di portella della ginestra del 1 maggio 1947.

CANZONE DELL’AMORE (QUASI) LIBERO: testo ironico e scanzonato che prende in giro sia i bigotti sessuorepressi alla Pillon e sia i radical chic che predicano l’amore libero e la parità salvo poi nelle quattro mura domestiche comportarsi come i precedenti suddetti.

SANTA LIBERA: dedicato alla rivolta dei partigiani di Santa Libera che dopo l’amnistia di Togliatti nel 1946 tornano sulle montagne per protesta. Dedicata in particolare all’ultimo partigiano superstite che si chiama Giovanni Gerbi, nome di battaglia Il reuccio.

LA VAL SUSA PAURA NON NE HA: canzone della valle che abbiamo riarrangiato con qualche richiamo alla musica occitana.

L’INTERNAZIONALE: non ha bisogno di presentazioni, salvo che ogni strofa è cantata in lingue diverse e usando versioni particolari tra cui nel finale quella di Franco Fortini.

‘O PADRONE: canzone di Pino Daniele tra le meno note ma tra le più militanti, inclusa nel suo primo disco Terra Mia.

VI AMO TUTTI: canzone dedicata a Franca Ongaro Basaglia.

NON MI SCORDERO’ DI TE: di cui già è uscito il videoclip ed è dedicato alla strage alla Thyssenkrupp di Torino del 2007.

SOCRATES: funky jazz dedicato al mito del calcio brasiliano ed alla sua democrazia corintiana.

LILIT : la prima donna creata da dio non fu Eva ma Lilit che non fu creata dalla costola di Adamo. E’ divenuta Icona delle battaglia per l’emancipazione della donna.

Ce n’è abbastanza per ascoltare “la Goccia e la Tempesta” da cima a fondo. Consigliato ai più giovani per scoprire un pianeta nuovo, solo apparentemente lontanissimo ma in realtà in volo ravvicinato nella nostra orbita terrestre, grazie ai tempi che stiamo vivendo. Un disco che insegna la nostra storia e che offre qualche indicazione per smettere di giocare alla vita virtuale e immergersi nella vita reale, quella in cui si è precari cronici, dove il lavoro è immobile, dove l’economia è stata appaltata alla finanza e la cultura all’intrattenimento. Un mondo dove si ha paura di abbracciare un amico, dove non si può comprare una bottiglia di vino alle 18.00 di sera e dove la “balotta” si fa a un paio di metri di distanza e solo per i congiunti.
Ben venga una band Pop che se ne è accorta. Grazie.

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LA BAND

Giuseppe Violante, Rsu Fiom Maserati (Batteria)
Matteo Parlati, Rsu Fiom Ferrari (Basso)
Francesca Parlati, (Cori, Voce, Tastiere)
Marco Pastorelli, Rsu Fiom Crown (Percussioni autoprodotte)
Valerio Chetta, musicista a ore (piano e Hammond)
Jean Pierre Cronod (Violino)
Massimiliano Codeluppi (chitarre)
Paolo Brini, Comitato Centrale Fiom (Voce)

 

 

 

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