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ORNELLA VANONI : IL CORAGGIO DELLA VECCHIA GUARDIA

Una come la Vanoni che dice in tv che cerca badanti che sappiano rollare la vorremmo vedere sempre, se non per verità, almeno per acuto senso dello spettacolo

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Alcune sere fa Ornella Vanoni è apparsa in tv raccontando cose di sé che non riuscirebbe a dire neanche il più arrabbiato rapper o indie nostrano.

Mi faccio le canne da 55 anni. Cerco badanti che sappiano rollare”.

Ironia a parte Ornella Vanoni nelle sue ultime apparizioni televisive ne ha combinate di cotte e di crude. Nel programma di Rai Uno “Una vita da cantare”, credendo di non essere in diretta si è incazzata con l’operatore del gobbo troppo distante da lei, facendole dimenticare un verso de “La canzone di Marinella” di De Andrè. Si potrebbe dirle: “Bhè potevi imparare il testo a memoria”, ma si sa… le prove si fanno in fretta ormai e poi la signora oltre a farsi le canne prima di andare a dormire ha una certa età.

E qui vengo al punto.

La terza età. Periodo della vita in cui la Società dello spettacolo, e non solo dello spettacolo, ritiene che uno debba farsi da parte, perché non ha più nulla da esprimere. Niente di più falso. In realtà Ornella Vanoni ha da dire molto di più di tante sue giovani colleghe che vanno in tv e non sanno snocciolare una frase interessante, aldilà della data del prossimo tour o dell’uscita del nuovo disco.

Un altro esempio.

L’anno scorso Ornella Vanoni ebbe un colpo di sonno durante uno show condotto da Amadeus. Come darle torto? Del resto la maggior parte dell’audience a casa stava facendo la stessa cosa imitandola, ma la Vanoni lo faceva davanti alle telecamere esprimendo nel modo più sincero e diretto, la noia che suscitava quel programma. Un caso o un colpo di teatro dei bei tempi? Direi entrambi. Sta di fatto che quando si fa parte della categoria dei grandi artisti e delle persone intelligenti, il coraggio di dire la verità, anche in televisione o durante le interviste è davvero roba buona.

Nella mia lunga militanza dello spettacolo mi è capitato di lavorare con artisti over settanta, da Nicola Arigliano a Maurizio Vandelli. Bhè, mi sono più divertito a lavorare con loro che con i giovanissimi.

Frank Zappa ha sostenuto in una mirabile intervista che gira ancora sui social, che i giovani sono spesso dei conservatori dato che il successo se lo devono conquistare quindi sono i primi ad aderire ai canoni tradizionali che regolano il Sistema dello Show business. Aveva ragione. Ora generalizzare è sempre sbagliato, ma la sua affermazione era veritiera negli anni settanta come è veritiera oggi.

A quei tempi c’erano artisti dichiaratamente gay che se ne guardavano bene dal professare la loro sessualità per evitare di deludere il loro pubblico. Guarda caso invece, l’anziano Umberto Bindi fu il primo cantautore italiano a dichiararsi omosessuale non facendo alcun mistero, anzi ostentando pure nell’estetica e negli atteggiamenti la sua scelta. Dedicò un 45 giri al suo autista e indossava spesso pellicce da donna portando a spasso i suoi cagnolini.

Se pensiamo poi alle scelte politiche di Sergio Endrigo o di Domenico Modugno, il primo comunista, il secondo radicale, il quadro si completa. Vai a trovare oggi un cantautore che si schieri apertamente contro i nostri politici. Se esiste non è pervenuto.

Tornando alla terza età, forse si potrebbe rovesciare il vaso. Un bel format in tv in cui i tutor sono giovanissimi o quasi, e i concorrenti over settanta. Sarei curioso di vedere Ultimo al banco del giudizio commentare un’esibizione di Shel Shapiro, o Young Signorino un live di Massimo Ranieri, oppure i Maneskin un inedito dei Nomadi e la Michielin una performance di Ornella Vanoni. Potrebbe essere divertente e alla fin fine dimostrare con assoluto realismo dove risiede il talento e la competenza.

Gli artisti non sono fatti per abdicare o per essere rinchiusi in una casa di riposo. Esprimersi è il loro lavoro di una vita. Lo fanno da sempre. Certo forse dovrebbero cambiare le modalità, ma non c’è niente di più reazionario e conservatore nella frase: “Ha fatto il suo tempo”. Il proprio tempo è quello che si vive, a vent’anni come a settanta.

Ecco perché una come Mara Maionchi risulta in tv più contemporanea di una qualsiasi giovane e sgallettata show girl. Come la Vanoni, rappresenta la verità, non perché cerchi di rappresentarla volutamente, ma perché la incarna in modo naturale.

Perché gridare “Largo ai giovani” quando un giovane è più vecchio di sua nonna?

Perché dire a un anziano “Non hai più niente da dire” quando l’anziano è felice di vuotare il sacco e finalmente dire tutto ciò che ha sempre taciuto perché quotidianamente censurato o sconsigliato dai propri manager, discografici, addetti stampa e funzionari?

Squillino le rughe e si suonino le pancere, dunque. Io una come la Vanoni che dice in tv che cerca badanti che sappiano rollare la vorrei vedere sempre, se non per verità, almeno per acuto senso dello spettacolo.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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