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Musica indipendente della Generazione X anni ’70: era meglio allora?

Musica indipendente oggi? Si fa presto a parlarne e definirla addirittura "alternativa", facendola passare per un prodotto culturale

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Musica indipendente oggi? Si fa presto a parlarne facendola passare per alternativa, o ancor più per un prodotto culturale.

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Oggi, con la maggior parte della “Generazione Z” (Generazione dei nati dopo il 2000), questi termini, secondo me, hanno perso totalmente il loro significato originario.

Nella prima e seconda metà degli anni settanta, “Generazione X”, esistevano dei Consorzi che raggruppavano vere etichette indipendenti, distribuite però dalle major di allora. Case come l’Ultima Spiaggia fondata da Nanni Ricordi o dalla Cramps fondata da Gianni Sassi. Le major di quella musica indipendente o alternativa non ci capivano un cazzo per cui finanziavano le etichette competenti per esplorare nuovi target e mercati. Se uno degli artisti funzionava, tendevano ad assorbirlo contrattualmente nel loro catalogo.

Le etichette allora godevano di assoluta libertà artistica ed editoriale, promuovevano i loro dischi sfruttando canali compatibili nelle radio, stampa e locali assolutamente affini. Da quella esperienza sono nati artisti come Ivan Cattaneo, Area, Eugenio Finardi, Franco Battiato, Claudio Lolli e tanti altri. Il termine “indipendente” allora presupponeva quindi una configurazione e una filosofia assolutamente integra e credibile.

Etichette indipendenti sono sopravvissute fino a circa gli anni novanta e un po’ oltre – con la Generazione Y o Millennials (i nati dal 1980-2000) -, dove gli spazi “alternativi” esistevano ancora, come ad esempio i circuiti dei Festival dell’Unità o le televisioni musicali tematiche come Videomusic e Match Music.

Dopo, solo diluvio e buio fitto.

Con l’avvento della rivoluzione digitale 2.0 tutto questo è scomparso. O meglio, le etichette esistono ancora in qualche modo, ma di “alternativo”, artisticamente parlando, non è rimasto nulla. Si parla un po’ a vanvera di musica e di artisti indipendenti, gonfiando il presunto “fenomeno” con termini alquanto risibili come “musica rivoluzionaria”, “nuovi mercati”, etc, etc. Come possono essere considerati indipendenti personaggi come Sfera ebbasta o Ghali o similari, soprattutto se guardiamo nella direzione della Trap-Hip Hop-Rap attuale italiana?

Tanto per fare tre esempi? Dove sta l’indipendenza, quando ci si presta a fare da testimonial di gioielli, telefonia mobile negli spot pubblicitari o a partecipare al Festival di Sanremo nei giochini delle giurie segrete dei televotanti? O peggio ancora ad esibirsi all’interno dei Centri Commerciali confusi tra mille loghi e brand di multinazionali?

L’unica pubblicità che fece Franco Battiato su idea del geniale e provocatore art director Gianni Sassi, fu quella per i Divani Busnelli, dove Franco Battiato, vestito da freak americano e truccato come un vampiro psichedelico, sedeva su un divano in pelle sotto lo slogan: “Che c’è da guardare, non avete mai visto un divano?”. Fu l’unica e la foto passò alla storia della comunicazione pubblicitaria almeno 15 anni prima delle campagne di Oliviero Toscani.

Oggi l’immagine utilizzata di questi artisti “indipendenti” non ha nulla di differente dalla tradizionale immagine pubblicitaria mass consumer. Il manifesto di Sfera ebbasta con tanto di pelliccia rosa, affisso nelle stazioni metropolitane delle maggiori città italiane, sembra la campagna pubblicitaria della vecchia Pellicceria Annabella. Rispetto al manifesto di Battiato-Busnelli è davvero convenzionale e persino tradizionale. Non parliamo poi degli spot di Levante e della bigiotteria discount. A confronto, la Sabrina Ferilli di Poltrone e Sofà sembra Patty Smith, dato che la Ferilli di fare l’alternativa o indipendente non ci pensa proprio per cui alla fine risulta più credibile della giovanissima “indipendente cantatutor”.

Ci si può definire indipendenti quindi? Se si, da cosa e da chi?  Fatecelo sapere perché non l’ho ancora capito. A me sembra tutto una melassa pop, il nuovo Mainstream, nel senso più tradizionale del termine.

Altro mito da sfatare poi, è il concetto che la musica “indipendente” sia, a prescindere, qualitativamente migliore di quella tradizionale. Certo, a volte lo è, ma certamente, soprattutto oggi, così non è in senso assoluto. Questa è una retorica imbalsamata e consunta. Chi può affermare con ragionevolezza che Sfera ebbasta sia più indipendente (o meglio “alternativo”) di Caparezza? O che Lo Stato Sociale sia migliore di Elio E Le Storie Tese? Per favore, non scherziamo.

Gli Skiantos per essere indipendenti prendevano ad esempio i Pooh come band da “odiare”, esattamente il loro opposto artistico. Lo slogan degli Skiantos era: “Gli Skiantos non sanno suonare”. Freak Antoni dichiarava di essere fiero di “ragliare nei dischi”. Più indipendenti e alternativi di così si muore.

Oggi una band “indipendente” oscilla tra una partecipazione al Concertone del Primo Maggio e un’esibizione alla Esselunga, passando per le telecamere di X Factor o di The Voice e affini. Cristina Scabbia passa dai Lacuna Coil alla lacuna in prima serata di The Voice, ad esempio. E scusate il giochino di parole. Qualcuno farà fatica a trovare le differenze tra lei e Dolcenera, perché nel pop tutto si omologa, si assemblea, come nelle tradizionali melasse, decotti e marmellate.

Quindi se proprio volete usare termini come “alternativa” o “indipendente”, fateci capire il senso, il significato, il valore, altrimenti per favore fatene a meno e mettetevi in fila alla cassa come tutti gli altri.
Grazie.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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