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Francesco Bertoli, “Carpe Diem” è il nuovo album – INTERVISTA

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E’ uscito “Carpe Diem” il nuovo album di Francesco Bertoli, che arriva dopo la partecipazione ad “Amici” di Maria De Filippi, anticipato dal singolo “MC DONALD’S”.
Il titolo deriva dall’omonimo brano contenuto nell’album, ovvero il più rappresentativo del modus vivendi di Bertoli in questo periodo.

Quello di Francesco Bertoli è sicuramente un cognome impegnativo. Per i più giovani o quelli dalla memoria labile, il mio riferimento ovviamente va a Pierangelo, Artista modenese, scomparso da qualche anno, autore di brani autorali come che hanno lasciato traccia. Uno dei primi ad occuparsi anche di ecologia (il brano “Eppure soffia” è del 1976..). O “Certi momenti” del 1980, in cui affrontava il tema del referendum sull’aborto.

Altri tempi forse, ma è inutile guardare nostalgicamente al passato.

Le nuove generazioni, di cui Francesco anagraficamente fa parte, ovviamente hanno l’arduo compito di fare la propria strada nel solco di monumenti, come Dalla, Battisti, Tenco, Bertoli, Mango, Pino Daniele, per citare solo quelli prematuramente scomparsi; e chi più ne ah più ne metta.

L’humus creativo?

Probabilmente la differenza sta nell’humus in cui la musica per quegli Artisti era il brodo creativo primordiale. Meno social, più introspezione, più silenzio e spazio. Più Consapevolezza, più ricerca artistica.

Difficile avere le stesse condizioni oggigiorno. Quindi ognuno fa quel che può come può. La cosa che spesso chiedo a questi giovani artisti nel corso delle chiecchierate che faccio con loro, è come vivono il loro momento creativo, ricevendo risposte varie. Ma tutte col denominatore comune di una diffusa incertezza metodologica, unita però a un desiderio, che in alcuni casi è una vera e propria “urgenza”, di esprimersi.

Va da sè, che in un’era così visual e veloce come quella che viviamo, per chi non ha radici solide e orizzonti che no siano i like, è facile essere travolto. Eppure, in quasi tutti esiste un germoglio di naturalezza che merita ascolto.

Ho sentito le tracce del disco di Francesco, “Carpe Diem” in cui spiccano due cover molto distanti tra loro per stile e genere, Roxanne dei Police e “Io che amo solo te” di Endrigo. Difficile non percepire la distanza tra queste e le sue composizioni originali. Che pur Francesco si impegna a dare vita. Ma forse come disse Francesco De Gregori, “il ragazzo si farà”, non saranno certo le mie parole a decretarne il successo o meno. Che in ogni caso gli auguro. Piuttosto resta da capire la logica di A&R delle discografiche. Ma questo è un altro discorso.

Intervista 

Carpe diem, un titolo profetico quasi. Come nasce?

Nasce dal titolo di una delle canzoni dell’album. Rispecchia un po’ la filosofia che sto cercando di vivere ultimamente, nella mia avita personale. Sopratutto in questo periodo. Credo che rallentare sia salutare per capire.

Come nascono le tue canzoni?

Parto da riflessioni personali, una frase, un pensiero, poi passo alla musica. Cerco di trasmettere il filo emotivo che percepisco.

Hai realizzato questo disco insieme a Carlo Avarelli. Come è nata la collaborazione.

Carlo mi aveva notato durante una mia esibizione in tv, e mi ha contattato. Abbiamo scambiato un po’ di impressioni, e mi ha fatto piacere ritrovare parecchi punti in comune. Penso sia importante questo tipo di intesa per sviluppare un progetto artistico.

Le nuove generazioni nascono prima sulla tv e i social, poi dal vivo. Tu come hai iniziato?

Dall’età di 6 anni ho iniziato a studiare canto, poi pianoforte, e
quindi Beatbox (da autodidatta).
Ho fatto molta esperienza con diverse band sperimentando differenti generi musicali, dal Rock al Soul, dal Blues al R&B, sempre in lingua inglese. Con i JARVIS, in particolare, ho vinto il premio MTV New Generation Award nel 2015.

Nelle serate con la mia band, oltre alle cover, facevmao anche brani nostri. Una bellissima esperienza. Infatti poi quando mi sono trovato negli studi televisivi, mi sentivo un po’ spaesato, non abituato. Ma piano piano l’esperienza dei vari live che avevo fatto, mi ha aiutato.

La scelta delle due cover che hai inserito nell’album, così differenti tra loro, come è nata?

Essenzialmente rispecchiano due lati della mia anima, una più riflessiva e romantica, l’altra più energica. I Police sono stati una band che ho seguito tantissimo nella mia adolescenza, invece Endrigo rappresenta il mondo cantautore e autorale in cui si rispecchia. Il mio lato intimo.

Hai dei punti di riferimento, passati o attuali?

Direi uno su tutti, Tenco. Lo trovo estremamente attuale, in quella sua malinconia, nelle insicurezze che esprime. Nonstante siano passati molti anni.

Si nasce prima sui Social o prima Artisticamente?

Dipende, se vuoi visibilità, ovviamente i social. Io però mi sento un po’ a parte, nonostante abbia un nutrito numero di follower (che saluto). Uso i social per entrare in contatto, più che per mostrarmi. A volte e soprattutto ora, mi collego in dirette su Instagram, per comunicare con chi mi segue, seguendo con naturalezza la mia quotidianità.

Cosa farai adesso, che tutto è bloccato, per la promozione?

Sicuramente e ovviamente starò a casa, come tutti devono fare. Avevo in programma diverse manifestazioni, che per ora sono rimandate, vedremo cosa si potrà fare quando finalmente la situazione migliorerà.

Cosa vuoi dire in questo senso, ai tuoi follower?

Restate a casa, ascoltate musica, ascoltate Carpe Diem! Un abbraccio tutti

francesco bertoli intervista faremusic

Tracklist  “Carpe Diem” – Francesco Bertoli

  • “Carpe Diem”,
  • “Mc Donald’s”,
  • “Buio Pesto”,
  • “La Mia Città”,
  • “Eri Una Festa”,
  • “Roxanne”,
  • “Ognuno Per Sé”,
  • “Geloso”,
  • “Ballo Come Celentano”,
  • “Io Che Amo Solo Te”.

Si ringrazia Eleonora Fusi, Ufficio promozione VIRGIN RECORDS

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