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Eurovision Song Contest 2017: Pop, balletti, maschere e merletti Vs Qualità musicale

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eurovision song contest
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di Luigi Calivà

Salvador Sobral e il brano Amor Pelos Dois l’artista e la canzone che ieri sera hanno vinto quello che si chiamava Eurofestival, oggi Eurovision Song Contest, è sicuramente una bella canzone, condita da una interpretazione emozionante, da una storia artistica interessante, e da un poco di mistero sulle condizioni di salute dell’artista vincitore.

Premetto che la canzone scritta dalla sorella, Luisa Sobral autrice ed artista anche lei, è un esempio di Fado del nuovo millennio è sembrata subito a tutti una bellissima canzone. Ma non capisco perché non l’abbia cantata lei, o al massimo in duetto, così come è accaduto nel finale dello show di ieri sera.

salvador sobral
Salvador Sobral e Luisa Sobral

A molti può sembrare strano che, per una volta, in una manifestazione musicale del tipo Festival/Contest con votazione di giuria di “esperti” + televoto, abbia vinto una vera canzone rispetto ad altre che più che canzoni sono performance condite da balletti, esibizioni cip, costumi bizzarri, mossette con tormentone annesso e trovatine da circo equestre.

Credo che il pubblico televisivo, ed il pubblico interessato alla musica in genere, cominci ad essere stanco di gridare al miracolo durante i vari Talent show dove gli artisti concorrenti sono assistiti da schiere di vocal coach, coreografi scenografie, luci e costumisti, salvo poi quando lasciati soli al loro destino artistico faticano addirittura a trovare una canzone discreta da cantare, figuriamoci ad interpretarla in modo decente.

eurovision song contest
Francesco Gabbani

Questa vittoria annunciata (ricordiamoci che Salvador Sobral era dato per favorito), è stata contrastata per il nostro paese da Francesco Gabbani, per carità bravissimo artista, ma che come ho già avuto modo di dire durante il Festival di Sanremo (mi auto cito) “un artista che sa quello che vuole e sa che artista vuole essere. A Roma si chiamerebbe un simpatico paraculo”.

Per carità nulla a che vedere con il resto dei concorrenti degli altri paesi, che svariavano tra imitazioni, folk/ pop, cover mascherate male e plagi conclamati con scimmiottamento annesso di star internazionali. Un panorama desolante che ha lasciato un’autostrada libera all’artista portoghese.

La qualità e la musica vera non possono essere battute da operazioni furbe o semplicemente divertenti, ma possono essere contrastate solo da altra qualità musicale e interpretativa.

Proviamo a fare un gioco, il cui risultato non conosceremo mai.

salvador sobral
Ermal Meta

Cosa sarebbe successo se a vincere il Festival di Sanremo fosse stato Ermal Meta?

Magari avrebbe vinto sempre Salvador Sobral, ma almeno la battaglia non sarebbe stata impari come si è visto subito dalle prime votazioni.

La musica sta cambiando? Chi vivrà vedrà.

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Luigi Calivà
Ha iniziato la sua carriera nel mondo della musica come tecnico o tecnico del suono (nella prima metà degli anni 80) lavorando in tour con artisti come Rettore, Sergio Endrigo, la Bottega dell’Arte, Gepy & Gepy, Mia Martini, Nada, Mimmo Locasciulli, Riccardo Cocciante, Luca Barbarossa, Locasciulli & Ruggieri. Dopo una piccola esperienza come promoter discografico radiofonico, passa dall’altra parte della barricata diventando il direttore dell’ufficio discografico di RDS sin dalla sua nascita e per sedici anni. Dopo la sua uscita da dall’emittente diventa per alcuni anni il direttore marketing della divisione eventi Friends & Partners (oggi F&P Group), importate agenzia Italiana per la musica live. Ha fatto anche il general manager di un’etichetta indipendente producendo compilation e prodotti discografici di catalogo, riuscendo a vendere oltre un milione di dischi, e aggiudicandosene diversi d’oro e di platino. Ha gestito anche una società di edizioni musicali con un notevole catalogo, curando anche diverse colonne sonore per film e cartoni animati. E stato anche produttore o manager di artisti come Gegè Telesforo, Gli Stadio o Alex Britti, e ha collaborato come consulente per il management con molti altri artisti. Ha curato come produttore esecutivo due particolari progetti teatrali e musicali, “Britti & Bennato” e “Barbarossa & Marcorè”. E’ generalmente considerato un esperto di radiofonia, management musicale, produzione discografica, eventi musicali, sponsoring musicale, marketing entertainment e comunicazione non convenzionale legata al settore musica e dello spettacolo in genere. Ama definirsi un libero pensatore e scrivere, e ad oggi ed ha pubblicato due romanzi, “Il Cantautore” e “John Lemnos” (scritto con Fulvio Ottaviano). Ha inoltre pubblicato un e-book, un manuale dedicato ai giovani artisti che iniziano la loro carriera nella musica dal titolo. “Essere artisti nel nuovo mercato musicale e avere successo” che aggiorna ogni 2 anni. Oggi per non farsi mancare nulla, gestisce un’azienda di famiglia che nulla ha a che fare con la musica.

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