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Claudio Baglioni: l’Arena si inchina a 50 anni di carriera straordinaria – RECENSIONE

Baglioni, l'Arena e 50 anni dicarriera. L'anfiteatro si inchina al gladiatore della musica italiana che con "Al Centro" racconta un viaggio lungo 5 decenni

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L’Arena di Verona si inchina al gladiatore Claudio (Baglioni), nelle tre serate – evento che celebrano i suoi 50 anni di carriera, con “Al Centro” (leggi articolo sulla conferenza stampa), un viaggio che racconta cinque decenni di storia italiana.

Uno show simile ad un Kolossal, confezionato in maniera impeccabile, con oltre tre ore di live e 33 brani in scaletta, tutti rigorosamente presentati in ordine cronologico, cesellati da scenografie spettacolari affidate alla maestria di Giuliano Peparini.

Il tutto inizia con due file di uomini con la valigia che escono da uno degli archi dell’anfiteatro muovendosi verso la platea dell’Arena. Camminano su lati opposti fino a salire sul palco, “al centro” di tutto quello che c’è intorno. A quel punto le file di uomini si disgregano e da essi spunta lui, Claudio Baglioni, che posa la sua di valigia, posa il suo “bagaglio” musicale lungo 50 anni e inizia a cantare “Questo piccolo grande amore”, tra gli applausi e l’ovazione di un pubblico generoso ed emozionato tanto quanto l’artista sul palco, un pubblico che decora totalmente la platea, occupando ogni singolo posto tutto intorno all’interno dell’Arena.

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Il “capitano coraggioso” riporta l’Arena alle origini, come su detto con il palco “al centro” (denominazione che indica anche il nome del tour), e un anfiteatro (interamente numerato) che abbraccia ogni nota, ogni parola, di uno dei più grandi cantautori della storia italiana.

Lo show non concede un attimo di pausa, chiamando un’attenzione e partecipazione continua, grazie alla bellezza del repertorio e alla straordinaria bravura dei ballerini ed equilibristi che si muovono sul palco e tutt’intorno.

Definire il live di Baglioni “semplicemente” un concerto è estremamente riduttivo, com’è estremamente riduttivo raccontarlo a parole, perché nessuna parola potrà mai descrivere la bellezza, la MAGIA dell’Arena con Claudio Baglioni.

Il live ha ospitato anche un grande momento di commozione, con uno striscione dedicato a Genova, a un mese esatto dal crollo del ponte, sul tappeto di note del Maestro Walter Savelli, al pianoforte.

Così Baglioni ha domato l’Arena, circondandosi dei più grandi e curando ogni minuto di ogni straordinaria esibizione. Lui che ha scritto tra le più belle canzoni della musica italiana, a inizio serata si sorprende ancora di essere durato “nel tempo”. Ma chi ha scritto “Mille giorni di te e di me”, facendo cantare a squarciagola un’Arena di cinque generazioni differenti, non può più sorprendersi dell’eterno.

È eterno lui stesso.

Questa sera si potrà vivere la magia di “Al Centro” con la diretta televisiva di Rai uno, affidata alle sapienti mani di Duccio Forzano.

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SCALETTA – “AL CENTRO” Arena di Verona – Claudio Baglioni

1)    Questo piccolo grande amore (da “Questo piccolo grande amore” – 1972)
2)    Porta Portese (da “Questo piccolo grande amore” – 1972)
3)    Quanto ti voglio (da “Questo piccolo grande amore” – 1972)
4)    Con tutto l’amore che posso (da “Questo piccolo grande amore” – 1972)
5)    Amore bello (da “Gira che ti rigira amore bello” – 1973)
6)    W l’Inghilterra (da “Gira che ti rigira amore bello” – 1973)
7)    Io me ne andrei (da “Gira che ti rigira amore bello” – 1973)
8)    E tu (da “E tu” – 1974)
9)    Poster (da “Sabato pomeriggio” – 1975)
10)    Sabato Pomeriggio (da “Sabato pomeriggio” – 1975)
11)    Quante volte (da “Solo” – 1977)
12)    Solo (da “Solo” – 1977)
13)    Un po’ di più (da “E tu come stai?” – 1978)
14)    E tu come stai? (da “E tu come stai?” – 1978)
15)    I vecchi (da “Strada facendo” – 1981)
16)    Ragazze dell’est (da “Strada facendo” – 1981)
17)    Via (da “Strada facendo” – 1981)
18)    Strada facendo (da “Strada facendo” – 1981)
19)    Avrai (singolo del 1982)
20)    Uomini persi (“La vita è adesso” – 1985)
21)    Un nuovo giorno o un giorno nuovo (“La vita è adesso” – 1985)
22)    Notte di note, note di notte (“La vita è adesso” – 1985)
23)    E adesso la pubblicità (“La vita è adesso” – 1985)
24)    La vita è adesso (“La vita è adesso” – 1985)
25)    Mille giorni di te e di me (da “Oltre” – 1990)
26)    Acqua dalla luna (da “Oltre” – 1990)
27)    Noi no (da “Oltre” – 1990)
28)    Io sono qui (da “Io sono qui” – 1995)
29)    Le vie dei colori (da “Io sono qui” – 1995)
30)    Cuore di aliante (da “Viaggiatore sulla coda del tempo” – 1999)
31)    Sono io (da “Sono Io, L’uomo della storia accanto” – 2003)
32)    Tutti qui (da “Tutti qui – Collezione dal 1967 al 2005” – 2005)
33)    Con voi (da “ConVoi” – 2013)

 

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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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