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Daniele Silvestri: “La terra sotto i piedi”, la denuncia e la voglia di comprendere – RECENSIONE

Voto Autore

A 25 anni dall’esordio Daniele Silvestri propone un nuovo capitolo discografico, “La terra sotto i piedi”, album targato ancora una volta Sony Music.

I numeri dicono anche che sono passati tre anni dal precedente “Acrobati”, progetto molto differente dall’attuale… si cambia, ci si evolve, e nel momento della piena maturità – i cinquant’anni di Silvestri – il bilancio personale, accomunato al momento contingente, può spingere verso strade impensate, sentieri che, in piena coscienza, si pensava di dover abbandonare per trovare una sorta di adeguamento alla contemporaneità, e poi, magari per gli stessi motivi, si ritorna sui propri passi, perché il mestiere di musicista/cantautore – e quindi di privilegiato della comunicazione – spinge a creare un disegno in cui ci si possa riconoscere, l’autore e chi lo segue.

Dice Silvestri: “Nel disco precedente – Acrobati – avevo sottolineato come fosse per me necessario raccontare le mie storie da una posizione di vantaggio, a debita distanza, una situazione imposta dall’età, che mi ha spinto verso attimi catartici piuttosto che politici. Ora mi è tornata la voglia di osservare le cose da vicino, cercando di tenere il passo di un mondo che è in continua e rapida mutazione, e faccio fatica a non dire la mia. E voglio perseguire la via della concretezza.”

Le quattordici tracce proposte prendono forma, in lungo tempo, nell’isola di Favignana, il posto magico in cui Silvestri trova piena completezza. Materiale grezzo e idee hanno piano piano trovato maturazione, grazie anche ad una squadra di collaboratori/amici che condividono la filosofia di vita e di lavoro dell’autore.

Cerco sempre di trovare concettualità negli album che ascolto, mi piace immaginare che dentro ad ogni disco sia presente un filo conduttore che lega indissolubilmente i vari episodi, un cordone di saldatura che possa immortalare il momento creativo, diverso da quello precedente e da quello che verrà, e “La terra sotto i piedi” non sfugge alla mia ricerca.

Ciò che Silvestri delinea è il racconto di uno stretto fazzoletto temporale – quello servito per la realizzazione del disco – probabilmente diverso da ciò che sta per arrivare, e quindi esiste l’esigenza di chiarezza di pensiero, un correre e urlare, già sapendo che si sarà sorpassati da nuovi e imminenti eventi che attendono dietro l’angolo.

Ma accanto alla denuncia esiste la voglia e il coraggio del comprendere:

Ho analizzato il movimento trap, per capire cosa ci sia dietro, e qualcosa da salvare c’è, ma è difficile non evidenziare la pochezza di contenuti…”

Da cosa è particolarmente toccato Silvestri in questo momento della vita, analizzando le tracce dell’album?

Sono tanti i punti su cui si sofferma, dall’incapacità palese che abbiamo – giovani e meno giovai – di “gestire la rete” (“Complimenti ignoranti”) alla precisa critica sociale che si sviluppa in “Tempi modesti” (featuring di Davide Shorty) o nel “sanremese” “Argentovivo” (feat. Rancore e Manuel Agnelli), così come la necessità di trovare un punto di incontro con le nuove generazioni (“Tutti matti” e “Blitz gerontoiatrico”).

Tra tanta denuncia non poteva mancare la speranza, quella del cambiamento in positivo, inserita dall’autore in pole position – “Qualcosa cambia” -, atto che profuma di speranza e ottimismo… almeno quello non dovrebbe mai mancare…

Una musica nuova, una strada pulita
L’Europa sognata, la Siria guarita
Un popolo onesto, le navi nei porti
La scuola diffusa, i processi più corti
Una generazione che corregga la rotta
La fiducia che torna, la speranza risorta
La lingua dei segni, spiegata ai bambini
Noi due che riusciamo davvero a restare vicini

Dal punto di vista strettamente musicale esiste una grande variazione di tema, e nonostante sia un contenitore carico di messaggi da condividere, ritmi e melodie appaiono di grande efficacia, facilitatori nel veicolare idee e pensieri verso i destinatari.

Rock moderato, elettronica misurata, ritmi sudamericani e pop tradizionale si mischiano tra loro e regalano all’ascoltatore un disco davvero gradevole, che si lascia toccare con facilità ma che al contempo invita a riflettere e, magari, a prendere posizione.

E per chi volesse ascoltare dal vivo “La terra sotto i piedi” l’occasione arriva in autunno, quando Silvestri inizierà la sua prima tournée nei palasport, con due date speciali in programma il 25 e 26 ottobre dal Palalottomatica di Roma.

Da non perdere, album e concerto!

daniele silvestri

TRACKLIST “La terra sotto i piedi” – Daniele Silvestri

01. Qualcosa cambia – (04:31)
02. Argentovivo – (05:03)
03. La cosa giusta – (03:43)
04. Complimenti ignoranti – (04:08)
05. Tutti matti – (04:42)
06. Concime – (05:22)
07. Scusate se non piango – (06:18)
08. Prima che – (04:04)
09. Blitz gerontoiatrico – (04:02)
10. La vita splendida del capitano – (03:00)
11. Rame – (05:13)
12. Tempi Modesti (feat. Davide Shorty) – (06:21)
13. L’ultimo desiderio – (04:49)
14. Il principe di fango (solo un lieto fine) – (06:49)

Daniele Silvestri

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