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LEMURI, IL VISIONARIO CHE CADDE SULLA TERRA

C’è uno strano personaggio che gira sul web. Il suo nome è Lemuri il Visionario. Il suo ultimo progetto discografico si intitola “Viaggio al centro di un cuore blu”

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C’è uno strano personaggio che gira sul web. Il suo nome è Lemuri il visionario. Sembra uscito da un film di Tim Burton o di Terry Gilliam.

Sembra anche uscito da un fumetto, tant’è che Lemuri lo è diventato sul serio, un personaggio su carta stampata, sia in formato comics che in libro vero e proprio. Sui social girano dei suoi clip assai particolari.

Il primo che ho visto è “Cose Inutili”, chiaramente ispirato a David Bowie, dove lui gioca con pupazzetti, un pianoforte quasi tascabile in un limbo bianco senza alcuna profondità, come sospeso nell’aria.

Certe frasi del suo testo mi hanno colpito: “Credo nella dignità di stare con le mani in mano”, “Vivo per l’effimero-steso sopra il mio divano”.

Una sorta di elogio all’ozio, al totale disimpegno, all’assenza dalla realtà quotidiana. Chiaramente una provocazione dato che Lemuri non è un bimbominkia, ma un cantante e musicista non di primo pelo, ma la cosa sorprendente è il suo look, una sorta di indiano metropolitano precipitato sulla terra da una macchina del tempo impazzita.

Così mi sono chiesto: “Dato che la canzone è interessante, l’arrangiamento e la voce pure… perché si concia così?”.

Poi vado a leggere i commenti postati sotto il clip. Si dividono in esaltazioni e ingiurie in egual misura, ma lui risponde sempre positivamente inondando anche gli haters di cuoricini blu. L’esperienza mi dice che quando un artista divide il pubblico significa che artista lo è sul serio. Chi invece piace a tutti è un prodotto uscito da una catena di montaggio, un anestetico, un farmaco per tutte le stagioni, praticamente un lassativo.

Così incuriosito ho cominciato a indagare e dopo aver visto un secondo clip, “Don Chisciotte”, assolutamente visionario, mi sono detto: “Questo Lemuri ha i numeri”, e scusate il giochino di parole.

Ho cominciato a scrivergli su fb e così ho scoperto che Lemuri è effettivamente esistito come terrestre, ma sotto il nome di Vittorio Centrone, ex leader del gruppo Futuritmi di Pordenone, che per chi non lo sapesse è una città che negli anni ottanta ha sfornato molti musicisti punk e di psichedelia-elettronica.

Poi scopro che Lemuri il Visionario è conosciuto in Francia e le sue illustrazioni a fumetti sono disegnate da un certo Giulio De Vita, uno dei fumettisti italiani più conosciuti a livello internazionale.

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Insomma, per farla breve, comincio a scrivere a Lemuri e ci incontriamo a Milano, anche se lui fa spola tra Budapest e Roma. Ce ne andiamo a bere un caffè alla Feltrinelli in Piazza Piemonte e mi fa ascoltare il suo album appena prodotto. Con la cuffia in testa lo ascolto tutto, dall’inizio alla fine, perché i pezzi sono tutti interessanti, diversi, persino sorprendenti con una produzione impeccabile.

Precedendomi lui mi dice: “Sai, mi sono inventato questo personaggio e questo nome d’arte, così nessuno può rompere le palle a Vittorio Centrone”.

Mi viene in mente che l’hanno fatto in tanti, come il primo Renato Zero per intenderci, ma Lemuri è un personaggio troppo originale per passare inosservato. Dietro però c’è un artista in carne e ossa con una forte esperienza alle spalle e, signore e signori, sinceramente non si capisce perché non abbia ancora avuto il successo che merita.

Probabilmente perché di questi tempi, pochi eccetto i bambini, sono attratti dal fantastico. Non c’è voglia di immaginare un mondo visionario. Tutti vanno dietro a un codice di mercato. Il rapper si tatua anche l’ombelico, la cantante pop tradizionale si veste come una addetta al call center, etc, etc, etc… tutti stili e look prodotti in serie da vendere al centro commerciale.

Lemuri invece non esiste se non nella fantasia, sua prima di tutto.

Bhè ragazzi, di visioni ne abbiamo bisogno sul serio, perché se vediamo un telegiornale e analizziamo i fatti di cronaca c’è da rabbrividire sul serio. Qui c’è gente che porta le svastiche allo stadio, politici che danno del negro a uno che gioca in nazionale e un campionario di gente fuori di testa che sfoga la sua frustrazione sul web aggredendo chiunque.

Se questa è la realtà ben venga Lemuri che ci abbaglia di visioni e di sani suggerimenti come nella meravigliosa canzone “Non ho niente da dire”, dove fa un elogio al silenzio, al pensiero segreto, all’abbandono del giudizio, alla resurrezione della ragione e dello spirito.

Si può credere a uno che intitola il suo album “Viaggio al centro di un cuore blu” e che passeggia in giro con i capelli lunghi come un apache e gli occhi tinti di nero come Annie Lennox ai tempi d’oro, vestito con lunghe giacche di cuoio che spazzano il selciato?

Si gli si può credere perché non è mica un ministro o un deputato, è un artista. Lo è talmente che si trasforma in una visione. Nel 2020 ne sentirete parlare spesso… perché uscirà un libro e un vinile insieme e tanti videoclip visionari.
Benvenuto sulla Terra Lemuri, inondaci di visioni e di fantasia, vediamo troppe cose brutte in giro.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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