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martedì, Aprile 16, 2024

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Manuale di sopravvivenza elettorale

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E’ già iniziata la guerriglia elettorale.
Cecchini muniti di tastiera si appostano tra i post.

Non so voi, ma io purtroppo ne sono bersagliato. Ferite psicologiche profonde che provocano uno strano e inatteso rigonfiamento nel basso ventre, altrimenti detto Orchite.

L’ossessione della campagna elettorale da parte dei vari fondamentalisti digitali è materia per gli esperti di antropologia che perlomeno hanno l’accortezza di leggere più libri che post su facebook. Che cosa spinga la maggioranza degli italiani (quelli che ancora votano) a interessarsi ai partiti è davvero un mistero non svelato. E’ ora che la scienza se ne occupi seriamente.

In metrò ogni mattina vengo taggato da un fiume di venditori di pozioni magiche, pusher della peggior specie propagandistica. Spacciatori di tagli alle tasse, di milioni di posti di lavoro, fuoriuscita dall’Europa, pace nel mondo, sconfitta del cancro entro la prossima legislatura, pari diritti tra uomini e animali, divorzio lampo in 12 ore, autonomia della Rai dai partiti e vai con la fiera dei sogni.

L’italiano medio è colui che cerca ancora un leader messianico dotato di bacchetta magica che possa trasformare il Paese in un vero e proprio Stato. Da Mussolini in poi questa è ancora oggi la speranza di milioni di elettori italiani. Nessuno riflette sul semplice fatto che con questa legge elettorale niente potrà mai cambiare, Mattarellum, Rosatellum, Orchitellum che sia. L’italiano va a votare il leader, neanche più il partito o la coalizione. Si parla solo di Renzi, di Berlusconi o di Grillo.

A costoro sfugge il fatto che la Germania in queste ore ha fondato un’alleanza tra Schultz e la Mekel che mette al primo posto gli interessi della nazione e del popolo tedesco e non dei singoli partiti. In Italia tutto questo è impossibile. Siamo rimasti ai tempi degli Orazi e Curiazi, Guelfi e Ghibellini e delle Repubbliche marinare. E’ persino impossibile accordarsi tra i leader della stessa coalizione o dello stesso partito, figuriamoci tra tutti. Risibile a questo proposito l’epiteto di stalinista che Maroni ha rivolto a Salvini. Neanche Crozza ci sarebbe arrivato. In questo poi la sinistra, centro sinistra o come diavolo volete chiamarla è la prima in classifica.

Pensiamo alla discesa in campo di Giorgio Gori a Governatore della Lombardia. Se andiamo a leggere i commenti su ogni suo post elettorale, viene la pelle d’oca. Sembra che si parli di Inter e Juventus. Rarissime sono le riflessioni su ogni specifico tema. Il 90 per cento vertono su accuse impietose o elogi spropositati nei confronti del candidato. Del suo programma non se ne parla mai.

Non parliamo poi della situazione romana, altro caso da congresso scientifico. In questo scenario pandemico l’unica soluzione è mettere in pratica una sorta di manuale per la sopravvivenza intellettuale e culturale che possa metterci al riparo da qui al 4 marzo. Una sorta di vaccino infallibile.

Prima cosa è bannare dalle proprie amicizie i fondamentalisti politici, i tossici dell’urna. Mai avventurarsi in dibattiti, neanche esprimendo con un tono pacato, un dubbio o un quesito, perché si viene subito assaliti da ingiurie, offese, equivoci di ogni sorta. Se fai un commento ironico su Di Maio vieni subito taggato come un renziano. Idem il contrario. Si travalica il fanatismo religioso anche oltre le faccine emoticon.

O si è un’anima pura o un peccatore conclamato. Un onesto o un ladro, un buono o un cattivo, un fascista o un comunista.

Un interista o uno juventino praticamente. Tifo da stadio che culturalmente parlando nulla ha a che vedere con gli interessi di un Paese. Quindi se proprio non volete bannare qualche vostro amico politicamente tenace su Facebook, perché magari non sta bene, mettetelo almeno in pausa per un mese, così leggerete meno fandonie e fanatismi.

Se possibile disertate anche i talk show perché di propaganda ne avete già fatto il pieno. Se proprio amate la tv e non avete voglia di uscire con gli amici e andare a teatro o al cinema, guardatevi qualcosa di interessante o di stimolante. Con 6000 canali digitali avrete tutto e di più a disposizione. I talk show da evitare li sapete. Meglio rivedere per la ventesima volta “Paris Texas” di Wenders o le repliche di “No Reservations” con Antony Bourdain.

Circa i giornali, potreste saltare le pagine di cronaca politica e concentravi sulla cronaca internazionale, le pagine culturali, quelle di spettacolo e lo sport. Avrete anche a disposizione una settimana infinita di canzoncine da gustare. Prima del 4 marzo ci sarà Sanremo, che bene non fa, ma perlomeno a cantare non saranno né Di Maio, né Berlusconi, né Renzi, né Salvini. Gli altri non pervenuti.

La soluzione televisiva migliore comunque è far finta di essere all’estero, quindi vedetevi fiction americane, show cooking cinesi, sport internazionale, tennis, rugby, sci, campionato di calcio russo (in rete si trova ed è anche più divertente del nostro perché si gioca sulla neve e sul ghiaccio). Meno roba italiana vedrete meglio sarà per voi, almeno fino al 4 marzo.

Chi ha tempo potrebbe anche fare dei corsi di lingua estera: cinese, giapponese, tedesco, arabo, etc…
Consigliatissima anche la cucina etnica per allenarvi a nuovi sapori, odori e digestioni.
Se qualche amico vi tira per la giacchetta per invitarvi a dibattiti, concertini, happy hour, flashmob a favore di partiti, liste, etc… dite che avete il bambino o la baby sitter con la febbre, tanto l’influenza durerà fino a fine febbraio. Dopo i giochi saranno già fatti per cui gli “eventi” elettorali saranno più o meno finiti.

Che dire ancora ? Ah si … guardate le previsioni almeno tre giorni prima del 4 marzo. Se ci sarà il sole fatevi un weekend lampo altrove. L’Italia offre un vasto campionario di possibilità alternative. Tornate il 4 a notte inoltrata per evitare le code in autostrada, così sarete stanchi dal viaggio e avrete una scusa perfetta per NON vedere alla tv gli exit pool elettorali.

Buona sopravvivenza nei prossimi due mesi. Il manuale non è a scopo di lucro, quindi fatelo girare. Suerte!

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