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I NERD di Pharrell Williams escono a fine anno con “No_One Ever Really Dies”, miglior album del 2017 -RECENSIONE

NERD, irresistibile band di Pharrell Williams, Chad Hugo e Shay Haley, tornano con un album strepitoso, “No_One Ever Really Dies”, che contiene collaborazioni con Kendrick Lamar, Rihanna, Ed Sheeran e Andre 3.000

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NERD, irresistibile band di Pharrell Williams, Chad Hugo e Shay Haley, tornano con un album STREPITOSO.

A stravolgere inaspettatamente le classifiche dei migliori album del 2017 già stilate un po’ ovunque dai critici musicali, il 15 dicembre è uscito per la Columbia Records il nuovo album dei NERD, “No_One Ever Really Dies”.

Il lavoro, che arriva a ben 7 anni di distanza da Nothing, vede appositamente riunita la formazione di Pharrell Williams con Chad Hugo (i due hanno dato vita anche ai The Neptunes) e Shay Haley (il percussionista che i critici nostrani ironicamente definiscono il Mauro Repetto della band), dopo il lungo periodo in cui Williams è riuscito a diventare una star di prima grandezza, tra linee d’abbigliamento create a proprio nome, produzioni-chiave dell’r&b (si pensi a Beyonce) e un deciso impegno politico a favore della comunità di colore.

“No_One Ever Really Dies” è un disco di qualità. Forte della presenza di numerosi ospiti, dal rapper più osannato del momento Kendrick Lamar (in due canzoni) alla stilosa popstar Rihanna, quest’ultimo lavoro – il cui titolo scioglie l’acronimo che dà il nome alla band stupisce in positivo riprendendo e insieme innovando la “tradizione” dei NERD.

Williams e soci, infatti, restano fedeli all’eclettico stile “pastiche” già sperimentato nei quattro lavori precedenti, più o meno riusciti esempi di un’originalissima e bizzarra fusione di mondi musicali funk, punk-rock, r&b e chi più ne ha più ne metta – e caratterizzati da testi altrettanto ricchi di citazioni e richiami.

Nell’album è come se tutti questi ingredienti, potremmo dire abituali, fossero stati mixati in proporzioni perfette: nessun eccesso, nessuna sbavatura per una ricetta evidentemente davvero ispirata, energetica (vedi il sound freschissimo del primo singolo estratto, Lemon, con una Rihanna particolarmente a suo agio nelle vesti di rapper) e coerente a fronte delle molteplici e differenti personalità invitate a collaborarvi.

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In “No_One Ever Really Dies” riescono infatti a convivere senza forzature rimandi ritmici ai migliori Devo (1000), esperimenti vicini a quei Daft Punk (Lightning Fire Magic Prayer) con cui Williams ha collaborato in questi anni (sua la voce di Get Lucky), chitarre impazzite alla Clash (il refrain della splendida In deep down booty thurst); non mancano poi riuscite incursioni nel raggae (Lifting you, con la strepitosa voce di Ed Sheeran) e commistioni bizzarre ma convincenti (su tutti Rollinem 7’s, pezzo trascinante con inserti drum ‘n’ bass impreziosito dalla voce di Andre 3.000 degli Outkast, gruppo di punta dell’hip hop più recente).

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A dosare e miscelare i tanti ingredienti è un Pharrell Williams decisamente più maturo: a confermarlo i testi, quasi tutti schiettamente politici e il cui fil rouge è la questione razziale.

Don’t don’t do it!”, è forse il brano più rappresentativo di quanto andiamo sottolineando. Incentrato su una tematica assai attuale negli USA – gli abusi delle forze dell’ordine ai danni delle fasce sfortunate della popolazione americana – l’ultimo estratto dell’album è per Pharrell stesso “il cardine” dell’intero disco: “[L’omicidio di Keith Lamont Scott del 2016, ndr] l’ho visto al telegiornale. Abbiamo quel pazzo nella stanza dei bottoni [Trump, ndr] e la polizia che spara a cittadini di colore disarmati. Ho nascosto questa storia sotto una veste così gioiosa perché volevo essere sicuro che nessuno si lasciasse sfuggire il messaggio“. Musicalmente “Don’t don’t do it!” è una miscela esplosiva e potente: esordisce carezzevolmente, diventa un pezzo in stile Artic Monkeys e termina poi col rap serrato e ipnotico di un Kendrick Lamar in ottima forma.

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“No_One Ever Really Dies”, dicevamo, ha tutto il diritto di finire in testa alle classifiche dei lavori più belli del 2017: è un disco politico, solido, eclettico ma coerente.

TRACKLIST “No_One Ever Really Dies” – NERD

    1. Lemon- (03:39)
      2. Deep Down Body Thurst – (04:11)
      3. Voilà – (04:20)
      4. 1000 – (04:03)
      5. Don’t Don’t Do It! – (04:17)
      6. ESP – (05:29)
      7. Lightning Fire Magic Prayer – (07:44)
      8. Rollinem 7’s – (05:09)
      9. Kites – (04:50)
      10. Secret Life Of Tigers – (03:45)
      11. Lifting You – (03:42)

 

 

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