Home L'INDIPENDENTE L’Indipendente – Contro l’omologazione torna la musica dialettale?

L’Indipendente – Contro l’omologazione torna la musica dialettale?

Musica dialettale contro la spersonalizzazione del mondo globalizzato. La musica dialettale per contrastare il mainstreaming affinchè si possano ritrovare le proprio origini e una nuova identità culturale, anche musicale.

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musica dialettale
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A fine dicembre a Genova c’è stato un grande progetto musicale di beneficenza, al quale hanno partecipato anche grandi artisti, per ricordare I Trilli, storico duo musicale dialettale genovese che vede ancora tramandate le sue canzoni tra le giovani generazioni, mentre Bobby Soul ha appena dato alle stampe un cd con alcune canzoni in genovese e a La Spezia un gruppo di giovani artisti ha omaggiato con un cd un artista dialettale locale come Eugenio Giovando, mentre a Milano c’è stata grande commozione per la scomparsa di Nanni Svampa, che stava lavorando a un nuovo progetto musicale sempre legato al dialetto milanese con il gruppo di Rock Targato Italia, mentre ancora il cantautore Giangilberto Monti ha recuperato in un cd le canzoni di Dario Fo, che spesso hanno usato un gramelot con testi certamente non omologati alla normale lingua italiana utilizzata nelle canzoni pop.

In Emilia-Romagna è uscita una legge per la tutela e lo sviluppo del dialetto romagnolo e si stanno tornando a realizzare canzoni nei diversi dialetti della Romagna e molti giovani musicisti di qualità si stanno riappropriano del migliore liscio della tradizione dopo il boom della Notte del Liscio come Extraliscio e Quinzàn, mentre sono tanti i giovani artisti al Sud che stanno lavorando al recupero di grandi artisti come la siciliana Rosa Balistreri, solo per citare una delle più grandi che ha lasciato un segno indelebile anche nella musica italiana, mentre in Toscana è partito un crowfunding per realizzare un disco omaggio a Caterina Bueno, esponente di spicco degli stornelli toscani, ma non solo, e in Puglia sono ancora ai vertici dei live concerti come quelli dei Sud Sound System e a Napoli dei 99 Posse, che insieme a tanti altri, hanno sempre usato il loro dialetto come forma di espressione attraverso la musica, anche fuori dall’ambito strettamente folk, per non parlare poi, ricordando nelle Valli Bergamasche e della Bresciana due artisti dialettali come Il Bepi e i rapper dei Dellino Farmer, di un grande artista come Cesare Basile che con il dialetto è riuscito ad abbinare musiche straordinarie di ricerca indie e, in ultimo, il festival dedicato ad Andrea Parodi in Sardegna certamente alla ricerca di sonorità etniche legate anche al dialetto della sua terra.

E tante altre forme artistiche in giro per tutto il nostro Paese, senza dimenticare di citare Davide Van De Sfroos che in tempi non sospetti ha sdoganato il dialetto di un’area della Lombardia certamente non facile e che ancora fa il suo importante lavoro di diffusione del dialetto lagheè che è riuscito a imporre e fare conoscere ben al di fuori dei suoi ristretti confini. Per non parlare infine del romanesco de Il Muro del Canto che con i suoi successi, come quello con Piotta, diventato colonna sonora di Suburra, l’ha riportato in voga tra le nuove generazioni convincendo anche uno storico cantautore come Luca Barbarossa a presentare a Sanremo una curiosa e divertente “Passame er sale”.

Di fronte ad un mondo sempre più globalizzato e a una musica sempre più omologata è in atto sotterraneamente una grande rinascita e una grande attenzione da parte di una area di musicisti e artisti insieme ad un pubblico attento alla ricerca di qualità della proposta musicale di una ricerca delle proprie radici per attingere nuovi stimoli e nuove proposte musicali rinnovandole. Qui per contrastare i talent e le altre tradizionali reti omologanti, siamo fuori da tutti i circuiti tradizionali sia mainstream e alternativi con artisti che certamente meritano di essere tenuti d’occhio e valorizzati, perchè potrebbero tornare a esplodere presto vista l’esigenza della ricerca da parte di ognuno di noi di una nuova identità culturale che ci caratterizzi, anche musicalmente, di fronte alla spersonalizzazione del mondo globalizzato.

Staremo a vedere se questo fenomeno crescerà, se ne nascerà un festival che li faccia incontrare, una web radio che li trasmetta e una piattaforma che magari raccolga le migliori forme della nuova musica dialettale ben presente e radicata oggi in Italia e probabilmente destinata a una nuova vita.

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