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sabato, Agosto 8, 2020

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La “Rubia” Ginevra Di Marco canta Mercedes Sosa “La Negra”, ed è magia -RECENSIONE

Voto Autore

di Athos Enrile

La “Rubia” Ginevra Di Marco ritorna al lavoro discografico dopo sei anni, e lo fa omaggiando la voce che molti anni fa la commosse d’impatto, quella di Mercedes Sosa, “La Negra”, argentina, un‘artista che Ginevra non ha mai più abbandonato, colpita dalla perfezione vocale e da una modalità espressiva che supera l’aspetto musicale, diventando efficace veicolo comunicativo per la denuncia dei disagi e delle sofferenze, ma al contempo una cura per l’anima.

Provo a contestualizzare la figura di Mercedes attraverso un paio di definizioni utilizzate per dare luce alla sua enorme statura artistica e sociale: “La Madre d’America, la voce della terra”,  chiose che sottolineano la sua figura di cantante folklorica e attivista.

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Mercedes Sosa

Diventa quindi automatico il tributo a quella che Ginevra Di Marco definisce come: “La Donna che mi ha insegnato che cosa significa, davvero, cantare”. 

Il disco ha un preciso punto di inizio, lo scorso settembre, periodo in cui il Festival “Musica dei Popoli” chiede alla cantante di realizzare uno spettacolo completamente dedicato alla “Negra”, un complesso lavoro di “scelta e costruzione” che, attraverso il gioco di squadra, ha portato alla realizzazione di un’immagine personalizzata, creata anche attraverso l’utilizzo poco ortodosso di strumenti acustici.

La naturale chiusura del cerchio è il fissare per sempre il capitolo con dedica indelebile… un lavoro appassionato, energico, poetico, con valenza sociale… tutto ciò che la musica può fare con naturalezza, con la certezza che il messaggio potrà smuovere qualche coscienza.

ginevra

Per portare a termine l’obiettivo si è passati attraverso il profondo legame esistente tra artista e fruitori della musica, una campagna di crowdfunding che ha permesso di arrivare direttamente al pubblico, in modo indipendente, lontano da ogni tipo di compromesso e logica di businnes.

Il lavoro di produzione e “affinaggio” è diviso da Ginevra Di Marco con i compagni di sempre, un team di propositori della bellezza sonora, di ricercatori del “nuovo e nascosto”, focalizzati sul rispetto e la condivisione di ogni aspetto culturale e territoriale: Andrea Salvadori (chitarre, mandolino ed elettronica) e Francesco Magnelli (pianoforte e magnellophoni).

Oltre un ora di musica suddivisa su tredici brani (da aggiungere una bonus track nella versione in vinile) che raccontano di un viaggio in mondi lontani, in tempi differenti, con fatti salienti a volte asincroni rispetto al vissuto personale, ma capaci di descrivere ciò che tutti, prima o poi, hanno toccato con mano, o di cui hanno sentito parlare, con sentimenti alterni calmierati dal “saper raccontare”, dal trovare significati universali che diventano eredità pesante per chi da poco è arrivato… per chi tra poco arriverà.

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E tra queste tracce dieci sono recuperate dal repertorio della Sosa.

C’è spazio per la ballata dedicata alla propria terra (“Luna Tucumana”) – “… ho visto la luna buona che baciava il canneto. In qualcosa ci assomigliamo luna della solitudine, io vado camminando e cantando che è il mio modo di splendere -, per l’atmosfera festaiola e paesana (El cosechero e Juancito caminador), per le “grandi canzoni” del repertorio di Mercedes, come  Razón de vivir  (“… per scoprire che la vita passa senza chieder nulla e considerare che tutto ciò che è bello è senza prezzo…”), Alfonsina y el mar “ (“… Te ne vai Alfonsina con la tua solitudine quali nuove poesie sei andata a scovare?”) e  “Sólo le pido a Dios  (“Chiedo solo a Dio che il dolore non mi sia indifferente, che improvvisa morte non mi colga sola vuota e senza aver fatto abbastanza…”), quest’ultimo suonato in studio ma in presa diretta. Discorso a parte per un altro “pilastro”,Todo cambia, un brano molto predisposto al “live”, che si presta al coinvolgimento generale (nella parte finale è registrata la partecipazione corale del pubblico), con un testo italiano scritto da Teresa De Sio che riporta all’accettazione della logica della continua mutazione anche se…Cambia il manto di ogni fiera e i capelli dell’anziano, tutto cambia mano a mano, che anch’io cambi non è strano. Cambia, todo cambia… Ma non cambia mai il mio amore…”, un pezzo che una volta ascoltato non ti abbandona più. 

In questo contenitore molto preciso si inseriscono tre brani inediti di Ginevra, l’inizialeFuoco a mare”, ispirato alla sua figura (”La voce dei diversi, la voce dei perdenti nelle lunghe notti prendono fuoco…”),  il tango “Sulla corda” e la gitanaSaintes Maries de la Mer”. 

I brani nuovi si miscelano agli omaggi e si arriva ad una completa omogeneità concettuale e musicale, come se due sistemi potenzialmente isolati trovassero, coesistendo, il giusto equilibrio, un’entropia musicale di cui si fruisce dimenticando i differenti punti di partenza.

E a quel punto il mood cresce col passare dei minuti, e l’ascolto si trasforma in viaggio senza limiti e confini.

In questo percorso l’elemento meramente musicale non è un contorno, ma esiste una ricerca precisa, funzionale all’episodio che va in scena, in alcuni casi un abito minimalista (“Te recuerdo Amanda, “Alfonsina y el mar” e “Fuoco a mare”), necessario a dar risalto alla straordinaria voce di Ginevra; in altri casi si dà largo spazio all’intreccio strumentale (“El violín de Bechoe Volver a los diecisiete“). 

L’ascolto ripetuto lascia importanti strascichi legati ai sentimenti cangianti – che trovano continuo stimolo dalla tristezza di alcune melodie -, alla gioiosità ritmica, al modus aulico di alcuni arrangiamenti, alle liriche esplicite e poetiche che costruiscono macigni concettuali. E a quel punto il sangue, il sudore, il dolore e l’evolversi del momento storico – in qualsiasi terra sia stato vissuto – troverà sintesi nella poesia e nella riflessione basica a cui spesso ci si ribella: ogni cosa ha un inizio e una fine, tutto cambia, e in qualche modo si può contribuire alla progressione positiva.

Un grande disco, da qualsiasi punto di vista lo si riesca ad osservare.

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Ginevra Di Marco – La Rubia canta La Negra – Razón de vivir 

I MUSICISTI 

Ginevra Di Marco – voce, kazoo
Francesco Magnelli – pianoforte, magnellophoni, dx7 fisa, violini, ottoni
Andrea Salvadori – chitarre classiche e acustiche, mandolini, guitalele, tzouras, mandoloncello, armonica a bicchieri
Alberto Becucci (Forrò Mior) – fisarmonica
Nicolas Farruggia (Forrò Mior) – chitarra classica
Timoteo Grignani (Forrò Mior) – percussioni
Marzio Del Testa – batteria, percussioni
Gabriele Pozzolini – percussioni
Luca Ragazzo – batteria

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TRACK LIST “LA RUBIA CANTA LA NEGRA”

1. Fuoco a mare – inedito
2. Luna Tucumana
3. Razón de vivir
4. El cosechero
5. Alfonsina y el mar
6. El violín de Becho
7. Sulla corda – inedito
8. Saintes Maries de la Mer (sogno gitano) – inedito
9. Te recuerdo Amanda
10. Juancito caminador
11. Volver a los diecisiete
12. Tutto cambia (Todo cambia)
13. Sólo le pido a Dios

– Balderrama (Bonus Track – solo nella versione dell’album in vinile)

ginevra
Crediti Foto: Ilaria DR

BIOGRAFIA

Ginevra Di Marco (Firenze, 1970) esordisce come voce femminile dei C.S.I. (1993- 2001) prima e dei PGR poi (2001 – 2004). Nel 1999 il primo album solista Trama tenue le vale la Targa Tenco e il Premio Ciampi come miglior disco d’esordio. Nel 2005 esce Disincanto, nel 2006 Stazioni Lunari prende terra a Puerto Libre, un album nato dal progetto teatrale itinerante Stazioni Lunari ideato da Francesco Magnelli e che si compone di reinterpretazioni di canti popolari europei. Il disco segna l’inizio del sodalizio artistico in trio con Magnelli (compagno nei C.S.I. e al suo fianco fin dagli esordi solisti) e Andrea Salvadori. Il recupero e la rilettura della tradizione popolare diventeranno i temi chiave del lavoro di Ginevra: emblematico in tal senso è Donna Ginevra (2009), che le fa vincere nello stesso anno la Targa Tenco come miglior interpretazione, e il successivo Canti, richiami d’amore (2011).

Oltre ai numerosi impegni musicali, Ginevra Di Marco vanta altri prestigiosi progetti artistici: dal sodalizio teatrale con la concittadina Margerita Hack per lo spettacolo dedicato alla storia del 900 L’Anima della terra vista dalle Stelle a quello nato nel 2015 con lo scrittore Luis Sepúlveda per il reading poetico-musicale Poesia senza patria.

Il 19 maggio 2017 è uscita La Rubia Canta La Negra, omaggio alla cantora latinoamericana Mercedes Sosa.

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IL TOUR IN CORSO…

3 giugno – Poggibonsi (SI),Casa Giubileo
10 giugno – Sesto Fiorentino,  Istituto Ernesto De Martino
15 giugno – Genova, Festival Suq 
17 giugno  – Bologna,  BOtanique
24 giugno – Polignano a Mare, Bari in jazz
30 giugno –Bonate di Sotto (BG),  Cortile
5  luglio – Lugano, Parco Ciani
12 luglio –Marcialla (FI)
29 luglio –Monte Amiata, AbbadiaSan Salvatore
30 luglio – Firenze, Florence folk festival
10 settembre –Prato, ospite del concerto “Maciste contro tutti”, Centro Pecci
30 settembre – Neoneli (OR), Festival Licarias

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