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Viaggio nelle canzoni: Alice di Francesco De Gregori

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di Alberto Salerno

È la canzone che ha reso popolare De Gregori, e dopo più di 40 anni rimane un limpido esempio di poetica degregoriana. Con la protagonista che osserva i gatti sui tetti e il sole che fa l’amore con la luna mentre Cesare, Lilì Marlene, Irene, lo sposo e il mendicante arabo si affannano nella loro vita complicata. Fu presentata a Un disco per l’estate 1973 e arrivò ultima su 54 concorrenti (Fonte Wikipedia)

Sul web ci sono parecchie informazioni che cercano di spiegare questo testo, e io non ho voluto leggerle di proposito per non farmi condizionare e dare una mia libera e personale interpretazione. Ricordo perfettamente quell’edizione del Disco per l’estate poiché io avevo in gara “Senza discutere”, scritto con Umberto Napolitano e Gian Maria Ferilli, interpretato dai Nomadi che furono eliminati come De Gregori. Ricordo anche che Alice mi colpì moltissimo per l’originalità del linguaggio che, in seguito, avrebbe contraddistinto lo stile di De Gregori.

de gregori
Copertina originale del singolo
Alice guarda i gatti
E i gatti guardano nel sole
Mentre il mondo sta girando senza fretta
Irene al quarto piano è lì tranquilla
Che si guarda nello specchio
E accende un’altra sigaretta

Il titolo arriva subito, ed è bellissimo il nome che non può non rimandare ad “Alice nel paese delle meraviglie“. Mi viene così da pensare che De Gregori si sia proprio immaginato di riproporre, in modo del tutto personale, quella che è stata forse la favola più fantastica scritta e ideata per i bambini. Ma chi è Irene? E chi lo sa! Sappiamo solo che vive al quarto piano di un palazzo, che si osserva in uno specchio e fuma una sigaretta.

E Lillì Marlen, bella più che mai
Sorride e non ti dice la sua età
Ma tutto questo Alice non lo sa
Alice guarda i gatti
E i gatti muoiono nel sole
Mentre il sole a poco a poco si avvicina

Momento magico con l’ingresso della protagonista della più famosa canzone della seconda guerra mondiale… ma Alice non sa nulla di lei, ne’ quanto sIa bella, ne’ che età abbia… stupenda l’immagine di lei che guarda i gatti mentre questi muoiono nel sole… ermetismo allo stato massimo, ma con una rara intensità poetica.

E Cesare perduto nella pioggia
Sta aspettando da sei ore 
Il suo amore ballerina
E rimane lì, a bagnarsi ancora un po’
E il tram di mezzanotte se ne va
Ma tutto questo Alice non lo sa

Ecco che qui De Gregori, come un regista, sposta la cinepresa, e riprende la scena di un misterioso Cesare che, nella pioggia, è in attesa di una donna che probabilmente non arriverà mai, e piazza un altro colpo basso con un tram di mezzanotte che se ne va, che a me ricorda un grande film dal titolo “Un tram che si chiama desiderio“. E ovviamente ciò che sta succedendo al misterioso Cesare, la nostra Alice non lo sa.

Ma io non ci sto più gridò lo sposo e poi
Tutti pensarono dietro ai capelli
Lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
Ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa
Non è così che se ne andrà

Arriva il ritornello, e anche qui De Gregori spiazza tutti, inventandosi una scena “felliniana” che è veramente difficile da interpretare, perché non si riesce a trovare alcun collegamento logico con tutto il resto…

Alice guarda i gatti
E i gatti girano nel sol
Mentre il sole fa l’amore con la luna

Il mendicante arabo ha un cancro nel cappello
Ma è convinto che sia un portafortuna
Non ti chiede mai pane o carità
E un posto per dormire non ce l’ha
Ma tutto questo Alice non lo sa

Che bello questo ritorno con Alice che guarda i gatti mentre, al tramonto, il sole fa l’amore con luna. Terribile, e di grande effetto, il mendicante arabo che ha un cancro nel cappello… (???) ma è convinto che sia un portafortuna… e qui mi arrendo, e mi godo semplicemente il racconto.

E io non voglio più e i pazzi siete voi
Tutti pensarono dietro ai capelli
Lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
Ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa
Non è così che se ne andrà

Chiusura di grande effetto, con la cinepresa che ritorna su un matrimonio che “non s’ha da fare”… e Alice? Beh, è naturale che tutto questo Alice non lo sa…

de gregori

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