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I Linkin Park, Rolling Stones e la famiglia di Tom Petty contro Trump -Disattivato video elettorale

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Linkin Park, il cui leader Chester Bennington è scomparso tre anni fa, non ci stanno ad essere usati per la campagna elettorale presidenziale del sempre più controverso Trump e così hanno chiesto a Twitter di disattivare un video della campagna elettorale del Presidente, nel quale veniva diffusa in sottofondo una loro canzone, “In the End”.

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La band ha così fatto richiesta al social di Jack Dorsey di rimuovere la clip per violazione del copyright.

Questo il testo del post che i Linkin Park hanno poi diffuso su Twitter:

I Linkin Park non approvano e non sostengono Trump, né autorizzano la sua organizzazione a utilizzare la nostra musica”.

Successivamente poi sul social è apparso il messaggio:

Media disattivato in seguito alla segnalazione del proprietario dei diritti d’autore”.

I Linkin Park si aggiungono alla lunga lista di artisti che ha chiesto al presidente statunitense in carica di non utilizzare la propria musica per promuovere la sua campagna elettorale.

Di recente tanti altri artisti hanno intimato Trump a non usare loro brani per la sua campagna elettorale. Tra questi i Rolling Stones che hanno “promesso” a Trump azioni legali se continuerà ad usare loro canzoni nei suoi eventi. Il Presidente aveva usato la celebre “You Can’t Always Get What You Want” nel recente fallimentare comizio a Tulsa, in Oklahoma. Lo stesso brano era già stato usato nella campagna elettorale del 2016 e già allora i Rolling Stones avevano puntualizzato fermamente con un tweet che “I Rolling Stones non sostengono Trump

Diversi giorni fa anche la famiglia di Tom Petty, morto nel 2017 a 66 anni, aveva chiesto a Trump di non usare più i  brani dell’artista dopo che “I won’t back down” era stata suonata sempre a Tulsa:
Non avrebbe mai voluto che una usa canzona fosse usata per una campagna d’odio”, ha scritto su Twitter la famiglia del musicista.

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