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Dischi e promozione, una piccola giungla tra televisione, radio, rete e classifiche

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Emma Marrone con un’ospitata ad Amici, la trasmissione dove è nata la sua carriera, ha risollevato le sorti del suo album “Essere qui”, uscito lo scorso gennaio e presto scomparso dalle zone alte delle classifiche di vendita. Dopo due singoli accolti freddamente dal pubblico, “L’isola” ed “Effetto domino”, si è prontamente arrivati all’uscita di un nuovo estratto “Mi parli piano”, brano richiesto a gran voce anche dai fans sui social, che lo hanno etichettato come uno dei migliori del disco.

Dopo la partecipazione di Emma Brown al talent di Canale 5 ed essere tornata all’ovile da “mamma Maria, dove abbiamo assistito ad un improbabile duetto Belen/Emma in cui Emma imitava Belen che a sua volta imitava Emma, il disco è risalito fino a tornare nella Top Ten. Su Itunes è arrivato anche al 1° posto per qualche giorno, per poi scendere in posizioni più basse. Il nuovo singolo è entrato invece al n. 89 della charts.

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Emma e Belen ad Amici

Ovviamente, ed è superfluo ricordarlo, i numeri delle copie vendute o scaricate sono da contarsi con le dita di una mano o forse di due, ma questo non è un problema solo di Emma ma un po’ di tutto il mercato e soprattutto di quei personaggi troppo “pompati” mediaticamente negli anni e ora scoppiati come una bolla d’aria.

Comunque, questo è l’ennesimo esempio di come la televisione possa influenzare i gusti del pubblico. Vedremo se il disco potrà avere una seconda giovinezza o se è solo un fuoco di paglia.

Emma insiste nel dire che secondo lei è il suo miglior disco. Sul buon gusto della signorina Brown possiamo però avere dei legittimi dubbi, soprattutto se si fa riferimento alla Marrone come autrice, ma non solo. Non lontani sono i tempi all’Eurofestival del 2014 dove la Marrone si presentò con un look e una immagine di se improponibile, posizionando l’Italia al peggior piazzamento di sempre.

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E proprio parlando del festival della canzone europea, certi dischi prodotti dai nostri aspiranti big (fortunatamente non tutti)  hanno lo stesso suono da pseudo tarantella-pop che proponevano improbabili artisti dell’est europeo, la cui carriera iniziava e finiva con il festival canoro. Volete fare un passo avanti?

Il potere del mezzo televisivo è imponente, non c’è dubbio.

Spesso durante i vari Festival estivi, dal Festivalbar in giù, si presentavano negli anni ‘80 improbabili artisti perlopiù stranieri, spacciandoli per superdivi e riuscendo a piazzarli ai piani alti delle vendite.

Logicamente la maggior parte di loro durava il tempo di una stagione o forse due, ma tanto serviva per dare ossigeno alla casse assetate delle case discografiche. Un esempio lampante fu Nick Kamen. Madonna lo vide nel famoso spot della lavanderia in mutande, e gli creò una mini carriera, più mediatica che musicale. E dopo un paio di dischi è tornato da dove era arrivato… in lavanderia!

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Nei programmi del sabato sera italico, dagli anni ‘60 i poi, i più grandi cantanti presentavano i loro nuovi lavori, sicuri che dopo pochi giorni avrebbero raggiunto la vetta delle vendite.

Ai tempi le radio non erano così influenti sul mercato discografico e la tv era l’unico mezzo per farsi pubblicità, da Sanremo a Canzonissima. Per non parlare delle sigle televisive, che permettevano a personaggi prettamente televisivi di vendere vagonate di dischi, da Alberto Lupo a Raffaella Carrà, da Corrado a Pippo Franco.

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Anche grandissimi nomi, come Battiato e Celentano sfruttarono la tv per lanciare e rilanciare i propri dischi.

Battiato pubblicò nell’ottobre del 1981 “La voce del padrone”, che sfonderà il tetto del milione di copie, primo caso in Italia. L’inizio fu difficile, il disco vendeva pochino. Dopo un po di ospitate in tv e il video di “Bandiera Bianca”, a marzo 1982 il disco approda al 1’ posto e li vi rimarrà per 18 settimane.

Celentano, nel 1984, ormai all’apice della carriera cinematografica, Adriano incide “I miei americani…”, antologia di brani standard americani. Per la promozione giusta ci vuole la tv e così avviene. Ospite a Fantastico, improvvisa un balletto sulle note del singolo “Susanna”, accompagnato da una scatenata Heather Parisi, ed il disco fa subito centro, riportando Adriano in classifica dopo anni di latitanza.

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Diversamente da tutti, i rapper o trapper, nuovo fenomeno della musica italiana, hanno evitato sia le radio che le tv, sfruttando i video, la rete e il passaparola; i loro dischi stanno occupando da settimane tutte le posizioni più alte della classifica, anche a scapito di chi la TV l’ha usata, attraverso Sanremo per esempio. Indipendentemente dai gusti, e questa è forse l’unica novità nello stagnante mondo musicale italiano.

Vedremo come si evolverà.

Se un disco vende di più quando viene presentato in TV, vuol dire che è inutile fare promozione attraverso la radio ? O non per tutti gli artisti funziona così? Ci sono i “televisivi”, figli dei talent e di qualche dio minore, ed i “Radiofonici”, più impegnati e di altro spessore?

Ci sono soluzioni a questa diatriba? Forse no, forse l’unica sarebbe fare dei bei dischi… ma questo è un altro discorso, più lungo e complicato.

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