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Emendamento Battelli contro il secondary ticketing: la SIAE appoggia, la Commissione Bilancio vota sì

E' passato l'emendamento di Sergio Battelli che sostiene l’obbligo del nome sul biglietto per i grandi concerti come misura contro il secondary ticketing

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“I bagarini che lucrano sulla passione e le emozioni degli spettatori per il loro profitto hanno i giorni contati”.
Con queste parole il Presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera, Sergio Battelli, ha commentato il “primo sì” al discusso emendamento di cui è primo firmatario e che sostiene l’obbligo del nome e cognome sul biglietto per i grandi concerti e gli spettacoli di maggiore richiamo come misura contro il fenomeno del secondary ticketing.

“L’emendamento a mia prima firma, che introduce i biglietti nominali per eventi in strutture con una capienza superiore ai 5.000 spettatori, ieri in tarda serata ha incassato il parere favorevole della Commissione Bilancio e si prepara ora ad affrontare l’Aula e, poi, il Senato” – ha spiegato Battelli – “Diciamo che il 50 per cento è fatto: potrà subire modifiche e, perché no, miglioramenti ma il cuore della proposta è vivo e pulsante. Consentendo a tutti di comprare biglietti al loro prezzo nominale il testo mira ad abbattere il mercato secondario, spazzando via sia le società off shore, che rivendono online i biglietti a prezzo maggiorato, che i bagarini davanti ai cancelli“.

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Biglietto nominale, accompagnato da un valido documento d’identità, come unico mezzo per accedere all’area dello spettacolo, quindi.

Abbiamo previsto, inoltre, un meccanismo di cambio nome (e recupero del denaro in caso di rivendita) per chi fosse impossibilitato a utilizzare il biglietto – ha specificato Battelli –Comprare i biglietti per un evento al loro giusto prezzo sembra un’ovvietà ma, fino a oggi, non è stato così. Ecco perché credo che questa proposta sia una piccola grande rivoluzione”.

La proposta – ha a sua volta precisato il sottosegretario ai beni culturali Gianluca Vaccaprevede l’introduzione dei biglietti nominali per eventi in impianti con capienza superiore ai 5000 spettatori, vale dunque solo per i grandi eventi e comunque non riguarda gli spettacoli di lirica, balletto, sinfonica, cameristica, jazz, prosa, danza, circo contemporaneo, che vanno invece sostenuti, e nemmeno gli eventi sportivi”.

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Tra i primi sostenitori della manovra il direttore generale di SIAE Gaetano Blandini, certo che solo il biglietto nominale possa “contrastare il fenomeno del secondary ticketing, a tutela del cittadino-utente, dell’erario dello Stato, ma anche della migliore tutela del diritto d’autore”.

Come recita la nota rilasciata stamattina dalla Società Italiana Autori e Editori, “SIAE conferma il massimo sostegno all’emendamento dell’Onorevole Battelli e auspica che diventi legge, anche se sarà poi necessario accelerare sulle modifiche tecniche in relazione alla più ampia normativa dei misuratori fiscali sulle quali Agenzia delle Entrate e SIAE stanno già lavorando“.

Mimmo D’Alessandro

Di tutt’altro parere AssomusicaMimmo D’Alessandro, con Adolfo Galli a capo della D’Alessandro&Galli, agenzia di concerti organizzatrice, tra le altre, del Lucca Summer Festival, per il quale la manovra, se accolta, rappresenterebbe “la morte del nostro settore“.

Secondo il promoter, “se la nuova normativa proposta dovesse diventare effettivamente legge, gli indecisi ai concerti non ci andranno più. Le code agli ingressi, in virtù dei controlli delle identità, diventeranno infinite, è – cosa più grave per il pubblico – il prezzo dei biglietti triplicherà per far fronte alle spese supplementari che le produzioni si troveranno a far fronte“.

Per D’Alessandro si tratta di una manovra punitiva nei confronti di un intero comparto: “Oggi facciamo i sold-out con un anno di anticipo: con le nuove norme previste dall’emendamento, nessuno si azzarderà a comprare i biglietti una decina di mesi prima dell’evento. I bus organizzati di appassionati spariranno. Andare al concerto non sarà più una gioia, ma una vera e propria impresa, che farà scappare la voglia a molti“.

E come fare allora per combattere il secondary ticketing?

Combattere il bagarinaggio – perché il secondary ticketing non è nient’altro se non bagarinaggio – è come combattere la prostituzione: è un fenomeno che c’è sempre stato e che sempre ci sarà, che viene alimentato in primis da chi ne fruisce – ha ribadito D’Alessandro -; Per far sparire il secondary ticketing basterebbe che il pubblico la smettesse di rivolgersi ai siti dove si pratica bagarinaggio online. Invece per combatterlo si è scelto di mettere in crisi un settore che la crisi, fino a oggi, non l’aveva ancora conosciuta. Del resto in Italia funziona così: se qualcosa va bene, ci si impegna e si fa di tutto perché vada male“.

In conclusione, “mi domando se chi ha proposto l’emendamento conosca il lavoro che facciamo. L’industria della musica dal vivo in Italia vale almeno un miliardo di euro l’anno: diamo lavoro a migliaia di persone, siamo in settore in crescita costante che ha saputo creare un vero indotto“.

Per parte loro, promotori e sostenitori ribadiscono la fondatezza della manovra, che Battelli garantisce essere “frutto di un lavoro intenso portato avanti da anni e che ha visto il coinvolgimento e il confronto con i principali operatori del settore” e che, per Vacca, “è il punto di approdo del grande lavoro svolto sul secondary ticketing nella scorsa legislatura, che ha prodotto un’indagine conoscitiva di oltre 200 pagine con le considerazioni di tantissimi operatori del settore”.

Piccola grande rivoluzione culturale o morte di un intero settore?

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