Scrivo da Berlino, dove sono arrivato ieri per due bellissimi concerti con Ludovico Einaudi alla Philarmonie, tempio storico della musica e sala dall’acustica meravigliosa.
Domenica, però, mi trovavo a Parigi, per la seconda tappa del mio Awakening tour, insieme alla mia band.
Parigi è sempre Parigi, tra un bicchiere di Bordeaux e la vista dalla finestra dell’hotel, con a sinistra in lontananza Montmartre, a destra il famoso cimitero di Père-Lachaise (con le tombe di Oscar Wilde, Chopin, Jim Morrison – ma che io non ho visto perché sono rimasto in camera a suonare, col mio rigoroso senso del dovere).
Se a Londra il concerto aveva assunto un vestito quasi religioso, rituale, grazie all’ambientazione della chiesa, a Parigi l’atmosfera è stata totalmente diversa: un club, tra i più belli mai visti, la Bellevilloise.
Un camerino veramente rock’n’roll nel quale ci siamo pentiti di non aver fatto una foto da rockstars. E vabbè, la prossima volta. E il concerto è stato quindi molto bello, più intimo, il pubblico sparso tra tavolini e divanetti. C’erano anche alcuni cari amici italiani, e alla fine non si è potuto non andare a festeggiare, sempre con del buon Bordeaux.
Ora mi vivo queste due giornate berlinesi. Ci sentiamo alla prossima tappa, Porto!

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