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Preascolti dei brani in gara a Sanremo 2019 – PAGELLA e Duetti

Abbiamo ascoltato in anteprima i brani del prossimo Sanremo che andrà in onda dal 5 al 9 febbraio. Le nostre pagelle deipreascolti

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Abbiamo ascoltato in anteprima i brani del prossimo Sanremo che andrà in onda dal 5 al 9 febbraio.

In conferenza stampa sono anche stati annunciati i nomi dei conduttori del Prima Festival, Simone Montedoro e Anna Ferzetti.

Di seguito le pagelle che, è bene precisare, sono il frutto di veloci e brevi preascolti.  Per cui, dopo le esibizioni live, durante la kermesse, la valutazione sulle canzoni potrebbe cambiare.

“Mi farò trovare pronto” di Nek – Voto: 6

Brano decisamente elettopop – dance che raggiunge la sufficienza senza problemi. Ma Nek è artista di grande livello, e potrebbe fare molto di più. Nella serata dei duetti Nek duetterà con Neri Marcorè.

“Un’altra luce” di Nino D’Angelo e Livio Cori – Voto: 7

Sulla carta un brano di Nino D’Angelo è da subito materia da “pregiudizi”, già scartabile. Ed invece spiazza. Nino è bravo, bravissimo e Livio Cori non riesce a reggere il confronto.

“I tuoi particolari” di Ultimo – Voto: 6

Un brano che parla di un amore finito, con tanta melodia e voce struggente. Ma da Ultimo ci si aspetta di più, visti i precedenti davvero indiscutibili. Ci riserviamo di riascoltarlo con più attenzione durante le serate del Festival.
Nella serata dei duetti Ultimo duetterà con Fabrizio Moro.

“L’amore è una dittatura” di Zen Circus  – Voto:9

Dopo aver scioccato tutti per la loro presenza al 69° Festival di Sanremo, gli Zen Circus e Appino continuano sul sentiero rivoluzionario che travolge tutta l’essenza stessa della kermesse canora, perchè si presentano con un brano “politico”, forte, ritmico e con un testo che è un pugno nello stomaco. Se ci fosse un Dio, loro meriterebbero di vincere questo Sanremo, fosse solo per il significato che si potrebbe dare a questa vittoria visti i tempi che viviamo.
Nella serata dei duetti la band si esibirà con Brunori SAS.

“Senza farlo apposta” di Federica Carta e Shade  – Voto: 2

Un altro rap di cui ne avremmo fatto a meno, come tanti inutili rap che sono in giro in questo momento.

“Mi sento bene” di Arisa – Voto: 6

Ad Arisa e la sua fantastica voce, si può perdonare tutto, anche un brano alla “sabato sera”… di un sabato di decenni fa. Un brano, il suo, che se cantato da altri avrebbe lasciato interdetti, ma che la voce di Arisa rende anche piacevole nonostante tutto.

“Abbi cura di me” di Simone Cristicchi  – Voto: 7

Cristicchi è artista di razza, raffinato, essenziale e senza fronzoli. Il suo brano è il riflesso perfetto della sua artisticità, un’opera d’arte “parlata” che riporta alla mente il migliore repertorio dello stesso Cristicchi.

“Rolls Royce” di Achille Lauro – Voto: 8

Interessantissima la proposta sanremese di Achille Lauro. Un brano punk- rock cazzuto che se ne frega dell’istituzionalità della location e della tradizione del festival, e che paragona l’amore a un sexy shop.

“Aspetto che torni” di Francesco Renga – Voto: 6

Renga torna, finalmente, alle origini della sua essenza di interprete, senza rinnegare se stesso e affidandosi ad autori che riportano in alto il suo cuore interpretativo. Sicuramente il suo brano potrà sembrare simili ad altri della sua carriera. Ma così non è. Bisogna ascoltarlo più volte per rendersene conto. Nella serata dei duetti canterà con Bungaro e la ballerina Eleonora Abbagnato.

“I ragazzi stanno bene” di Negrita – Voto: 7

I Negrita si presentano con un brano di cui c’è tanto bisogno in questo periodo, una canzone di speranza, che parla di navi che non hanno porti in cui attraccare … e i riferimenti sono tutti voluti. Plauso a loro e al loro coraggio. Ce ne fossero artisti che cantano senza remore tutta la merd* che succede di questi tempi, e che lo fanno su di un palco come quello di Sanremo.
BRAVI

“Parole nuove” di Einar  – Voto: 2

Einar presenta una canzone che dall’inizio alla fine risulta “non pervenuta”.

“Un po’ come nella vita” di Patty Pravo e Briga – Voto: 3

Davvero si fa fatica a capire il perchè hanno voluto umiliare una diva eterna come Nicoletta con una nullità come Briga. Certe volte si fanno dei danni così insensati che verrebbe da spaccare tutto. Forse cantata solo da Patty Pravo la canzone avrebbe avuto altro destino, una meta ben definita. Ora è una “cosa” ibrida, informe, con parole e note messe lì senza senso.

“Per un milione” di Boomdabash – Voto: 5

Sinceramente chi scrive si aspettava qualcosa di diverso dai ragazzi salentini. Ma si ha la sensazione che abbiano solo riproposto loro stessi senza fare altro, senza coraggio, con le solite sonorità. Peccato.
Nella serata dei duetti si esibiranno con Rocco Hunt.

“Le nostre anime di notte” di Anna Tatangelo – Voto: 4 

Quello che ti aspetteresti dalla Tatangelo al Festival di Sanremo è tutto nel suo brano in gara, senza sorprese e senza variazioni sul tema: melodia da Teatro Ariston, brava cantante, grande intonazione… e tanta noia.

“Soldi” di Mahmood – Voto: 8

Mahmood è bravo e su questo non si discute. Il suo brano non è da meno, ben confezionato da Dario Faini e Charlie Charls. Spicca lo stile elegante e raffinato del giovane artista, che fa ben sperare per un futuro non troppo lontano.
Nella serata dei duetti si esibirà con Guè Pequeno.

“L’ultimo ostacolo” di Paola Turci – Voto: 7

Paola Turci è, forse, la migliore cantautrice italiana degli ultimi anni, forte della sua coerenza artistica, della sua onestà compositiva e interpretativa, sempre vera e sempre “giusta. E il brano di questo Sanremo è la giusta riprova che possono salire in cattedra solo chi ne ha le capacità, e la Turci ne ha da vendere.
Nella serata dei duetti si esibirà con Beppe Fiorello.

“Argentovivo” di Daniele Silvestri – Voto: 9

Un’altra grande canzone “politica” a Sanremo, un brano dalla bellezza e genialità sconvolgente, dai contenuti che ti fanno venir voglia di alzarti in piedi e battere le mani fino a sanguinare. Un brano che, in questo momento storico, DOVREBBE vincere il Festival per scuotere l’indifferenza di tanta, troppa gente.
La performance presenta un geniale featuring con il rapper Rancore. Un duo, quello di Silvesti e Rancore, che SPACCA tutto ciò che deve essere spaccato.
Nella serata dei duetti ci sarà Manuel Agnelli.

“Solo una canzone” di Ex-Otago – Voto: 4

Dalla band genovese ci si aspettava qualcosa di più certamente. Difficile trovare anche l’ispirazione nel cercare le parole per parlare di questo brano. Si attende il riascolto

“Cosa ti aspetti da me” di Loredana Bertè – Voto: 6

Con questo brano Loredana prosegue il momento positivo, a livello artistico, della sua rinata carriera.
La Bertè meriterebbe un Premio da parte del Festival, e speriamo che quest’anno sia la volta buona, perchè le regine vanno onorate…
Nella serata dei duetti, Loredana si esibirà con Irene Grandi.

“Nonno Hollywood” di Enrico Nigiotti – Voto: 6

Bella canzone questa di Nigiotti, che parla di suo nonno e dei suoi ricordi.
Enrico è bravo e il palco dell’Ariston lo merita tutto, perchè se lo è sudato con tanta gavetta e sofferenza. Lui è sicuramente, per la sua generazione, un cantautore vero e sincero, che non ha bisogno di “arzigogolature” per mettere in mostra tutte le sue capacità.
Nella serata dei duetti si esibirà con Paolo Jannacci.

“Dov’è l’Italia” di Motta – Voto: 9

Motta si propone, a giusta ragione, come l’esponente più grande e convincente dell’indie italiano. Un brano IMMENSO, che parla di immigrazione con una maestria autorale degna di immenso rispetto.
Un’alta canzone, questa, dalla forte potenza evocativa se si tiene conto del messaggio sociale che porta in se, un brano che le canta di santa ragione all’imbarbarito uomo medio italiano, ammaliato da figure penose come quella dei Salvini di turno.

“La ragazza col cuore di latta” di Irama – Voto: 5

Il ragazzo ha un bel timbro e buone intenzioni. Ma tutto finisce lì. Poche emozioni e poco “mestiere” (autorale…).

“Rose viola” di Ghemon – Voto: 8

Bel brano quello di Ghemon, uno dei migliori di questo Sanremo, sia nel sound che nel testo. Bello il riff che rimane in testa e non ti lascia più. Questa canzone resisterà a Sanremo stesso: la sentiremo anche nei mesi successivi al Festival.

“Musica che resta” Il Volo – Voto: 3

Il brano sembra Grande amore la vendetta 2. Nulla è cambiato da allora. Pessima canzone allora e pessima canzone ora.
Ma purtroppo il “popoletto” festivaliero delle zie e delle nonne, è rapito dai facili Do di petto ingolati… e forse i tre vinceranno anche. Ma si sa, l’Italia è quel posto in cui la “cultura” è cosa per pochi: qui piace chi mostra i “muscoli” … o la gola che non ha mai conosciuto le virtù del diaframma.

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