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Françoise Hardy: la sana malinconia di “Personne d’autre” – RECENSIONE

Françoise Hardy è tornata con il suo 24° album in studio, “Personne d'autre”. Il disco è da assaporare scegliendo bene il momento della fruizione. Risulta come una proposta sottovoce, soffusa, intimistica, un modo di proporsi garbato

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Françoise Hardy

Non c’è nulla del mondo musicale francese, passato e presente, che non mi porti tristezza, uno stato d’animo che spesso vado a ricercare quando decido che è il momento di ascoltare Aznavour, Bécaud, Piaf, Fugain, Dassin, Polnareff o, per parlare di qualcosa di più recente, Alizée Jacotey.

Françoise Hardy non sfugge a questa regola, e accosto immediatamente il suo nome ad un brano che mi fa percorrere in un attimo tutta la mia vita, passando dalla preadolescenza per approdare alla maturità, periodo che mi ha portato a vivere per molto tempo a contatto con i vicini francesi: il brano è ovviamente “Tous les garcons et les filles”. 

Ma ci sono novità musicali importanti che riguardano la Hardy, perché la cantautrice e icona della moda francese ha appena pubblicato il suo 24° album in studio, “Personne d’autre”.

Con 10 canzoni originali e due cover, ritorna a sei anni di distanza da “L’Amour Fou” del 2012.

Personne d’autre” contiene, oltre agli inediti, una canzone cantata in inglese (“You’re My Home“, scritta da Yael Naïm), una cover di “Seras-tu Là” di Michel Berger e un adattamento del gruppo musicale Poet of the Fall “Sleep“.

Françoise Hardy

Da sottolineare per i più giovani che la Hardy raggiunse la fama da adolescente, attraverso la sua voce meravigliosa, la profondità della composizione e la colorata malinconia, ingredienti che le permisero di vendere milioni di dischi in tutto il mondo francofono e non solo. Mick Jagger, Bob Dylan e altri ancora si lasciarono andare all’incantesimo di una cantante che si rivelò come uno dei più autorevoli interpreti capaci di “uscire” discograficamente dalla Francia, negli anni ‘60.

Il nuovo album segue un lungo periodo di silenzio, intervallo in cui molti dei suoi fan avevano creduto in un ritiro prematuro dalla musica.

Spiega Francois: “Per molte ragioni, alcune estremamente razionali, non avevo intenzione di creare un altro album. Le circostanze hanno deciso diversamente. Lo start è avvenuto quando mi sono innamorata di una canzone che ho sentito per caso, ‘Sleep’, della band finlandese Poets of the Fall. L’ho proposta ad Erick Benzi a cui è piaciuta e poi, con mia sorpresa, mi ha mandato diverse belle melodie da lui composte che mi hanno ispirato a scrivere alcuni testi .

La Grande Sophie, appreso che avevo ricominciato a scrivere, mi ha mandato una canzone meravigliosa, ‘Le Large’, Pascale Daniel mi ha regalato una melodia inquietante, e poi una canzone di Yael Naim in inglese mi ha fatto venire le lacrime agli occhi… L’album si è praticamente realizzato da solo, e tutto sotto la guida e il talento di Erick Benzi, senza il quale nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile“.

Il disco è da assaporare scegliendo bene il momento della fruizione. Risulta come una proposta sottovoce, soffusa, intimistica, un modo di proporsi garbato, quasi in punta di piedi, ma traccia dopo traccia quel sentimento a cui accennavo inizialmente si fa sempre più consistente e lo spleen pervade l’ascoltatore regalando una sana malinconia.

Potrebbe spuntare qualche lacrimuccia, lo so, ma vale la pena ascoltarlo…

Françoise Hardy

Tracklist Personne d’autre – Françoise Hardy

 1. A cache-cache
 2. Dors mon ange
 3. Personne d’autre
 4. Un seul geste
 5. You’re My Home
 6. Seras-tu là ?
 7. Quel dommage 
 8. Train spécial
 9. Brumes 
 10. Trois petits tours 
 11. Le large
 12. Un mal qui fait du bien

 Françoise Hardy

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