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RADIO IN BUONA SALUTE? SI FORSE… CERCHIAMO DI CAPIRE

di Luigi Calivà

Radio, un importante mezzo mediatico di cui la musica ha bisogno.

Ma non parliamo della musica che trasmettono le radio, su questo argomento già si leggono molte fesserie, e molti teorici del complotto sui social scrivono spesso di cose che non conoscono, fantasticando spesso di discografici e lobby di potere.
Parlo di radio come media.

La realtà dei dati di ascolto in crescita presentati da un paio di giorni, ci mostrano che il pubblico italiano gradisce le radio nel suo complesso, compresa la musica, e ci confermano che alcuni generi musicali sono e resteranno di nicchia, visti i piccoli numeri di certe emittenti specializzate.

I dati di ascolto della nuova indagine RADIO TER (Tavolo Editori Radio) appena divulgati, ci dicono che la Radio è in buona salute, aumenta il totale degli ascoltatori radio, ma il cambio di metodologia rivela alcuni problemi di interpretazione, essendo il dato 2017 e 2016 ormai non più comparabili.

I dati del giorno medio comparato ci fanno comunque capire quali sono i numeri attuali rispetto ai precedenti;

radio

L’interesse del grande pubblico non è certo lo stesso degli editori radiofonici né quello degli inserzionisti pubblicitari, quindi per pubblico ed addetti ai lavori l’interesse è spesso musicale o al puro intrattenimento.

Dall’interesse verso un media storico come la radio si comprendono molti dei comportamenti ed abitudini del pubblico italiano.

Alcuni addetti ai lavori asseriscono che la RADIOVISIONE, cioè quel mix di radio e tv utilizzato da RTL 102.5 nel suo canale DT non influisce sugli ascolti, in realtà i dati nuovi aumentano il divario tra le radio del podio allargato (RTL102.5, RDS, RADIO ITALIA, e DEEJAY), là dove RTL102.5 per numero di ascolti e di ben oltre 2,5 milioni superiore ai suoi competitors.

Cosa è, e cosa offre in più la RADIOVISIONE?

La RADIOVISIONE è la trasmissione in contemporanea sia in radio che in televisione della diretta radiofonica.

Offre una copertura più capillare sul territorio, là dove non arriva la frequenza radiofonica, arriva il segnale televisivo, e in più aggiunge un nuovo modo di usufruire della radio non in mobilità, modo tradizionale che è il principale nell’ascolto radiofonico.

“Chi ascolta la radio in automobile sono il doppio di quelli che ne fruiscono con classico ricevitore da tavolo.” (Fonte Eurisko).

Facendo un ragionamento logico, per nulla scientifico, dettato da esperienza, intuito e conoscenza delle dinamiche del media in questione, avendo lavorato in radio (RDS) per 16 anni, con ruolo dirigenziale, ne deduco che se RDS avesse la “RADIOVISIONE” sarebbe molto più vicina a RTL 102.5 come ascolti. Quindi assume un valore maggiore il suo secondo posto in classifica, cosi come si giustifica la lenta scalata agli ascolti di RADIO ITALIA (terzo posto) che invece la RADIOVISIONE la possiede, anche se realizzata in modo diverso da quella di RTL 102.5, comunque è un dato eclatante se consideriamo il format musicale tutto italiano.

Fortemente penalizzata risulta invece RADIO DEEJAY, ex leader incontrastata per molti anni degli ascolti radiofonici in Italia, che la frequenza tv la aveva, ma che è stata venduta dal suo gruppo editoriale per motivi probabilmente economici. A mio parere un grosso errore.

RADIO DEEJAY cerca di supplire alla assenza della “RADIOVISIONE” con la presenza in Tv di DEEJAY CHIAMA ITALIA, programma di punta tutte le mattine dalle 10 alle 12 con Linus e Nicola Savino trasmesso sul canale DT DMAX, e inoltre cerca ora di conquistare posizioni con il ritorno di FIORELLO in radio con il SOCIALISTA, secondo me penalizzato dall’orario 7,00 del mattino e dalla durata, circa un quarto d’ora, forse un po’ poco per fare la differenza e spostare ascolti.

Altro punto di forza che sostiene RADIO DEEJAY, ma evidentemente non è determinante, é la leadership nel mondo social:

“(Fonte Prima Online) L’emittente de gruppo Espresso che si conferma sempre di più come uno dei brand più seguiti in Italia se si considerano anche i valori complessivi sui propri profili nei social network, dove conferma il primato tra le radio con quasi 2,2 milioni di followers su Facebook, 2,4 milioni su Twitter e 385 mila su Instagram. Continua la leadership in Italia del suo sito internet dove con 112 mila utenti unici totali deejay.it si afferma come l’unico sito di radio a rientrare tra le prime 100 posizioni dei siti italiani (fonte Audiweb settembre 2017)”.

Aggiungo una critica, senza che me ne vogliano gli amici di RADIO DEEJAY, tutti professionisti bravissimi, che questa trance della nuova indagine (si tratta di un semestre “anomalo”, relativo a un intervallo temporale che parte dal 4 maggio 2017 e arriva al 9 ottobre 2017) ed è quindi focalizzata sul periodo estivo, là dove RADIO DEEJAY si caratterizza per utilizzare spesso un palinsesto B, appunto quello estivo, realizzato da seconde linee al microfono o sperimentazioni (causa ferie estive dei titolari di fascia), cosa che i suoi competitor cercano di ridurre al massimo, avendo compreso che il periodo estivo è molto vincente per la radio e per gli ascolti, meno pubblicità, quindi più musica e pubblico più libero.

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