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AstiMusica: Donatella Rettore parla della musica, delle radio, dei colleghi – INTERVISTA

AstiMusica prosegue la sua corsa. Si attende Doatella Rettore che salirà sul palco sabato 6 luglio con il suo spettacolo “Rettore e il suo complesso”

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AstiMusica prosegue la sua corsa.
Continua ad Asti la 24ma edizione della rassegna musicale (leggi nostro articolo precedente) ricca di nomi di rilievo del panorama musicale italiano internazionale.

Il festival è stato aperto dal Maestro Mogol, e dopo gli America e i Negrita, si attende con curiosità e voglia di divertimento la “mitica” Doatella Rettore che salirà sul palco sabato 6 luglio con il suo spettacolo “Rettore e il suo complesso”.

Donna e artista sempre libera e controcorrente, personaggio fuori dalle righe, ironica, iconica e trasgressiva, la Rettore l’abbiamo incontrata per una chiacchierata a ruota libera.

Di seguito la sua opinione sulla musica italiana, sulle radio, sui rapporti con i colleghi.

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INTERVISTA – DONATELLA RETTORE

Asti è pronta per ospitarti. La conosci, ci sei già stata?

Ma che, scherzi? Sono 40 anni che canto e vuoi che non la conosca? (ride) E poi il Piemonte e la Lombardia sono le mie roccaforti da sempre!

Il tuo concerto è concomitante con l’Asti Pride che si terrà nella stessa giornata: ti fa piacere questa coincidenza?

Certamente! Purtroppo non potrò essere presente perché sarò in viaggio a quell’ora ma sono da sempre vicina al concetto di LIBERTA’: ognuno deve essere libero di fare ciò che vuole, sempre rispettando le idee altrui. Vivi e lascia vivere. Non il quieto vivere, ma il vivere sereno. La parola chiave è sempre LIBERTA’: puoi decidere di camminare scalza oppure con i tacchi.

A proposito, tu arriverai con i tacchi?

Non credo. Forse li metterò sulla scena ma io sono una che vola basso, mi piace camminare comoda.

“RETTORE e il suo Complesso”. Spiegaci.

Io odio il termine BAND e Gruppo faceva troppo sanguigno. Complesso, invece, fa molto The Rokes o Nomadi, quelli sì che erano complessi. E siccome io ho un complesso di ragazzi giovani e talentuosi che mi accompagna, quello è il mio Complesso.

“Splendido splendente” compie 40 anni. Come lo festeggerai?

Cantando sul palco. Ma la cosa carina è che lo ha festeggiato il mio pubblico, quello che mi segue sempre. Un gruppo di DJ’s della riviera romagnola ne ha fatto un remix che uscirà a breve, in varie versioni ma sempre mantenendo un orecchio all’originale. Come tu avrai notato, ultimamente il Sound Anni 80 è stato valutato come il migliore fino ad oggi. Io spero sempre non in un cambiamento, ma in un rinnovamento: dei suoni e delle tematiche.

AstiMusica ha ospitato in apertura Mogol. Tu hai lavorato con lui?

Sì. Mi scrisse un testo che intitolò “Giulio ha un’idea”, ma non mi piacque affatto come titolo e lo modificai con “Stringimi più forte” che mi suonava decisamente meglio. In genere sono io che mi scrivo i testi, anche se sono aperta alle proposte. E’ che quelle che mi arrivano sono decisamente mediocri e ripetitive, banali, sempre la solita “menata”.

Esiste la misoginia nel mondo musicale?

Certo, esiste eccome! L’ho provata sulla mia pelle. Ma ho trovato anche uomini gentili, addirittura di più di certe direttrici artistiche, escludendo la straordinaria Mara Maionchi, “The Best in the World”, e Giusta Spotti che fu maestra di Mara e che lanciò la sottoscritta, Iglesias e i Matia Bazar, per citartene alcuni.

E l’invidia tra colleghe l’hai patita?

Ma va, basta, è finita quell’epoca lì! Non si vendono dischi, il mondo della discografia boccheggia e dovremmo invidiarci tra noi? Anzi, ti dirò di più, per me non è mai esistita: è così bello collaborare per arricchire il nostro patrimonio musicale! Le rivalità lasciamole a Maria Callas o a Gina Lollobrigida e Sofia Loren, anche se, secondo me, non sono mai esistite nemmeno quelle. La stampa ha sempre bisogno di spettegolare.

A proposito di collaborazioni, tu hai fatto un disco con Marcella.

Sì, un  duetto molto bello e armonico per festeggiare i suoi 50 anni di carriera. Marcella è molto brava e preparata, mi ha insegnato a collaborare. E’ una brava teacher. Il duetto è passato anche in televisione una settimana fa. Uscirà anche come libro e DVD.

Che musica ascolti ultimamente?

Innanzittutto l’ascolto solo su Spotify. Le radio, ultimamente, non mi piacciono per niente. I network sono tracotanti, hanno assunto un aspetto dittatoriale e hanno ammazzato una figura importantissima come quella del DJ che si portava a casa i vinili, si sceglieva le canzoni, si studiava una sua playlist che proponeva agli ascoltatori il giorno dopo, lasciando libera scelta al pubblico di decidere cosa ascoltare.

Ora invece le radio passano sempre i soliti “quattro” artisti, le case discografiche mandano loro i brani via mail e praticamente il lavoro del DJ non esiste più, è diventato solo una persona che chiacchiera, a volte anche a sproposito perché non sa cosa dire. Sono pochi quelli che hanno un eloquio divertente ed intelligente da seguire. A me, per esempio, piace molto Massimo Valli di RMC: quando trasmetteva la sera con Marco Porticelli io spegnevo tv e computer e cenavo con loro in sottofondo. Ecco, loro sì, molto simpatici e divertenti.

Ma c’è un artista che ti piace, che ti fa alzare il volume per ascoltarlo meglio?

Nel mondo?

Restringiamo il campo, diciamo in Italia.

In Italia non comprerei il disco di nessuno. Ho una grande simpatia per Mario Venuti, anche se ho qualche perplessità sul suo ultimo lavoro. Ha scritto canzoni bellissime: io, per esempio, “Crudele” la canterei volentierissimo.

“Donatella è uscita e a casa non c’è“: l’hai mai più vista ritornare?

Oh, sì, ogni tanto la rivedo! Ma è un personaggino davvero troppo particolare! Meglio prenderla con le molle !

Appuntamento con la Rettore è sabato 6 luglio, alle 21, in Piazza Cattedrale ad Asti. L’ingresso è libero.

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