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Salmo: “Playlist”, una BOMBA tra vecchi scoreggioni della pop e giovani rappusi – RECENSIONE

Salmo è più vivo che mai.“Playlist” sono tredici tracce che a due giorni dall’uscita hanno superato i dieci milioni di ascolti su Spotify

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Un album che è uscito come una bomba, semplicemente perché è una bomba.

Intenso anche quando diventa romantico; diverso eppure rispettoso dell’equilibrio; aggressivo ma a suo modo docile. Un album rap, ma di un rap che sa diventare pop radio, perché anche il pop cambia, come tutto, come noi, come il mondo, come il tempo.

E Salmo, a dispetto del suo nome, è più vivo che mai.

“Playlist” (Sony music) sono tredici tracce che a due giorni dall’uscita hanno superato i dieci milioni di ascolti su Spotify a sottolineare  la forza della maturità di un artista che si prepara a conquistare i palasport di tutta Italia.

Che poi qui c’è la forza di chi ha imparato le regole del gioco e ci sta dentro con un piede, infrangendo con l’altro il muro del prevedibile di cui si beatifica la canzone italiana della tradizione che piace tanto ai cultori dell’intonazione.

Salmo spacca perché arriva prepotente con i suoi versi, con le sue accuse sociali, con le rime visive, con la voce sfatta e una musica a dir poco sorprendente per idee, suoni insoliti, incastri di rumori, e spesso una piacevole disordinata armonia.

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Salmo è sardo di Olbia, ha 34 anni, e ormai da sette conquista un pezzo di pubblico alla volta: ma adesso questo nuovo album è proprio quello della maturità artistica, della consacrazione pubblica.

Fratè, non è che non sento, è che proprio non capisco cazzo mi hai detto” (in “90mm”).

Scrivere per Salmo è come fare un film, in cui personaggi suburbani sovrappongono le immagini della loro vita: in fondo, quando crei, immagini un mondo, lo definisci, lo rendi reale.

Mi lamento del paese, non arrivo a fine mese, tutta colpa dei migranti” dice in “Stai Zitto” (una delle hit dell’album, cantata con Fabri Fibra). C’è della politica, ma anche molta anti-politica nel tessuto narrativo di Salmo: uno spirito dichiaratamente anti-leghista (che ha voluto subito esporre nelle interviste di presentazione del nuovo lavoro) anche se c’è sempre della contraddizione quando attacchi il sistema ma ci sei in mezzo, quando chiami in causa i valori e scrivi almeno due brani in cui esalti il denaro fine a se stesso; c’è sempre qualcosa di stonato nel chiamarsi fuori dal mercato e poi fare la promozione al centro commerciale.

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Anche questo è rock’n’roll.

Le canzoni hanno sempre una vita loro, al di là dell’artista, si infilano nel nostro immaginario, diventano parte della nostra vita. E da questo punto di vista chi ne se importa se Salmo attacca Salvini: anche Salvini, c’è da scommetterci, questo disco se lo ascolta e ci si diverte.

Volevo fare il batterista, suonar con un gruppo rock, meglio che fare il giornalista e pensare sia un lavoro scrivere su Rolling Stone” canta in “Cabriolet” che è forse il brano più radiofonico, più facilmente pop, più suadente (cantato in coppia con Sfera Ebbasta e la sua voce dal timbro vellutato). Ecco, scrivere su Rolling Stone può darsi che non sia un lavoro, ma fare il giornalista lo sarebbe (altrimenti pare di sentir parlare Di Maio!).

Per chiudere, è fortissimo quell’attacco frontale al pop dei cinquantenni: “I vecchi scoreggioni della pop music sono in difficoltà, sono confusi, in classifica per primi solo i rappusi“. Ed era ora. Un ragazzino delle medie non ha un sano equilibrio musicale se ascolta la stessa musica che ascoltano i suoi genitori. Le canzoni sono società, sono vento, sono aria, sono la trasformazione delle cose e delle persone dell’animo umano. E’ giusto ribellarsi all’ordine precostituito, è giusto dividere l’adolescenza dal conformismo.

Biagio Antonacci se l’è presa, pazienza. “Auguro a Salmo di avere tutto il mio successo”, ha detto forse interpretando il pensiero di molti big dell’Italia che canta.

Ma ormai c’è un’Italia che rappa e trappa, che trasforma e conquista. E Salmo, adesso, è l’eroe.

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TRACKLIST “Playlist” – Salmo

1. 90MIN 
2. STAI ZITTO 
3. RICCHI E MORTI 
4. DISPOVERY CHANNEL 
5. CABRIOLET 
6. HO PAURA DI USCIRE 
7. SPARARE ALLA LUNA 
8. PxM
9. IL CIELO NELLA STANZA 
10. TIÈ!
11. ORA CHE FAI?
12. PERDONAMI 
13. LUNEDÌ

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