Home Società e Cultura LE CATENE WEB: UNA GRAN PERDITA DI TEMPO E DI NEURONI CEREBRALI

LE CATENE WEB: UNA GRAN PERDITA DI TEMPO E DI NEURONI CEREBRALI

In questi giorni gira sul web l’ennesima catena ideologica, quella del " Io Vi spengo". Il messaggio virale propone di spegnere la luce elettrica per un minuto per protestare contro il "Sistema".

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di Roberto Manfredi

In questi giorni gira sul web l’ennesima ideologica catena web. Trattasi dell’anonimo Io Vi spengo. Il messaggio virale, purtroppo abboccato anche da alcuni miei amici che l’hanno condiviso, propone di spegnere la luce elettrica per un minuto, alle ore 21.30 del 2 giugno 2017 per protestare contro il “Sistema”. Ora a parte il fatto che il misterioso Che Guevara del web non si è nemmeno accorto che esiste l’ora legale, per cui anche spegnendo le luci aderendo a questo fantastico atto rivoluzionario, nessuno se ne accorgerebbe….

La domanda è: perché uno posta una simile idiozia e soprattutto perché anche persone intelligenti abboccano come pesci narcotizzati a cotanta stupidaggine? Incuriosito sono andato a indagare sul web su questa fantomatica unità IoVspengo. Sulla loro pagina fb non c’è alcuna informazione. Sul sito una valanga di post di messaggi virtuali, contro Renzi, contro la Tav, contro i vaccini, contro questo, contro quest’altro, praticamente contro il muro da quanto fa male la testa a leggerli. Il tutto sembra un giochino da società virtuale, per cui non è poi così grave, ma in realtà evidenzia un problema serio.

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Il Movimento 5 stelle, che come sappiamo bene non è un movimento di hotel di lusso, partì così, con una serie di messaggi virtuali che invitava alla ribellione in rete. Grillo che stupido non è, andò però, a parlarne in piazza cercando il contatto ravvicinato e fisico con quelli che poi lo votarono in massa. Se non l’avesse fatto, il M5S sarebbe rimasto allo stregua di questo IoVspengo. In realtà, l’inventore di questo ologramma digitale, probabilmente crede di essere una sorta di Frankestein con parti di cervello di Assange, Osho, Beppe Grillo e Vanna Marchi. Tutti insieme a piedi nudi nel parco della demenza digitale. Okay, si diverte così… beato lui. Evidentemente non ha molto da fare.

Il problema però sono gli amici che ci cascano come allocchi. Personalmente ho ricevuto cinque inviti (fortunatamente ben pochi) ad aderire a questa catena. Così mi è venuta in mente un’altra ben storica catena. Quella che usavano i nostri padri e nonni nel gabinetto. Oggi non esistono quasi più, ed è un peccato perché la catena del cesso era un simbolo importante. Quando la si tirava in giù, si faceva sparire lo sporco e il puzzolente.  Al contrario la catena digitale diffonde lo sterco anziché farlo sparire, aumentando così il popolo degli ammalati di diarrea ideologica.

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Mi perdonerete il tono skanzonato e satiriko , ma cerco di stemperare un po’ il clima rivoluzionario di questi ribelli digitali, perché loro ci credono veramente alla rivoluzione nel web. Vagli a spiegare che altre generazioni nel passato, per cambiare la società che non gli piaceva, finiva in galera o tornava a casa con le costole incrinate o con il naso sanguinante, o perdevano il lavoro o scappavano di casa per vivere in comunità vere, fisiche, quelle in cui per entrare hai bisogno di una chiave di casa, mica di una keywords. Non erano certo eroi, ma persone che sapevano riconoscere l’azione e la praticità di certe esperienze. Pratica e teoria insieme, altrimenti non sarebbe servita a nulla. Il tutto richiedeva correre dei rischi, rischi fisici e morali. Il conflitto era uno stile di vita. Il contro aveva un senso.

Oggi invece, apriamo il pc, creiamo una pagina facebook, diventiamo editori in cinque secondi, tagghiamo una serie di amici su un post che invita alla “rivoluzione digitale” e così ci salviamo la coscienza e il senso di colpa, per non aver partecipato fisicamente alla marcia per gli immigrati, a tutte quelle attività di impegno sociale, che richiedono un coinvolgimento fisico e temporale importante.

Quindi ragazzi, se volete sprecare il vostro tempo a fare la rivoluzione digitale, sperando che il mondo si risvegli con le catene digitali, accomodatevi pure. Ognuno ha il diritto di utilizzare il proprio tempo a piacimento.

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Che ne dite dunque di lanciare una catena per combattere la fame nel mondo, pubblicando un post che invita a lasciare la brioche sul banco di tutti i bar per un minuto, esattamente il giorno 2 giugno 2017 alle ore 8 del mattino? E inoltre, per combattere il razzismo, pubblichiamo un post che inviti a dare il buongiorno ai passanti cinesi, rumeni, africani per almeno trenta secondi, esattamente dalle ore 10.30 del 2 giugno 2017. Coraggio facciamolo tutti e così il “Sistema” capirà la nostra presa di coscienza e il mondo cambierà. Solo una catena sul web potrà salvare il pianeta e dare un futuro migliore ai nostri figli.

Ah… già che ci siete fate una pagina facebook chiamata Io Vi accendo, così Zuckenberg aumenterà le visualizzazioni e sarà più contento e più ricco sfondato.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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