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venerdì, Aprile 16, 2021

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Capre Vs Anticonformisti in Televisione – Dedicato ai vari Morgan, Maionchi, Luccarelli, Sgarbi e Cacciari

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di Roberto Manfredi

La definizione prevalente  del termine “conformismo” nei dizionari è:
Adesione acritica alle opinioni, ai comportamenti prevalenti nella società”.

Tanto per aggiornare la definizione, sostituirei il termine prevalenti con il termine dominanti. I comportamenti dominanti nei mass media, e in particolare nel mondo televisivo, sono molto evidenti; riguardano atteggiamenti, azioni e linguaggi. Le parole più usate sono “straordinario”, “quattro si”, “state con noi”, “a tra poco”, “i miei compagni di viaggio”, ” percorso”, etc… Sono termini ed espressioni assai conformi ai comportamenti televisivi. Infatti le sentiamo almeno cento volte al giorno.

Per quanto riguarda gli atteggiamenti, ne abbiamo già parlato nell’articolo Food News (leggi articolo->QUI), ma possiamo estendere il panorama al conformismo da ringraziamento e da complimento compulsivo. In questo, Fabio Fazio non è secondo a nessuno. Una volta, non per scherzo ma probabilmente in un eccesso di verità disse a Paul McCartney, parola più, parola meno una frase come questa :

“Le confesso che io faccio televisione per ringraziare e per chiedere ad artisti come lei un autografo sul Cd“.

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Ovvio l’ospite è sacro, mica gli si può dare della capra come fa Sgarbi, ma un conto è intervistare secondo il comune senso del pudore, un conto è stendere uno stuoino ai piedi dell’intervistato. In questo contesto da the e dolcetti delle cinque pomeridiane, mi piacerebbe porre alla vostra sublime attenzione quei personaggi che detestano il conformismo in tv. Sono personaggi diversi, ma in qualche modo simili tra loro, e non a caso “bucano” lo schermo. Qualche esempio illuminante.

Vittorio Sgarbi è il più anticonformista che ci sia. Lo è al punto che, se dovesse esserlo verso se stesso, dovrebbe dare del “lei” a tutti chiedendo umilmente:

“Scusate, Vi pregherei gentilmente di non interrompermi, perchè potrei perdere il filo del mio intervento. Chiedo scusa in anticipo se dovessi dilungarmi e quindi approfittare del tempo che mi avete gentilmente concesso. Posso continuare?“.

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Ovviamente, un Vittorio Sgarbi gentile e conformista come questo, annoierebbe quanto un libro di Fabio Volo. Lo preferiamo quindi arrabbiato e dialetticamente violento. Mirabile in questo senso la sua ultima performance televisiva nel programma “Il Bianco e il nero” di Telese su La7, in cui, grazie al suo anticonformismo televisivo, riuscì persino a far uscire dallo studio tutti gli altri ospiti del dibattito, compreso il conduttore stesso, tutti offesi e scandalizzati dalla sua rissosa performance.

E che dire del redivivo Morgan Castoldi ad Amici? Il suo “bimbiminchia” rivolto al pubblico in studio è un inno gioioso all’anticonformismo. Era ora. Non aspettavamo altro. Era dai tempi del Paolo Villaggio conduttore che trattava male le vecchiette in studio, che non si registrava una sana invettiva contro il pubblico dei figuranti o dei fans che dir si voglia. Morgan è vivo e lotta con noi.

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Un altro che a me piace assai è Cacciari. Non tanto per le cose che dice, quanto nel mostrarsi insofferente durante i collegamenti in cui appare nei talk show. Quando non ne può più, si alza e se ne va con uno scatto, quasi sempre portandosi via persino il microfono a collarino che inevitabilmente gli cade dal bavero della giacca. Fantastico. Quanti di noi vorrebbero essere al suo posto?

Non meno spumeggiante, come un botto di una molotov, è Selvaggia Lucarelli, una che ha deciso che la simpatia vale assai meno dell’intelligenza. Sempre lucida e analitica fino allo spasimo, è esattamente il contrario di Fazio, e non solo sessualmente. Un suo “grazie” in tv è un puro evento mediatico. In effetti ha ragione. Perché essere pagati per ringraziare? Quello lo fanno i cortigiani e i portaborse, mica gli anticonformisti.

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Una che invece ha saputo unire simpatia, empatia, anticonformismo fino al sano turpiloquio, è Mara Maionchi. Con lei si può citare il vecchio slogan da dentifricio: “Con quella bocca può dire ciò che vuole”. A differenza degli altri sa ridere e divertirsi, ma non le manda a dire da nessuno. Troppo istintiva e saggia per adeguarsi alle acque chete.

Dire ciò che si pensa, in barba al codice conformista o conforme alla tv, al consenso acritico delle opinioni dominanti dei media, è giusta cosa, persino nei riguardi del successo del format, dei suoi ascolti e del gradimento del pubblico, che me subisce il fascino. Bucare lo schermo significa alzare la soglia di attenzione dei telespettatori, creare attenzione, non necessariamente consenso.

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Se vanno in onda gli Sgarbi, i Morgan, le Lucarelli e le Maionchi, sai che da un momento all’altro tutto può succedere. La sorpresa è dietro l’angolo, nascosta tra le telecamere.

Sogno un palinsesto dove le opinioni, le idee, i commenti e i giudizi espressi non siano narcotizzanti, conformi allo status quo e al bon ton della comunicazione istituzionale. Ben vengano quindi gli anticonformisti in tv, le serpi in seno, i “rompicoglioni”, i rottamatori della televisione per la famiglia dormiente e consenziente. E quel giorno, l’era dei “grazie-prego-scusi-tornerò” sarà seppellita da un solenne grido: Capraaaa!!!

 

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