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giovedì, Gennaio 21, 2021

Paul McCartney: dalla pandemia un nuovo album

Paul McCartney pubblica un nuovo album, "McCartney III", prodotto interamente nella sua fattoria dell'East Sussex durante il lockdown.

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Claudio tieni duro

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di Luigi Calivà

Spesso dietro le belle notizie come l’avvento di Claudio Baglioni al Festival di Sanremo come Direttore Artistico e come dice lui “Conducente”, si nascondono tante insidie.

La lotta tra la canzone mortificata e l’audience Tv per ora è solo all’inizio.

Bene togliere quella barbarie da talent show dell’eliminazione a tutti costi, che su artisti consolidati dalla lunga carriera ha fatto vittime illustri come Ron, D’Alessio, Albano, solo lo scorso anno, e che agli occhi dei più è risultata più un offesa alla storia degli artisti eliminati, piuttosto che uno strumento efficace e capace con la sua suspense, di mantenere audience Tv incollata al video per vedere il “sangue” scorrere copioso sul palco dell’Ariston, con gaudio da parte della stampa accreditata che almeno ha un vero argomento su cui scrivere.

Molto bene proteggere quei pochi artisti emergenti che accedono al Festival, consentendo loro di promuovere le canzoni sino alla proclamazione del vincitore almeno con un paio di passaggi TV.

Speriamo invece di non vedere quelle eliminazioni vergognose sempre alla moda talent show o Miss Italia che si sono viste lo scorso anno durante la serata che precedeva il Festival denominata Sarà Sanremo; “fai un passo avanti, fai un passo indietro, Sanremo giovani per te finisce qui…” che tristezza infinita!

Bella idea, non nuova per la verità, di sostituire la serata delle cover con una serata di duetti con ospiti e nuovi arrangiamenti delle canzoni in gara. Idea suggerita dall’arrivo su RAI 1 di quattro prime serate di sabato sera (Celebration), fatte di artisti big e cover musicali a tema, il nuovo programma condotto da Neri Marcorè e Serena Rossi, che ha eliminato di fatto la serata delle cover al Festival, altrimenti si sarebbe trattato di accanimento terapeutico.

Sul tema duetti, sempre molto affascinanti ed efficaci, nasce però un problema, a parte qualche amicizia consolidata tra artisti, la maggior parte degli ospiti, soprattutto quelli internazionali, sono a pagamento. E qui, chi più può spendere fa bella figura, con un vantaggio per gli artisti delle major che possono contare su una rete interaziendale di rapporti, e quindi a svantaggio degli indipendenti che spesso fanno revival tipo “I migliori anni”.

Speriamo bene.

Le insidie più grandi vengono dai regolamenti ma soprattutto dalle commissioni artistiche. Speriamo di vederle formate da autori, compositori, produttori, manager, programmatori musicali e giornalisti… insomma da gente competente, e non da figuranti dal giusto look pescati dalle cantine dell’ufficio scritture Rai, oppure da fantomatici influencer web o blogger, o peggio da personaggi da Grande Fratello VIP.

Altra insidia non da poco sono i funzionari televisivi Rai, oggi molto morbidi per convincere il Claudio nazionale ad accettare un incarico rischioso… ma con il definirsi del cast e quindi il profilarsi della struttura del programma nelle 5 serate, il vizio di sentenziare “questo funziona e questo no” potrebbe emergere prepotente. Per fortuna che contrariamente a quello che pensa Michele Monina io credo sia un plusvalore la presenza di Ferdinando Salzano e di Friends & Partners, che da abile mediatore si farà forza delle sue “grosse spalle” e del potere che ha conquistato a suon di risultati, idee e ascolti TV, per tenere dritta la barra e proteggere Baglioni dalla “politica” degli ascolti a tutti i costi che molto spesso va a discapito della qualità dell’offerta musicale.

Un aiuto in questo senso dovrebbe arrivare dalla difficoltà del trapianto Fazio da Rai 3 a Rai 1, e relativi ascolti molto deludenti, fatto che dovrebbe aver ammorbidito alcune certezze dei dirigenti Rai. Il pubblico cambia velocemente, e di pari passo i gusti, e certi teoremi che valevano ieri oggi non valgono più.

In ultimo, confido in Claudio Baglioni e nella sua capacità di contornarsi di collaboratori di valore, e di scegliere autori televisivi capaci di sorprenderci al di là delle solite formulette e gag. Confido anche e soprattutto nella sua competenza musicale, sperando sia capace di offrirci finalmente un cast in gara non imbottito di “divi e divetti” provenienti da talent show e dalla storia artistica inesistente, ma piuttosto da artisti, cantanti e cantautori dalla carriera consolidata… magari evitando la formula spesso usata dalla Rai “un po’ di tutto” dal rap al liscio, dal pop al nazional popolare.
Claudio tieni duro.

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