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Concerto di Natale per i Rifugiati: da Dee Dee Bridgewater all’Amoroso, Elisa, Meta e altri

Concerto di Natale: andrà in onda in TV il 24 Dicembre. Quest'anno l'evento aiuterà i rifugiati. Tanti gli artisti, cantanti, musicisti, ballerini e altri

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Dall’intramontabile voce jazz di Dee Dee Bridgewater al pop d’amore della nostra Alessandra Amoroso, da Anastacia, a Raphael GualazziEdoardo BennatoElisa, Ermal Meta e Giovanni Caccamo, passando per il flautista rumeno Gheorghe Zamfir, le performance di danza di Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero e il gospel degli americani New Direction Tennessee State Gospel Choir, l’offerta musicale del Concerto di Natale 2018 è variegata e allettante.

Coordinate dall’Orchestra Universale Sinfonica Italiana diretta da Renato Serio con la collaborazione di Stefano Zavattoni, e con un cast che si arricchisce di giorno in giorno, le esibizioni attese per l’edizione 2018 del Concerto di Natale ci aspettano il 15 dicembre nell’Aula Paolo VI del Vaticano.

In tv, vedremo invece l’evento su Canale 5 e su reti tv internazionali la sera della vigilia, il 24 dicembre.

Nato ventisei anni fa su iniziativa dell’indimenticato Papa Karol Wojtyla per finanziare la costruzione di una cinquantina di chiese romane in vista dell’Anno Santo, il Concerto di Natale, nel corso degli anni, ha visto in scena molti di più grandi nomi della scena musicale mondiale. Da Lucio Dalla a Mercedes Sosa, dai Manhattan Transfer a Dionne Warwick, da Pino Daniele a Patti Smith, da Antonella Ruggiero a Renato Zero, in tantissimi hanno presenziato a questo appuntamento ormai imprescindibile.

Come consuetudine, al centro dell’evento, un tema importante; quest’anno si punta a raccogliere fondi per creare centri educativi e di formazione, punti d’aiuto e d’accoglienza in tanti paesi del mondo per i milioni di rifugiati che stanno scappando da fame, povertà, guerre. Si pensi che, solo in Congo, ben 4 milioni di persone su muovono all’interno del paese in cerca di luoghi più ospitali in cui poter sopravvivere.

Nel 2017 il concerto, realizzato grazie a numerosi sponsor, fra le vendite dei biglietti, i diritti TV e le donazioni, raccolse oltre 300 mila euro.

Al momento due sono i progetti cardine: quello della Fondazione Pontificia Scholas (che, fra le altre cose, nel Kurdistan iracheno ha messo in piedi un progetto di scolarizzazione in un campo profughi) e le Missioni Don Bosco curate dai salesiani, cui si deve la creazione di un campo a Palabek, in Uganda, capace di ospitare circa 40 mila persone.

Si tratta di emergenze cui tutti i Paesi che vogliano definirsi civili non possono che far fronte il prima possibile, assieme.

Anche questo Natale, dunque, musica, arte e spettacolo per una buona causa.

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