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Joe Satriani: l’album “What happens next” è un grande manuale di chitarra rock- RECENSIONE

Joe Satriani, chitarrista rock tra i più noti e apprezzati al mondo, collaboratore di Mick Jagger e Deep Purple, è uscito con l'ultimo album, “What happens next”, realizzato con i musicisti Glenn Hughes (bassista Deep Purple) e Chad Smith (batterista Red Hot Chili Peppers).

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Joe Satriani
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Joe Satriani, chitarrista rock tra i più noti al mondo, ha appena dato alle stampe il suo ultimo lavoro da solista: “What happens next”.

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Il mondo dello spettacolo e della musica sono ambientati in un’ingannatrice sensazione di eterno presente, e questo fa dimenticare che stiamo parlando di un musicista di oltre sessant’anni di età e oltre trenta di carriera ad altissimi livelli, con varie nominations ai Grammy e collaborazioni di enorme spessore come quella con Mick Jagger e con i Deep Purple.
Il nome di Satriani è garanzia di tecnica sopraffina, di suono imponente, pronuncia e fraseggio energici, ed il nuovo lavoro non tradisce le aspettative. La chitarra rock è uno strumento per niente facile, il suono distorto grosso e non “zanzaroso”, la pennata netta e fluida, il “timing” preciso e ricco di groove, il fraseggio sensato armonicamente e molto spesso notevolmente veloce non sono caratteristiche ottenibili da tutti, anzi.

Joe Satriani

Il nostro Joe espone nelle dodici tracce un vero e proprio manuale di chitarra rock, a partire dal primo brano, nomen omen “Energy”: grande spazialità, tutti in gran spolvero, praticamente una esposizione delle armi in possesso del nostro e dei suoi compagni di ventura, Glenn Hughes e Chad Smith.

Sonorità più particolari in “Catbot”, brano che passa da un claustrofobico ostinato ad una bella apertura e soprattutto ad un bel solo. Una cassa in quattro e un arpeggio meccanico introducono i riff sui bassi che caratterizzano l’incipit di “Thunder High On The Mountain”, che propone poi uno sviluppo molto lirico esposto da una chitarra veramente magistrale, sostenuta da un vigoroso bel basso a evidenziare le armonie. Forse è superfluo ricordare che si tratta proprio di Glenn Hughes bassista dei Deep Purple e che Chad Smith è lo storico batterista dei Red Hot…

“Cherry Blossoms”  rappresenta un momento più intimista, almeno all’inizio, con un arpeggio in minore che accompagna un gradevole tema; successivamente non mancano momenti di crescita ma colpisce che i cambiamenti di dinamica abbiano  sempre una logica e un senso.

Joe Satriani

Ambiente più tendente al pop in “Righteous”, belle tastiere, ritmica sempre risolutiva e uso del wha ad accompagnare un Joe molto solare; questo mood prosegue con “Smooth Soul”, in cui lo sviluppo in maggiore del bel tema iniziale sembra però un po’ slegato dal contesto. Si ritrova il tradizionale Satriani nella traccia successiva “Headrush”: brano strutturato su riff velocissimi, tecnica tremenda da parte del nostro ma anche dei suoi compagni, tutti in particolare evidenza. Il solo è di una difficoltà tecnica imbarazzante ma conserva suono e musicalità, la prestazione di basso e batteria è veramente un concentrato di maestria rock.

Arriva “Looper”, bella ritmica funk per un pedalone molto danzante, grande perizia da parte di Joe nell’uso degli effetti come il wha sia in quelli di pronuncia della pennata; altro bell’incipit funk sul brano successivo “What happens next”, title track affascinante, con strofa su soli due accordi proposta con begli incastri ritmici. Satriani coglie l’occasione per dare una pratica dimostrazione di cosa voglia DIRE autorevolezza nella esposizione di un tema e di un solo.

Con “Super Funky Badass” viene proposta una sorta di sintesi di quanto sentito finora: ritmica rock ma tendente al funk, strofa su pedale che successivamente apre in modo sontuoso, release che svuota tantissimo la dinamica, chitarra che suona con una tecnica micidiale ma mai fine a se stessa e soprattutto in modo consequenziale, logico e musicale. Il brano ha una grande crescita, forse un po’ psichedelica, chitarristicamente è probabilmente il momento più alto, tanto che lascia delusi il finale tronco: si vorrebbe che proseguisse ancora…

Joe Satriani

Preceduto da una intro veramente roboante, è un tema molto interessante quello del penultimo pezzo, “Invisible”. Riconducibile ad una sorta di rock-jazz di illustri riferimenti, ricco di stacchi e changes of mood in cui fa capolino anche un pianoforte suonato con voicings armonicamente non solamente di estetica rock.

Il CD si chiude con “Forever and ever”, chiude in bellezza, con la chitarra di Joe che propone una intro di pronuncia Hendrixiana e un tema molto cantabile e positivo. Un breve solo ci ricorda con chi abbiamo a che fare ma non solo dal punto di vista della velocità: colpiscono sempre il suono e la chiarezza di intenti, l’equilibrio tra blues feeling e l’energia più propriamente rock, la compiutezza delle frasi musicali e la loro pronuncia sia dal punto di vista del groove che proprio della pennata.

Sicuramente un CD da riascoltare con piacere più e più volte, un vero manuale di chitarra rock e non solo, con una ritmica veramente possente ma mai fuori misura e con tantissimi spunti di studio per gli strumentisti. Appare molto appetibile la prossima visita di Satriani in Italia…

TRACKLIST : What Happens Next –Joe Satriani

1 Energy 
2 Catbot 
3 Thunder High on the Mountain 
4 Cherry Blossoms 
5 Righteous 
6 Smooth Soul 
7 Headrush 
8 Looper 
9 What Happens Next 
10 Super Funky Badass 
11 Invisible 
12 Forever and Ever 

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Alessandro Filindeu
Vivo a Roma, non sono un giornalista, sono musicista professionista da quando avevo ventidue anni, ambito pop ma formazione jazz, ho suonato in una cinquantina di programmi Rai, ho ottenuto la idoneità per insegnare in Conservatorio nel 2005, lavoro con un importante produttore come assistente musicale e di produzione e come chitarrista, ho collaborato con vari musicisti, scritto e arrangiato un po' di cose, avuto a che fare con il Festival di Sanremo in varie "vesti" a partire dal 1993. Insegno chitarra moderna in varie scuole di area romana, armonia moderna e tecnica dell'ascolto presso la "Accademia Spettacolo Italia" di Roma. Ho collaborato come "ghost writer" a due tesi di laurea in storia della musica pop italiana, ho partecipato alla organizzazione di varie Master Classes di grandi musicisti italiani e stranieri, in tempi recenti ho co-prodotto due cantanti esordienti, con ambedue fallendo clamorosamente ma acquisendo di conseguenza una grande conoscenza del mondo del pop italiano degli ultimi anni. Ho una maturità classica, ho frequentato due facoltà universitarie e un Conservatorio per un totale di 21 esami sostenuti ma non ho finito nessuna delle tre cose, inevitabilmente la mia prima attività è quella dell'insegnante.

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